Nel muro – Mauro Corona

Incipit
Nel muro

Passavo davanti alla baita fin da bambino, quando andavo a caccia con mio padre.
Io non avrei voluto alzarmi nel cuore delle notti e marciare mezzo addormentato lungo i fianchi delle montagne. Ma mio padre voleva così.
Quel posto all’inizio non mi piaceva. Poi, un po’ per volta, mi catturò costringendomi a stare lì. E non sapevo perché. La baita portava addosso un cappotto misterioso e inquietante, fatto di boschi e silenzi. Qualcosa che impauriva e allo stesso tempo attirava. A me succedeva questo, non so a mio padre. So che si fermava anche lui.

  • Titolo: Nel muro
  • Autore: Mauro Corona
  • Casa editrice: Mondadori
Copertina di Nel muro di Mauro Corona

Bibliografia Mauro Corona

Quarta di copertina / Trama

Nel fitto di un bosco di uno dei monti dell’Italia settentrionale un uomo ritrova una baita appartenuta ai suoi antenati. Decide di ristrutturarla, per andarci a vivere e sfuggire così alla crudeltà del mondo che lo circonda.
Ma, mentre lavora, un colpo di piccone bene assestato cambia per sempre la sua vita. Dietro la calce, in un’intercapedine del muro, trova i corpi mummificati di tre donne. E si accorge che sulla loro carne sono stati incisi dei segni, quasi lettere dell’alfabeto di una lingua misteriosa e sconosciuta. Qual è la storia delle tre donne? Chi le ha nascoste lì? Qual è il terribile messaggio che quelle lettere vogliono comunicare? Ed è possibile che la cerva dagli occhi buoni che sbuca ogni sera dal bosco voglia davvero proteggere l’uomo e rivelargli qualcosa?
Mentre le tre mummie cominciano a infestare i suoi pensieri e i suoi sogni, trasformandoli in incubi e allucinazioni, l’uomo si mette alla ricerca della verità, una ricerca che può portarlo alla perdizione definitiva o alla salvezza. O forse a entrambe.
Mauro Corona, dopo anni in cui si era dedicato a forme più brevi, torna al romanzo vero e proprio. E lo fa con un libro di eccezionale forza letteraria, intenso, appassionante, commovente, un libro che racconta la maestosità della natura e la cattiveria degli uomini, denso di immagini indimenticabili – per esempio quella del pivason, l’uccello-vampiro, e del suo spaventoso verso, presagio di morte – e di momenti di straordinario lirismo, come la scena in cui il protagonista scende in una foiba e dentro una pozza d’acqua scopre un piccolo essere di cui si sente improvvisamente e inaspettatamente fratello.
Con Nel muro, Corona torna a raccontare i boschi, gli animali e gli uomini della sua terra, e rivela ancora una volta il suo talento narrativo, quella scrittura sorgiva che sa arrivare dritta al cuore del lettore, la sua capacità di unire un’immaginazione gotica e tenebrosa all’accuratezza realistica delle situazioni e dei luoghi, di scrivere pagine terribili e dolci al tempo stesso.
In una frase, Nel muro segna il ritorno al romanzo di uno dei più grandi scrittori italiani.

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