Origin – Dan Brown

Incipit Origin

Sul vecchio treno a cremagliera che arrancava per la vertiginosa salita, Edmond Kirsch osservava la cresta frastagliata sopra di lui. In lontananza, il massiccio monastero di pietra costruito nella parete a picco pareva come sospeso, magicamente fuso con il fianco verticale della montagna.
Quel luogo sacro e senza tempo della Catalogna resisteva da secoli all’inesorabile forza di gravità senza mai sfuggire al suo scopo originario: isolare i religiosi dal mondo moderno.
“Per ironia della sorte, ora saranno i primi a conoscere la verità” pensò Kirsch, chiedendosi quale sarebbe stata la loro reazione. Storicamente, gli uomini più pericolosi sulla terra erano uomini di Dio… specialmente quando qualcuno minacciava le loro divinità. “E io sto per sollevare un vespaio.”

Incipit tratto da:
Titolo: Origin
Autore: Dan Brown
Traduzione: Annamaria Raffo e Roberta Scarabelli
Titolo originale: Origin
Casa editrice: Mondadori

Bibliografia Dan Brown

Copertine di Origin di Dan Brown

Incipit Origin

As the ancient cogwheel train clawed its way up the dizzying incline, Edmond Kirsch surveyed the jagged mountaintop above him. In the distance, built into the face of a sheer cliff, the massive stone monastery seemed to hang in space, as if magically fused to the vertical precipice. This timeless sanctuary in Catalonia, Spain, had endured the relentless pull of gravity for more than four centuries, never slipping from its original purpose: to insulate its occupants from the modern world.
Ironically, they will now be the first to learn the truth , Kirsch thought, wondering how they would react. Historically, the most dangerous men on earth were men of God … especially when their gods became threatened. And I am about to hurl a flaming spear into a hornets’ nest .

Incipit tratto da:
Title: Origin
Author: Dan Brown
Publisher: Penguin
Language: English
Quarta di copertina / Trama

Robert Langdon, professore di simbologia e iconologia religiosa a Harvard, è stato invitato all’avveniristico museo Guggenheim di Bilbao per assistere a un evento unico: la rivelazione che cambierà per sempre la storia dell’umanità e rimetterà in discussione dogmi e principi dati ormai come acquisiti, aprendo la via a un futuro tanto imminente quanto inimmaginabile. Protagonista della serata è Edmond Kirsch, quarantenne miliardario e futurologo, famoso in tutto il mondo per le sbalorditive invenzioni high-tech, le audaci previsioni e l’ateismo corrosivo. Kirsch, che è stato uno dei primi studenti di Langdon e ha con lui un’amicizia ormai ventennale, sta per svelare una stupefacente scoperta che risponderà alle due fondamentali domande: da dove veniamo? E, soprattutto, dove andiamo?
Mentre Langdon e centinaia di altri ospiti sono ipnotizzati dall’eclatante e spregiudicata presentazione del futurologo, all’improvviso la serata sfocia nel caos. La preziosa scoperta di Kirsch, prima ancora di essere rivelata, rischia di andare perduta per sempre. Scosso e incalzato da una minaccia incombente, Langdon è costretto a un disperato tentativo di fuga da Bilbao con Ambra Vidal, l’affascinante direttrice del museo che ha collaborato con Kirsch alla preparazione del provocatorio evento. In gioco non ci sono solo le loro vite, ma anche l’inestimabile patrimonio di conoscenza a cui il futurologo ha dedicato tutte le sue energie, ora sull’orlo di un oblio irreversibile.
Percorrendo i corridoi più oscuri della storia e della religione, tra forze occulte, crimini mai sepolti e fanatismi incontrollabili, Langdon e Vidal devono sfuggire a un nemico letale il cui onnisciente potere pare emanare dal Palazzo reale di Spagna, e che non si fermerà davanti a nulla pur di ridurre al silenzio Edmond Kirsch. In una corsa mozzafiato contro il tempo, i due protagonisti decifrano gli indizi che li porteranno faccia a faccia con la scioccante scoperta di Kirsch… e con la sconvolgente verità che da sempre ci sfugge.
Dan Brown ha ambientato la nuova, emozionante avventura del suo personaggio di maggior successo, Robert Langdon, nelle suggestive cornici di Bilbao, Barcellona e Madrid, fra capolavori dell’arte, edifici storici, testi classici e simboli enigmatici. Brillante riflessione sull’eterno conflitto tra scienza e fede e sulle sfide che le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale ci pongono quotidianamente, Origin è un romanzo ricco di spunti colti e di invenzioni narrative, in cui passato e futuro si incontrano in una contemporaneità sorprendente.
(Ed. Mondadori)

