Un anno terribile – John Fante

Incipit Un anno terribile

Era duro, l’inverno del 1933. Quella sera, arrancando verso casa attraverso fiamme di gelo, con le dita dei piedi che mi bruciavano, le orecchie che andavano a fuoco, e la neve che mi turbinava intorno come un nugolo di suore furibonde, mi fermai di colpo. Era giunto il momento di tirare le somme. Con la pioggia o col sereno c’erano delle forze al mondo che cercavano di distruggermi.

Incipit tratto da:
Titolo: Un anno terribile
Autore: John Fante
Traduzione: Alessandra Osti
Titolo originale: 1933 Was a Bad Year
Casa editrice: Mondolibri su licenza Fazi Editore

Bibliografia John Fante

Copertine di Un anno terribile di John Fante

Incipit 1933 Was A Bad Year

It was a bad one, the winter of 1933. Wading home that night through flames of snow, my toes burning, my ears on fire, the snow swirling around me like a flock of angry nuns, I stopped dead in my tracks. The time had come to take stock. Fair weather or foul, certain forces in the world were at work trying to destroy me.

Incipit tratto da:
Quarta di copertina / Trama Title: 1933 Was A Bad Year
Author: John Fante
Publisher: Harper Perennial
Language: English
Quarta di copertina / Trama

Figlio di immigrati, Dominic ha un grande talento, quasi da cartone animato: il suo Braccio. Lo cura, lo allena, lo protegge dai rigori invernali con tubetti e tubetti di balsamo Sloan, sa che grazie a lui, soltanto grazie a lui, potrà riscattare se stesso e la sua famiglia dalla condizione di inferiorità che stanno vivendo, diventando «Dom Molise, il più grande Mancino della Major League». La più grande promessa del baseball della West Coast. Un capolavoro di freschezza e comicità, oltre che un omaggio a uno dei grandi miti della narrativa americana, il baseball. Il finale rappresenta uno dei vertici assoluti della prosa di questo scrittore, un vero inno alla speranza e alla fame di vita dell’adolescenza.
(Ed. Mondolibri)

Cronologia opere John Fante

Underworld – Don DeLillo

Parla la tua lingua

Incipit Underworld

Parla la tua lingua, l’americano, e c’è una luce nel suo sguardo che è una mezza speranza.
E’ un giorno di scuola, naturalmente, ma lui non c’è proprio, in classe. Preferisce star qui, invece, all’ombra di questa specie di vecchia carcassa arrugginita, e non si può dargli torto – questa metropoli di acciaio, cemento e vernice scrostata, di erba tosata ed enormi pacchetti di Chesterfield di sghimbescio sui tabelloni segnapunti, con un paio di sigarette che sbucano da ciascuno.

Incipit tratto da:
Titolo: Underworld
Autore: Don DeLillo
Traduzione: Delfina Vezzoli
Titolo originale: Underworld
Casa editrice: Einaudi

Bibliografia Don DeLillo

Copertine di Underworld di Don DeLillo

Incipit Underworld

He speaks in your voice, American, and there’s a shine in his eye that’s halfway hopeful.
It’s a school day, sure, but he’s nowhere near the classroom. He wants to be here instead, standing in the shadow of this old rust-hulk of a structure, and it’s hard to blame him – this metropolis of steel and concrete and flaky paint and cropped grass and enormous Chesterfield packs aslant on the scoreboards, a couple of cigarettes jutting from each..

Incipit tratto da:
Title: Underworld
Author: Don DeLillo
Publisher: Scribner
Language: English
Quarta di copertina / Trama

Un romanzo che fa esplodere la storia, i miti e la vita quotidiana dell’America del dopoguerra e ne ricompone i resti. In una vorticosa alternanza di epoche e figure, DeLillo costruisce un puzzle di microsequenze narrative dove protagonisti e comparse hanno lo stesso spazio, dove personaggi di finzione convivono con Lenny Bruce e con J. Edgar Hoover, il potente capo dell’FBI. Seguendo i passaggi di mano di una pallina da baseball, cimelio di una famosa partita fra Giants e Dodgers, si finisce da una costa all’altra, da una classe sociale all’altra, da un’etnia all’altra, in un destino collettivo dominato dalle immagini e dai rifiuti. Scorie nucleari, pattume generico, feticci sentimentali, erotici, artistici.
Un affresco dell’ America di ieri, di oggi e di domani come nei migliori film di Altman, ma con in piú la forza di una scrittura che ha fatto definire questo romanzo «il capolavoro della letteratura americana contemporanea».
Il 3 ottobre 1951, al Polo Grounds di New York, si gioca una leggendaria partita di baseball tra i Giants e i Dodgers. Della palla con cui viene battuto l’altrettanto leggendario fuoricampo che assicura la vittoria e il campionato ai Giants si impadronisce un ragazzino nero di Harlem. La palla viene via via rubata, venduta, regalata: la ritroveremo anni dopo in possesso di Nick Shay, un waste manager, un dirigente dell’industria del riciclaggio di origine italiana che nel ’51 era a sua volta un ragazzino, un passo piú in là, nel Bronx.
Nel romanzo di DeLillo i passaggi di mano della mitica palla sono il filo narrativo per la costruzione di un gigantesco quadro dell’America dall’inizio della guerra fredda fino al crollo dell’Unione Sovietica. Scorie (non solo atomiche) e cimeli (non solo dello sport) sono i «resti» anche metaforici dello scontro tra le forze della storia e gli ideali della nazione americana. La stessa metafora si incarna nel personaggio di Nick, in possesso del cimelio del baseball e incaricato dell’«occultamento» dei residui inesplosi della guerra mai combattuta.
Nel grande affresco di un cinquantennio compaiono, insieme ai personaggi inventati (oltre a Nick, Klara Sax, scultrice che trasforma il trash in opera d’arte, e decine di anonimi americani di ogni razza e cultura), i protagonisti della storia politica, sociale e mediatica del dopoguerra, da ]ohn Kennedy a Lenny Bruce, da J. Edgar Hoover a Frank Sinatra.
La penna di DeLillo spazia dalla partita di campionato alla festa di Truman Capote al Plaza di New York, dalle imprese del Texas Highway Killer alla tournée dei Rolling Stones, affondando nella microstoria e alzandosi sopra la Storia, utilizzando un originale e avvincente montaggio narrativo e i più diversificati linguaggi della nazione multirazziale.
(Ed. Einaudi; SuperCoralli)

