Rumore bianco – Don DeLillo

Le station wagon arrivarono a mezzogiorno

Incipit Rumore bianco

Le station wagon arrivarono a mezzogiorno, lunga fila lucente che attraversò il settore occidentale del campus. In fila indiana girarono con cautela attorno alla scultura metallica a forma di I, color arancio, dirigendosi verso i dormitori. I tetti delle auto erano carichi di valigie assicurate con cura piene di abiti leggeri e pesanti; scatole di coperte, scarponi e scarpe, cancelleria e libri, lenzuola, cuscini, trapunte; tappeti arrotolati e sacchi a pelo; biciclette, sci, zaini, selle inglesi e western, gommoni già gonfiati. A mano a mano che rallentavano fino a mettersi a passo d’uomo e infine a fermarsi, saltavano fuori velocissimi gli studenti che si precipitavano agli sportelli posteriori per cominciare a scaricare gli oggetti sistemati all’interno: gli stereo, le radio, i personal computer; piccoli frigo e fornellini portatili; scatole di dischi e cassette; asciuga ed arricciacapelli; racchette da tennis, palloni da calcio, mazze da hockey e da lacrosse, frecce ed archi; sostanze illegali, pillole e strumenti anticoncezionali; junk food ancora nei sacchetti della spesa: patatine all’aglio e alla cipolla, nachos, tortini di crema di arachidi, wafer e cracker, cicche alla frutta e popcorn caramellato; gazzose Dum-Dum, mentine Mystic.

Incipit tratto da:
Titolo: Rumore bianco
Autore: Don DeLillo
Traduzione: Mario Biondi
Titolo originale: White Noise
Casa editrice: Einaudi

Bibliografia Don DeLillo

Copertine di Rumore bianco di Don DeLillo

Incipit White Noise

The station wagons arrived at noon, a long shining line that coursed through the west campus. In single file they eased around the orange I-beam sculpture and moved toward the dormitories. The roofs of the station wagons were loaded down with carefully secured suitcases full of light and heavy clothing; with boxes of blankets, boots and shoes, stationery and books, sheets, pillows, quilts; with rolled-up rugs and sleeping bags, with bicycles, skis, rucksacks, English and Western saddles, inflated rafts. As cars slowed to a crawl and stopped, students sprang out and raced to the rear doors to begin removing the objects inside; the stereo sets, radios, personal computers; small refrigerators and table ranges; the cartons of phonograph records and cassettes; the hairdryers and styling irons; the tennis rackets, soccer balls, hockey and lacrosse sticks, bows and arrows; the controlled substances, the birth control pills and devices; the junk food still in shopping bags—onion-and-garlic chips, nacho thins, peanut creme patties, Waffelos and Kabooms, fruit chews and toffee popcorn; the Dum-Dum pops, the Mystic mints.

Incipit tratto da:
Title: White Noise
Author: Don DeLillo
Publisher: Penguin Classics
Language: English
Quarta di copertina / Trama

Jack Gladney è professore di studi hitleriani presso un campus dove i detriti della cultura popolare americana sono divenuti la nuova bibbia e il supermarket la sua biblioteca. Come dice Murray J. Siskind, collega di Jack e profeta dell’apocalisse postmoderna, il supermarket è un luogo saturo di onde, radiazioni, lettere e numeri, voci e suoni in attesa di essere decodificati. Ma la vita rassicurante e consumistica di Jack e della sua famiglia ultramoderna viene improvvisamente inghiottita da una nube letale, l’evento tossico aereo, espressione concreta della miriade di altri eventi tossici onnipresenti tra le mura domestiche: trasmissioni radio, sirene, microonde, il ruggito di freezer e lavatrice, la voce incessante e assurda della tv. La paura della morte che accomuna Jack e la quarta moglie Babette diviene così una forza prorompente, un raggio di luce nera in grado di perforare il muro di rumore bianco che avvolge questo capolavoro di fine millennio.
Rumore bianco ha vinto nel 1985 il National Book Award.
(Ed. Einaudi; ET Scrittori)

Cronologia opere Don DeLillo

L’uomo che cade – Don DeLillo

Non era più una strada ma un mondo

Incipit L’uomo che cade

Non era più una strada ma un mondo, un tempo e uno spazio di cenere in caduta e semioscurità. Camminava verso nord tra calcinacci e fango e c’erano persone che gli correvano accanto tenendosi asciugamani sul viso o giacche sulla testa. Avevano fazzoletti premuti sulle bocche. Avevano scarpe in mano, una donna gli corse accanto, una scarpa per mano. Correvano e cadevano, alcuni, confusi e sgraziati, fra i detriti che scendevano tutt’intorno, e qualcuno cercava rifugio sotto le automobili.
Nell’aria c’era ancora il boato, il tuono ritorto del crollo. Il mondo era questo, adesso. Fumo e cenere rotolavano per le strade e svoltavano angoli, esplodevano dagli angoli, sismiche ondate di fumo cariche di fogli di carta per ufficio in formati standard dai bordi taglienti, che planavano, guizzavano in avanti, oggetti soprannaturali nel sudario del mattino.

Incipit tratto da:
Titolo: L’uomo che cade
Autore: Don DeLillo
Traduzione: Matteo Colombo
Titolo originale: Falling man
Casa editrice: Einaudi

Bibliografia Don DeLillo

Copertina di L'uomo che cade di Don DeLillo

Incipit Falling Man

It was not a street anymore but a world, a time and space of falling ash and near night. He was walking north through rubble and mud and there were people running past holding towels to their faces or jackets over their heads. They had handkerchiefs pressed to their mouths. They had shoes in their hands, a woman with a shoe in each hand, running past him. They ran and fell, some of them, confused and ungainly, with debris coming down around them, and there were people taking shelter under cars.
The roar was still in the air, the buckling rumble of the fall. This was the world now. Smoke and ash came rolling down streets and turning corners, busting around corners, seismic tides of smoke, with office paper flashing past, standard sheets with cutting edge, skimming, whipping past, otherworldly things in the morning pall.