Cronologia opere Dan Brown

Inferno – Dan Brown

Incipit Inferno

Io sono l’Ombra.
Attraverso la città dolente, io fuggo.
Attraverso l’eterno dolore, io prendo il volo.

Lungo la riva dell’Arno, corro arrancando senza fiato… volto a sinistra, in via dei Castellani, e mi dirigo verso nord, rannicchiandomi nell’ombra degli Uffizi.
E loro continuano a inseguirmi.
Il suono dei passi alle mie spalle si fa sempre più forte, mi danno la caccia con determinazione implacabile.
Mi inseguono da anni, ormai. Un’ostinazione che mi ha costretto alla clandestinità, a vivere in purgatorio, a lavorare sottoterra come un mostro ctonio.
Io sono l’Ombra.

Incipit tratto da:
Titolo: Inferno
Autore: Dan Brown
Traduzione: Nicoletta Lamberti, Annamaria Raffo, Roberta Scarabelli
Titolo originale: Inferno
Casa editrice: Mondadori

Bibliografia Dan Brown

Copertine di Inferno di Dan Brown

Incipit Inferno

I am the Shade.
Through the dolent city, I flee.
Through the eternal woe, I take flight.

Along the banks of the river Arno, I scramble, breathless . . . turning left onto Via dei Castellani, making my way northward, huddling in the shadows of the Uffizi.
And still they pursue me.
Their footsteps grow louder now as they hunt with relentless determination.
For years they have pursued me. Their persistence has kept me underground … forced me to live in purgatory … laboring beneath the earth like a chthonic monster.
I am the Shade.

Incipit tratto da:
Title: Inferno
Author: Dan Brown
Publisher: Random House
Language: English
Quarta di copertina / Trama

Il profilo inconfondibile di Dante che ci guarda dalla copertina è il motore mobile di un thriller che di “infernale” ha molto. Il ritmo, prima di tutto, e poi il simbolismo acceso, e infine la complessità dei personaggi che conducono a un esito raro per i romanzi d’azione: instillare nel lettore il fascino del male, addirittura la sua salvifica necessità.
Non è affatto sorprendente che lo studioso di simbologia Robert Langdon sia un esperto di Dante, anzi.
È naturale che al poeta fiorentino e alla visionarietà con cui tradusse in forme solenni e oscure la temperie della sua epoca tormentata il professore americano abbia dedicato studi e corsi universitari ad Harvard.
E quindi è normale che a Firenze Robert Langdon sia di casa, che il David e piazza della Signoria, il giardino di Boboli e Palazzo Vecchio siano per lui uno sfondo familiare, una costellazione culturale e affettiva ben diversa dal palcoscenico turistico percorso in tutti i sensi di marcia da legioni di visitatori.
Ma ora è tutto diverso, non c’è niente di normale, nulla che possa rievocare una dolce abitudine. Questa volta è un incubo e la sua conoscenza della città fin nei labirinti delle stradine, dei corridoi dei palazzi, dei passaggi segreti può aiutarlo a salvarsi la vita.
Il Robert Langdon che si sveglia in una stanza d’ospedale, stordito, sedato, ferito alla testa, gli abiti insanguinati su una sedia, ricorda infatti a stento il proprio nome, non capisce come sia arrivato a Firenze, chi abbia tentato di ucciderlo e perché i suoi inseguitori non sembrino affatto intenzionati a mollare il colpo.
Barcollante, la mente invasa da apparizioni mostruose che ricordano la Morte Nera che flagellò l’Europa medievale e simboli criptici connessi alla prima cantica del Divino poema, le labbra capaci di articolare, nel delirio dell’anestetico, soltanto un incongruo “very sorry“, il professore deve scappare. E, aiutato solo dalla giovane dottoressa Sienna Brooks, soccorrevole ma misteriosa come troppe persone e cose intorno a lui, deve scappare da tutti.
Comincia una caccia all’uomo in cui schieramenti avversi si potrebbero ritrovare dalla stessa parte, in cui niente è quel che sembra: un’organizzazione chiamata Consortium è ambigua tanto quanto un movimento detto Transumanesimo e uno scienziato come Bertrand Zobrist può elaborare teorie che oscillano tra utopia e aberrazione.
Alla fine di un’avventura che raggiunge momenti di insostenibile tensione, Dan Brown ci rivela come nel nostro mondo la distanza tra il bene e il male sia breve in maniera davvero inquietante, catastrofe e salvezza possano essere questione di punti di vista e anche da una laguna a cielo coperto si possa uscire a riveder le stelle.
(Ed. Mondadori; Omnibus)