Cronologia opere Don DeLillo

Running Dog – Don DeLillo

Non troverai gente normale, qui

Incipit Running Dog

Non troverai gente normale, qui. Non dopo il tramonto, in queste strade, sotto le antiche tettoie dei magazzini. Questo lo sai, naturalmente. È chiaro. Altrimenti non saresti venuto. Il vento soffia a raffiche dal fiume, alzando la polvere dei cantieri di demolizione. Vicino alle banchine, i vagabondi accendono il fuoco dentro fusti di petrolio arrugginiti. Si stringono gli uni agli altri, infagottati nei cappotti, nei maglioni di seconda mano o in qualunque combinazione di indumenti siano riusciti a procurarsi. Ci sono camion parcheggiati vicino ai magazzini, alcuni occupati da uomini che fumano al buio, in attesa degli omosessuali che escono dai bar oltre Canal Street. Allunghi il passo, ma non cerchi riparo dal freddo. Ti piace quel vento che soffia sempre più forte. Giri l’angolo e lo affronti per un istante, sentendo con piacere la forma delle cosce contro la stoffa tesa del vestito. Vetri rotti scintillano come mica bianca nei terreni vuoti. Stasera il fiume ha un forte odore di muschio.

Incipit tratto da:
Titolo: Running Dog
Autore: Don DeLillo
Traduzione: Silvia Pareschi
Titolo originale: Running Dog
Casa editrice: Einaudi

Bibliografia Don DeLillo

Copertine di Running Dog di Don DeLillo

Incipit Running Dog

You won’t find ordinary people here. Not after dark, on these streets, under the ancient warehouse canopies. Of course you know this. This is the point. It’s why you’re here, obviously. Wind comes gusting off the river, stirring the powdery air of demolition sites. Derelicts build fires in rusty oil drums near the piers. You see them clustered, wrapped in whatever variety of coat or throwaway sweater or combination of these they’ve been able to acquire. There are trucks parked near the warehouses, some of them occupied, men smoking in the dimness, waiting for the homosexuals to make their way down from the bars above Canal Street. You lengthen your stride, although not to hurry out of the cold. You like that stiffening wind. You turn a corner and move briefly into it, feeling your thighs take shape against the dress’s pleasurably taut weave. Broken glass shines like white mica in the vacant lots. The river has a musky tang tonight.

Incipit tratto da:
Title: Running Dog
Author: Don DeLillo
Publisher: Knopf
Language: English
Quarta di copertina / Trama

Protagonista di questo romanzo di Don DeLillo, riproposto in una nuova traduzione, è un vecchio film amatoriale a cui numerosi eccentrici e ambigui personaggi danno la caccia. La pellicola, si dice, è la documentazione di un’orgia avvenuta nel bunker di Hitler durante gli ultimi giorni delTerzo Reich. DeLillo rielabora con maestria gli ingredienti del thriller convenzionale – spionaggio, omicidio, pornografia – in una storia a suspense narrata con il consueto, inimitabile stile.
Fine anni ’70. Il cadavere di un uomo travestito da donna viene trovato di notte in una zona deserta di Manhattan. Era il proprietario dell’unica copia esistente di un film amatoriale, forse pornografico, girato nel bunker sotto la Cancelleria del Reich durante gli ultimi giorni di vita di Hitler. Chi ha ucciso l’uomo col vestito rosso e la parrucca bionda? E dov’è finita la pellicola?
Così comincia Running Dog, il sesto romanzo di Don DeLillo. Da una galleria di SoHo specializzata in arte erotica parte una caccia frenetica, senza esclusione di colpi, a quella che viene definita «la massima dimostrazione della decadenza del secolo», una pellicola che nessuno ha mai visto ma che si dice abbia come protagonista il Führer in persona.Sono in molti a voler mettere le mani sul film: Moll Robbins, reporter della rivista «Running Dog», specializzata in scandali politici; Glen Selvy, agente segreto infiltrato nello staff di un senatore che colleziona arte erotica; diversi personaggi appartenenti a vari settori del crimine – mafiosi, giovani mercanti del porno, nonché il sinistro ed efficiente Earl Mudger, ex agente della Cia durante la guerra del Vietnam ora impegnato in operazioni segrete di vario genere.
Lo stile inconfondibile di DeLillo trasforma i cupi elementi del thriller convenzionale – spionaggio, omicidio e pornografia – in una storia che riprende i temi tipici di uno dei maestri della narrativa americana contemporanea: il desiderio di possesso, il potere delle immagini, lo scontro fra le necessità umane e le forze invisibili della storia. Sullo sfondo del clima inquinato dell’America post-Vietnam.
(Ed. Einaudi; SuperCoralli)

Cronologia opere Don DeLillo