Variazioni sul noir – Massimo Carlotto

La città era cambiata.

Incipit Variazioni sul noir

La città era cambiata. Se l’aspettava. Tutto era cambiato. Il paese. Il mondo intero. Perfino lui. Era invecchiato abbastanza bene, si era tenuto in forma con un’attività fisica costante anche se non esagerata. Solo il viso era invecchiato male. Guance scavate, rughe profonde intorno agli occhi e una piega amara che distorceva la bocca. L’aveva nascosta sotto un pizzetto che lo faceva assomigliare a uno zio materno, sottufficiale degli alpini. La barba sarebbe stata più adatta, aveva anche tentato di farla crescere ma gli dava un’aria trasandata che non si poteva permettere nella sua nuova vita. Dalla stazione era arrivato a passo veloce in piazza Cavour e si era piantato nel mezzo, girando piano su se stesso, mentre volti, situazioni, rumori gli tornavano allamente a ondate. L’ultima volta che si era fermato in quella piazza a bere una birra nel bar d’angolo era stato nel marzo 1981. Nonostante il movimento fosse finito da un pezzo, il locale era ancora frequentato dai compagni. Come sempre ne aveva incontrati alcuni, aveva chiacchierato, scherzato, offerto da bere e poi era tornato a casa dove aveva trovato i carabinieri ad aspettarlo. Quattro giovani svegli in borghese. In un attimo si era ritrovato le manette strette ai polsi. Aveva pensato spesso alla possibilità di essere arrestato ma si era sempre immaginato una scena molto più spettacolare e tragica. Mentre l’auto sfrecciava verso la caserma aveva provato una cocente delusione.
(Cuori rossi)

Incipit tratto da:
Titolo: Variazioni sul noir
Autore: Massimo Carlotto
Illustrazione di copertina: Tithi Laudthong su it.123rf.com/
Grafica: Davide De Marco
Casa editrice: CentoAutori

Bibliografia Massimo Carlotto

Copertine di Variazioni sul noir di Massimo Carlotto

Quarta di copertina / Trama

Paura, amore, invidia, nostalgia, rabbia, gelosia, vendetta: sono alcune delle emozioni con cui Massimo Carlotto ha raccontato con vivida crudezza la realtà italiana in 25 anni di scrittura appassionata e coinvolgente, che questa antologia vuole celebrare, raccogliendo alcuni dei suoi racconti noir più intensi. Storie a volte ispirate da fatti di cronaca altre volte dalla sensibilità dell’autore, con l’obietivo di scavare nell’animo dei protagonisti e in ognuno di noi.
Variazioni sul noir: potremo definire così questi racconti che narrano la stagione della lotta armata, la dura vita del carcere, i pregiudizi che colpiscono intere città o un essere umano.
Storie di vita reale, dure e crude, raccontate nello stile unico e riconoscibile che appartiene all’autore dell’Alligatore, per regalare al lettore indelebili emozioni.
(Ed CentoAutori; Nero Noir)

Indice cronologico opere Massimo Carlotto

La Signora del martedì – Massimo Carlotto

Era sempre l’ultimo ai provini

Incipit La Signora del martedì

Era sempre l’ultimo ai provini. Per una questione di prestigio. La vecchia guardia non aveva nulla da dimostrare. Lui la gavetta l’aveva fatta da un pezzo, era passato il tempo in cui sgomitava per essere tra i primi a entrare e abbassarsi i pantaloni. Nel porno funziona così: prima mostri l’ardiglione, poi si discute.
Ora la cintura non la slacciava più. Il suo “repertorio” nel giro lo conoscevano tutti. Ormai non ricordava nemmeno quanti film avesse girato. Da protagonista, quando era più giovane. Poi aveva iniziato a specializzarsi in ruoli meno acrobatici ma con maggiore spessore recitativo. Quella mattina si era candidato per la parte di un parroco che sfrutta il confessionale per circuire una giovane casalinga annoiata che, incautamente, gli ha appena confidato i peccati della carne. Invece di darle l’assoluzione, dopo averla seppellita sotto una montagna di preghiere da recitare in ginocchio, la fa precipitare in un abisso di lussuria. Anche con l’aiuto della perpetua: una russa bionda naturale alta un metro e ottanta.

