Alba nera – Giancarlo De Cataldo

Nella campagna a sud di Roma

Incipit Alba nera

Nella campagna a sud di Roma, in un casale diroccato lungo la via Nettunense, due ragazzi stanno litigando.
Jaime ha diciassette anni. Ramon ventidue. La cicatrice che gli solca la fronte è il segno del comando. Nella pandilla di Giardinetti è il più alto in grado. Jaime gli deve obbedienza e devozione.
Sono due cuccioli irrequieti e affamati. Tozzi, muscolosi, carichi di tatuaggi.
La strada è stata la loro maestra. Per essere ammessi hanno dovuto colpire facce, tagliare carni, pestare nemici, e sono stati colpiti, tagliati, pestati. Hanno spezzato ossa e sfregiato volti, si sono guadagnati il rispetto con la violenza.
Ma una cosa simile non era mai capitata. Mai.

Incipit tratto da:
Titolo: Alba nera
Autore: Giancarlo De Cataldo
Casa editrice: Rizzoli

Bibliografia Giancarlo De Cataldo

Copertine di Alba nera di Giancarlo De Cataldo
Quarta di copertina / Trama

Dicono che i tempi sono cambiati. E invece è l’Italia di sempre, che esibisce il suo ghigno feroce. Lo sa bene il commissario Alba Doria.
Sospesa tra la luce e il buio, Alba è affetta da un micidiale disturbo della personalità. Lo chiamano la Triade Oscura, misto di narcisismo, sociopatia e abilità manipolatoria, capace di ispirare i peggiori criminali o sostenere i vincenti che conquistano la cima della piramide. Ma neanche la mente più lucida può considerare ogni variabile. Così quando il fantasma di un assassino, che tutti credevano morto, torna a colpire, la Doria dovrà vedersela con i segreti del passato. Tanto più che a tornare sono anche il Biondo e il dottor Sax, rispettivamente il compagno e l’amico di quei giorni lontani: poliziotto irruente e tormentato, il primo; funzionario dei Servizi e virtuoso del jazz, il secondo. Toccherà ad Alba chiudere i giochi nelle pieghe di una Roma trasformata in una metropoli sudamericana, popolata da reietti che vivono in veri e propri slum dove vige la legge del più forte.
Giancarlo De Cataldo esplora in apnea l’abisso del presente, l’incubo collettivo infestato da hater e uomini che odiano le donne, da sadici torturatori e mercanti di carne umana, da gattopardeschi potenti e nuovi padroni.
Quando l’odio diventa il business migliore, solo il primo raggio di un’alba spietata può rischiarare le tenebre che ci avvolgono.
(Ed. Rizzoli)

Indice cronologico opere Giancarlo De Cataldo

L’agente del caos – Giancarlo De Cataldo

Incipit L’agente del caos

— Morto? Jay Dark? Ah, ah! Se vuole la mia opinione quel figlio di puttana è ancora vivo e vegeto. E in questo momento se ne sta in giro in qualche parte del mondo. A far danni, come sempre.
L’avvocato Flint aveva una voce serena, profonda. Era un vecchio alto, magro, elegantemente fasciato in un completo grigio con cravatta reggimentale, folti capelli candidi e occhi azzurri, ora freddi, ora accesi da improvvisi guizzi ironici. Poteva avere fra i sessant’anni portati male e i settantacinque di chi è in piena forma. Si aggirava con passo agile fra i vialetti del cimitero monumentale del Verano fumando un lungo sigaro cubano. Giocherellava con l’edizione inglese del mio ultimo romanzo: Blue Moon.
Era la prima volta che ci vedevamo di persona.