Incipit tratto da:
Title: Falling Man
Author: Don DeLillo
Publisher: Scribner
Language: English
Quarta di copertina / Trama

Scendendo con altre migliaia di persone le scale della Torre nord del World Trade Center, Keith Neudecker riesce a mettersi in salvo pochi minuti prima del crollo. Ha i vestiti impregnati di sangue e di cenere, la faccia cosparsa di frammenti di vetro, e negli occhi immagini che non potrà mai dimenticare. All’esterno la strada ha perso il suo aspetto familiare e le cose mostrano il volto impassibile che avrebbero in un mondo privo di sguardi umani.
È l’America dell’Undici settembre, catapultata da un giorno all’altro nel nuovo secolo e nella paura. Quel mattino Keith ritorna nella casa che ha lasciato un anno prima, da sua moglie Lianne e suo figlio Justin. Quando si presenta alla porta, sembra un uomo «fatto di fumo». Lianne lo riaccoglie in casa senza domande, perché nulla di ciò che accade intorno a loro pare avere risposta. Non ci sarebbe nemmeno motivo di provare paura, né di chiedersi cosa succederà in futuro, perché «il futuro era questo, il futuro c’è appena stato».
Don DeLillo sceglie di raccontare questo futuro seguendo due frecce del tempo. La prima converge verso l’Undici settembre ed è la storia di Hammad e dei suoi diciotto compagni, la preparazione dell’attentato dalla Germania alla Florida, dai simulatori di volo alle cabine degli aerei. La seconda si allontana dal momento della tragedia ed è la storia di Keith e della sua famiglia.
Dentro gli aerei e dentro le torri, nel fuoco della collisione tra le due storie, confluiscono la vita dei terroristi che trascinano con sé nella morte migliaia di persone, e la vita difficile che aspetta i sopravvissuti. Keith cercherà di perdersi al tavolo da poker, Justin scruterà il cielo con un binocolo aspettando il ritorno degli aerei, e Lianne seguirà le tracce di un artista appeso a testa in giù da ponti e balconi, nella posizione di un uomo che cade, immobile, per sempre.
(Ed. Einaudi; SuperCoralli)

Cronologia opere Don DeLillo

I nomi – Don DeLillo

Per molto tempo mi tenni lontano dall’Acropoli

Incipit I nomi

Per molto tempo mi tenni lontano dall’Acropoli. Mi intimidiva, quella rocca tetra. Preferivo vagare nella città moderna, imperfetta, chiassosa. Il peso e l’importanza di quelle pietre lavorate rendevano arduo il compito di visitarle. Cosi tante cose convergono in quel punto, tutto ciò che abbiamo salvato dalla follia: bellezza, dignità, ordine, proporzione. Una visita del genere era molto impegnativa.
Poi c’era la questione della sua fama. Mi immaginavo arrancare per le strade sconnesse della Plaka, oltre le discoteche, i negozi di borse, le file di sedie di bambù. Lenti, da ogni curva, in ondate di suono e colore, apparivano turisti con scarpette da ginnastica a righe, sventolandosi con cartoline, i cultori dell’ellenismo, che si affaticavano a salire, visibilmente scontenti, che si mischiavano in una sola fila ininterrotta su fino all’ingresso monumentale.
Quanta ambivalenza nelle cose che esaltiamo. Le disprezziamo sempre un po’.

Incipit tratto da:
Titolo: I nomi
Autore: Don DeLillo
Traduzione: Amalia Pistilli
Titolo originale: The Names
Casa editrice: Einaudi

Bibliografia Don DeLillo

Copertine di I nomi di Don DeLillo

Incipit The Names

For a long time I stayed away from the Acropolis. It daunted me, that somber rock. I preferred to wander in the modern city, imperfect, blaring. The weight and moment of those worked stones promised to make the business of seeing them a complicated one. So much converges there. It’s what we’ve rescued from the madness. Beauty, dignity, order, proportion. There are obligations attached to such a visit.
Then there was the question of its renown. I saw myself climbing the rough streets of the Plaka, past the discos, the handbag shops, the rows of bamboo chairs. Slowly, out of every bending lane, in waves of color and sound, came tourists in striped sneakers, fanning themselves with postcards, the philhellenes, laboring uphill, vastly unhappy, mingling in one unbroken line up to the monumental gateway.
What ambiguity there is in exalted things. We despise them a little.

Incipit tratto da:
Title: The Names
Author: Don DeLillo
Publisher: Knopf
Language: English

Quarta di copertina / Trama

Fine degli anni Settanta: è il periodo della rivoluzione islamica in Iran, della crisi energetica, dei sequestri terroristici. James Axton, un americano che svolge analisi di rischio per una compagnia assicurativa, si occupa di dare notizie sulla situazione geopolitica in Medio Oriente. Dal suo ufficio di Atene va a trovare la moglie e il figlio che vivono in un’isoletta dell’Egeo. Qui Axton viene a conoscenza di un omicidio rituale, forse l’ultimo anello di una misteriosa catena di delitti. E inizia a indagare, seguendo le tracce di una setta misteriosa, che lo affascina. Dalla Grecia la vicenda si snoda attraverso un emozionante viaggio in Oriente. Un thriller che evoca il potenziale magico del linguaggio.
(Ed. Einaudi; ET Scrittori)

Cronologia opere Don DeLillo