Incipit tratto da:
Titolo: La Signora del martedì
Autore: Massimo Carlotto
Illustrazione copertina: Emanuele Ragnisco
Casa editrice: e/o

Bibliografia Massimo Carlotto

Copertine di La Signora del martedì di Massimo Carlotto
Quarta di copertina / Trama

Bonamente Fanzago è un attore porno in disarmo. Tiene duro aspettando che ogni martedì una donna misteriosa paghi i suoi servizi da gigolò alla pensione Lisbona, un alberghetto da poco dove il proprietario, il signor Alfredo, vive la sua condizione di travestito nascondendosi da un ambiente ipocrita e perbenista. Quando un imprevisto darà il via a una girandola di effetti collaterali, per i tre diventerà questione di vita o di morte scavare dentro di sé e nel proprio passato per tirarsi fuori dai guai.
(Ed. e/o; Dal mondo)

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Blues per cuori fuorilegge e vecchie puttane – Massimo Carlotto

L’informatore sembrava un ex poliziotto.

Incipit Blues per cuori fuorilegge e vecchie puttane

L’informatore sembrava un ex poliziotto. La divisa do­veva averla chiusa nell’armadio con la naftalina già da qualche anno, eppure la piega dei pantaloni e la riga, che divideva ordinatamente i radi capelli biondi, suggerivano che fosse stato uno sbirro di basso rango. Non avevo a disposizione altri elementi ma il fiuto e l’esperienza mi fornivano la certezza necessaria. Sulla guancia destra aveva una piccola mac­chia scura e spessa quanto una moneta da cinque centesimi. Il fegato non era più quello di un tempo. E nemmeno il resto. Quando parlava di soldi lo sguardo si illuminava. Piccoli lampi che indicavano il bisogno di trasgredire alla routine di ri­spar­mio imposta dalla pensione.
Aveva detto di chiamarsi Hermann e a tratti si passava l’indice sinistro sulle labbra, quasi volesse assicurarsi che fossero pulite.

Incipit tratto da:
Titolo: Blues per cuori fuorilegge e vecchie puttane
Autore: Massimo Carlotto
Casa editrice: e/o

Bibliografia Massimo Carlotto

Copertina di Blues per cuori fuorilegge e vecchie puttane di Massimo Carlotto
Quarta di copertina / Trama

Il Bene e il Male, ancora una volta mascherati e insidiosi da distinguere, si scontrano nell’arena internazionale delle grandi operazioni segrete di polizia, dei traffici di droga, prostituzione e identità.
La scrittura di Massimo Carlotto, già uno dei migliori autori di noir, fa un salto di livello.
Il romanzo è il più complesso “Alligatore” che abbia scritto finora, un meccanismo perfetto come un orologio svizzero, uno scavo nelle psicologie di personaggi in bilico sul crinale nebbioso di strade senza ritorno, un’ironia tagliente e un’umanità sincera. Un grandissimo noir sul conflitto tra crimine e forze di polizia dove, troppo spesso, le vittime sono solo pedine senza valore.
Marco Buratti detto l’Alligatore e i suoi soci Max la Memoria e Beniamino Rossini sono caduti in una trappola ordita dal nemico più pericoloso con cui abbiano dovuto misurarsi: Giorgio Pellegrini. Pellegrini, in fuga dalla Legge e dalle pallottole di Beniamino Rossini, non intende vivere da latitante per il resto della vita e decide di diventare un infiltrato per conto della polizia.
Qualcosa va storto e una squadra di killer spietati arriva dall’estero per assassinare sua moglie e la sua amante.
L’indagine parallela per identificare i responsabili viene affidata all’Alligatore e ai suoi soci. Loro non vorrebbero avere nulla a che fare con la vicenda ma vengono ricattati dalla dottoressa Angela Marino, alto funzionario del ministero dell’Interno.
La missione affidata a Pellegrini ufficialmente non esiste e non sono previsti testimoni. I nostri scoprono ben presto che il loro destino è comunque segnato. Anche se riusciranno nell’impresa rischieranno di essere tolti di mezzo da una falsa accusa che potrebbe mandarli in carcere per molti anni.
Buratti, Max e Beniamino reagiscono. Giocano questa partita senza regole per cercare di sopravvivere. L’Alligatore ha un motivo in più per non soccombere: in un hotel ha conosciuto una donna. Una “vecchia puttana” quarantenne di nome Edith. Tra i due è stato amore a prima vista.
(Ed. e/o)

Indice cronologico opere Massimo Carlotto