Gente cattiva – Rosa Elena Colombo

Incipit Gente cattiva

Una chiesa in un torrido giorno d’estate: la sosta del bighellone accaldato, ma anche di chi vuole pensare in beata pace; ma anche del lettore che cerca silenzio, silenzio profondo. A volte, anche del penitente. Un luogo umido e buio, e fresco.
Fuori, una piazza di ciottoli antichi che un tempo era stata bella e solenne, e ora era invece brutta e pacchiana. Si spalmava proprio al centro del paesotto, e il paesotto proprio nel mezzo della valle, affusolato come una lingua di serpente fra le montagne.
Il Sindaco, uomo pragmatico e semplicione, aveva pensato di abbellirla, quella piazza. Aveva detto: è vecchia, di pietra, si sgretola al sol guardarla. Poi l’aveva fatta tingere tutta d’ocra: i ciottoli, le stazioni della Via Crucis che disegnavano lì attorno una ellissi piuttosto irregolare – queste, le aveva anche fatte ridipingere con colori vivaci, che il sole avrebbe stinto molto presto. Chi più avrebbe ricordato i bassorilievi impressi sulla pietra, livellati da uno spesso strato di calce? Risalivano a tempi che, essi per primi, ormai nessuno ricordava – antichi più delle Crociate, diceva qualcuno. In qualche modo, comunque, quei volti con nasi che non c’erano più, le mani monche degli eroi biblici, le loro tuniche barbe e bastoni erano ancora lì, alla maniera invisibile di ciò che è coperto dalla vernice dei tempi moderni.

Incipit tratto da:

  • Titolo: Gente cattiva
  • Autore: Rosa Elena Colombo
  • Casa editrice: Oakmond Publishing

Gente cattiva di Rosa Elena Colombo

Quarta di copertina / Trama
Per le viuzze ombrose di un borgo montano non lontano da Milano si nascondono segreti torbidi, verità scomode, vecchi errori capaci ancora di rovinare la vita. Soprattutto la vita di Teo un ex ragazzaccio divenuto cieco a causa di un brutto incidente e che ora di guadagna da vivere facendo il massaggiatore. La vista gli è stata tolta ma il suo tocco è speciale, le sue mani magiche e i suoi massaggi sono molto richiesti, soprattutto dalle signore.
Teo abita con sua sorella Ada una quindicenne schiva, trasandata, con grandi occhi neri e capelli lunghissimi che fanno sembrare una strega. Ada non piace a nessuno. Ada fa paura. Ada è strana, inconsueta, bizzara. Ada però ha un sesto senso singolare e riconosce nei due nuovi villeggianti saliti al paese per una breve vacanza il seme del male. Ne è attratta, sa che i due sono pericolosi, che è imprudente mettersi in affari con loro ma sa anche di non aver scelta.
In un mondo dove esistono il bene e il male, la brava gente e i criminali, sembra tutto così facile da capire e invece esistono storie in cui nessuno è veramente buono; storie dove bisogna accettare il male, in nome di un bene più grande. Perchè tutti in fondo, siamo gente cattiva.
(Ed.Oakmond Publishing)