Incipit tratto da:
Titolo: L’agente del caos
Autore: Giancarlo De Cataldo
Casa editrice: Einaudi

Bibliografia Giancarlo De Cataldo

Copertina di L’agente del caos di Giancarlo De Cataldo
Quarta di copertina / Trama

Dopo la pubblicazione di un breve romanzo ispirato alla vita di Jay Dark, agente provocatore americano la cui missione era inondare di droga i movimenti rivoluzionari degli anni Sessanta-Settanta allo scopo di annullarne lo slancio, uno scrittore romano viene contattato da un avvocato californiano, un certo Flint, che ha letto il libro ed è perplesso. La vera storia di Jay Dark è molto diversa, lui può raccontarla: lui c’era. Come in un classico di Conrad, la narrazione di Flint spalanca all’improvviso uno scenario internazionale stupefacente. Un’autentica camera delle meraviglie che attraversa trent’anni della storia occidentale, tra servizi deviati, ex nazisti, trafficanti, terroristi, poliziotti onesti e poliziotti corrotti, sesso, ideali e concerti rock. Originalissimo, avvincente, ricco di personaggi sopra le righe, L’agente del caos è un libro dove realtà e finzione si intrecciano senza sosta, dando per la prima volta voce, senza alcun moralismo e senza ipocrisia, all’autocoscienza segreta e dionisiaca di un’intera generazione.
(Ed. Einaudi)

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Come si racconta una storia nera – Giancarlo De Cataldo

Incipit Come si racconta una storia nera

Ho sempre voluto fare lo scrittore, fin da quando avevo otto anni. Il colpevole di questa mia inclinazione, che si sarebbe da subito trasformata in ossessione, fu mio zio militare. Mi portò un pomeriggio a vedere un film, si chiamava Sotto le verdi bandiere di Allah. Un b-movie con pirati, inseguimenti, duelli, belle fanciulle rapite da turpi mercanti di carne umana e via dicendo. Quella sera tornai a casa e scrissi il mio primo racconto. Mi dissi: se l’hanno fatto loro, quelli del cinema, intendo, posso farlo anch’io. Da allora non ho mai smesso di scrivere. Anche adesso, dopo oltre trent’anni di carriera in magistratura,continuo testardamente a coltivare il sogno, l’ambizione della scrittura. Nello stesso tempo, sono stato e rimango un lettore compulsivo, anarchico, eclettico, avido, curioso. Non credo di aver mai letto un libro solo alla volta, a parte le full immersions in grandi saghe come quelle della Ferrante,oppure i romanzi del «Quartetto di Alessandria» di Lawrence Durrell, o le opere di Dostoevskij, insomma letture che ti catturano, che ti fanno pensare «voglio leggere soltanto questo». Di solito ho sempre tre o quattro libri aperti contemporaneamente sul tavolo: romanzi, gialli, saggi, storia, testi giuridici…

Incipit tratto da:
Titolo: Come si racconta una storia nera
Autore: Giancarlo De Cataldo
Casa editrice: Rai Eri

Bibliografia Giancarlo De Cataldo

Copertina di Come si racconta una storia nera di Giancarlo De Cataldo
Quarta di copertina / Trama

I gialli non gli piacevano nemmeno. Poi un’estate, grazie a un libraio, Giancarlo De Cataldo ha cambiato idea. Ed è diventato l’autore di indimenticabili storie di genere, capace di tradurre in fiction la dura realtà del crimine in bestseller come Suburra e Romanzo criminale. in questo libro ricorda le molte e varie letture che hanno costellato il suo percorso, ripercorre le lezioni apprese nel tempo anche nel prezioso laboratorio della scrittura a quattro mani con Carlo Bonini, riassume il grande cambiamento che il genere poliziesco ha conosciuto in questi anni anche grazie ad altre forme narrative, come le serie televisive. E si pone domande fondamentali per chi aspiri a diventare autore di «storie nere». Quanto pesa la contaminazione della realtà? C’è differenza tra «raccontatore di storie» e scrittore? Come si costruisce un personaggio? Come ci si immedesima nel «cattivo»? Come si trasforma un romanzo in un film? Le sue risposte e le sue riflessioni danno vita a un racconto in sé appassionante, che è nel contempo summa di un’esperienza personale e indispensabile guida.
(Rai Eri Narrativa)

Indice cronologico opere Giancarlo De Cataldo