Cronologia opere Dan Brown

Il simbolo perduto – Dan Brown

Incipit Il simbolo perduto

“Il segreto è come si muore.”
Fin dal principio dei tempi, il segreto è sempre stato come si muore.
(Prologo)

L’ascensore Otis, gremito di turisti, saliva lungo il pilone sud della Tour Eiffel. Tra i visitatori assiepati, un austero uomo d’affari in un elegante completo guardava il ragazzo al suo fianco. “Come sei pallido, figlio mio! Saresti dovuto rimanere giù.”

Incipit tratto da:
Titolo: Il simbolo perduto
Autore: Dan Brown
Traduzione: Annamaria Bivasco, Valentina Guani, Nicoletta Lamberti, Annamaria Raffo, Roberta Scarabelli
Titolo originale: The lost symbol
Casa editrice: Mondadori

Bibliografia Dan Brown

Copertine di Il simbolo perduto di Dan Brown

Incipit The Lost Symbol

The secret is how to die.
Since the beginning of time, the secret had always been how to die.
(Prologue)

The Otis elevator climbing the south pillar of the Eiffel Tower was overflowing with tourists. Inside the cramped lift, an austere businessman in a pressed suit gazed down at the boy beside him. “You look pale, son. You should have stayed on the ground.”

Incipit tratto da:
Title: The lost symbol
Author: Dan Brown
Publisher: Knopf Doubleday Publishing
Language: English
Quarta di copertina / Trama

Robert Langdon, professore di simbologia ad Harvard, è in viaggio per Washington. È stato convocato d’urgenza dall’amico Peter Solomon, uomo potentissimo affiliato alla massoneria, nonché filantropo, scienziato e storico, per tenere una conferenza al Campidoglio sulle origini esoteriche della capitale americana. Ad attenderlo c’è però un inquietante fanatico che vuole servirsi di lui per svelare un segreto millenario. Langdon intuisce qual è la posta in gioco quando all’interno della Rotonda del Campidoglio viene ritrovato un agghiacciante messaggio: una mano mozzata con il pollice e l’indice rivolti verso l’alto. L’anello istoriato con emblemi massonici all’anulare non lascia ombra di dubbio: è la mano destra di Solomon. Langdon capisce di avere solamente poche ore per ritrovare l’amico. Viene così proiettato in un labirinto di tunnel e oscuri templi, dove si perpetuano antichi riti iniziatici. La sua corsa contro il tempo lo costringe a dar fondo a tutta la propria sapienza per decifrare i simboli che i padri fondatori hanno nascosto tra le architetture della città. Fino al sorprendente finale.
In questo nuovo capitolo del fenomeno mondiale che è stato Il Codice da Vinci, Dan Brown dimostra ancora una volta di essere il maestro del nuovo thriller. Il simbolo perduto è una corsa mozzafiato che si snoda a ritmo incalzante in una selva di simboli occulti, codici enigmatici e luoghi misteriosi.
(Ed. Mondadori; Omnibus)

Cronologia opere Dan Brown