La pelle dell’orso – Matteo Righetto

Incipit La pelle dell’orso

Domenico si sfiorò delicatamente la guancia destra con il palmo della mano, attento a non calcare sul livido dove erano rimaste le impronte di alcune grosse dita. Si rese conto che col passare delle ore il dolore del giorno prima si stava trasformando in un prurito pungente, segno che anche quella volta il peggio era passato. Le occasioni di prendersi altre svèrgole come quella però erano sempre dietro l’angolo, così come il rischio ben più grave di imbattersi in quell’orso terribile di cui tutti parlavano e che ormai da quelle parti era diventato una leggenda. Ma lui non aveva paura, e anche se tutti gli sconsigliavano di andare al torrente da solo, lui continuava a farlo lo stesso.

Incipit tratto da:
Titolo: La pelle dell’orso
Autore: Matteo Righetto
Casa editrice: TEA

Bibliografia Matteo Righetto

Copertine di La pelle dell’orso di Matteo Righetto
Quarta di copertina / Trama

Domenico ha dodici anni ed è sempre vissuto nel villaggio dove è nato, ai piedi delle Dolomiti. La montagna è il suo mondo e questo mondo non ha segreti per lui. Gli piace guardare le cime mentre va a scuola, dove ascolta, rapito, i racconti su Tom Sawyer, o attraversare i boschi mentre va al torrente a pescare, sognando avventure straordinarie. Ma da un po’ di tempo tutti lo mettono in guardia, perché il rischio di imbattersi nell’orso di cui tanto si parla in giro è grande. Un orso ormai diventato una leggenda nella valle: terribile, gigantesco, feroce come da quelle parti non se ne vedevano più. E non riesce a credere che suo padre, sempre così distante, ubriaco, perso, sia lo stesso uomo che adesso vuole dare la caccia all’orso e vuole partire per quella spedizione sulle montagne insieme a lui, solo loro due, via per giorni e giorni a contatto con una natura aspra, selvaggia. Ma è proprio questo che accadrà. Domenico sarà coinvolto in un’esperienza unica, spaventosa ed eccitante, dalla quale apprenderà che la natura, per quanto pericolosa, non sarà mai crudele come gli uomini. Un romanzo d’avventura che è insieme il racconto folgorante di una formazione, di ciò che succede per la prima volta, e che sarà per sempre.
(Ed. TEA)

Indice cronologico opere Matteo Righetto

Da questo romanzo il film La pelle dell’orso per la regia di Marco Segato (2016)

Locandina La pelle dell'orso

Bacchiglione blues – Matteo Righetto

Incipit Bacchiglione blues

Arrivati a quel punto non era più nemmeno una questione di soldi, quanto piuttosto di principio. Una specie di senso di giustizia, se volete, di rettitudine, se per lui rettitudine voleva dire qualcosa.
Il lavoro che gli era stato richiesto più di un anno prima, l’aveva fatto senza fiatare, l’aveva fatto subito e l’aveva fatto come Dio comanda. Nei minimi dettagli.
Eppure, e questa era la nota dolente, i soldi pattuiti non li aveva mai ricevuti, anzi, di quella cifra non aveva avuto neanche un centesimo, ragion per cui a un certo punto aveva deciso di andare a prenderseli di persona una volta per tutte, senza inutili convenevoli, false cortesie o stupide richieste formali.

Incipit tratto da:
Titolo: Bacchiglione blues
Autore: Matteo Righetto
Casa editrice: Alberto Perdisa Editore

Bibliografia Matteo Righetto

Copertine di Bacchiglione blues di Matteo Righetto
Quarta di copertina / Trama

Sembra di essere nella Louisiana occidentale, tra fischi di pallottole e uomini senza coscienza. Siamo invece in Italia e questo non è un film. Lungo il corso selvaggio di un fiume in piena, in mezzo a campi di barbabietole, vecchi sfasciacarrozze e cascine abbandonate, tre balordi sequestrano la giovane moglie di un industriale dello zucchero. L’uomo decide allora di risolvere a suo modo la questione, assolda una seconda squadra di banditi e presto la situazione precipita in una serie inarrestabile di colpi di scena. Questa è la profonda provincia rurale del nord-est, dove si annidano personaggi tanto grotteschi quanto verosimili, criminali sprovveduti, bifolchi fuori controllo e proprio per questo capaci di tutto.

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Corpo felice – Dacia Maraini

Avevo sei anni

Incipit Corpo felice

Avevo sei anni. Ero a Kyoto. Non so perché quel pomeriggio mio padre era nervoso e mi ha incolpato di avere fatto cadere dell’inchiostro su un libro e averlo rovinato. Io il libro non l’avevo proprio toccato. Ma lui ha insistito che ero stata io e che mentivo per non farmi rimproverare. L’accusa mi è sembrata enorme e talmente ingiusta che ho pensato di suicidarmi per provargli che dicevo la verità. Poi ho riflettuto che era stupido morire solo per dimostrare la propria innocenza: l’avrei punito con un dolore bruciante, ma allo stesso tempo avrei impedito a me stessa di crescere e di curiosare sul mondo e sulle cose, il che mi dispiaceva. Allora ho deciso: sarei scappata di casa e non ci sarei tornata mai più.

Incipit tratto da:
Titolo: Corpo felice. Storia di donne, rivoluzioni e un figlio che se ne va
Autrice: Dacia Maraini
Casa editrice: Rizzoli

Bibliografia Dacia Maraini

Copertine di Corpo felice di Dacia Maraini
Quarta di copertina / Trama

Una madre che non ha avuto il tempo di esserlo. Un figlio mai cresciuto. Tra di loro, i giorni teneri e feroci, sognati eppure vividissimi che non hanno vissuto insieme. E un dialogo ininterrotto che racconta cosa significa diventare donne e uomini oggi.
A più di quarant’anni dai versi che hanno disegnato i contorni di un cambiamento possibile – “Libere infine di essere noi / intere, forti, sicure, donne senza paura” – Dacia Maraini riavvolge il filo di una storia tempestosa, quella al femminile, attraverso le parole di una madre a un figlio perduto, il suo, che cammina verso la maturità pur abitando solo nei ricordi. È così che l’immaginazione si fa più vera della realtà, come accade per tutte le donne che popolano i suoi libri – Marianna, Colomba, Isolina, Teresa – e sono arrivate a noi con le loro voci e i loro corpi. Corpi che non hanno mai smesso di cercare la propria via per la felicità, pieni di vita o disperati per la sua assenza, amati o violati, santificati o temuti, quasi sempre dagli altri, gli uomini. Ed è proprio a loro che parlano queste pagine. Agli occhi di un bambino maschio non ancora uomo. Per ricordare a lui e a tutti noi, sul filo sottile ma resistente della memoria, che solo quando l’amore arriva a illuminare le nostre vite, quello tra i sessi non sarà più uno scontro ma l’incontro capace di cambiare le regole del gioco.
(Ed. Rizzoli)

Indice cronologico opere Dacia Maraini