Il re dei morti – Jeffery Deaver

«Che mi dici, Sachs? Com’era la scena? Complicata? Difficile? Impossibile

Incipit Il re dei morti

«Che mi dici, Sachs? Com’era la scena? Complicata? Difficile? Impossibile
Lincoln Rhyme allontanò la sedia a rotelle dal computer, dove stava leggendo un’e-mail, e andò verso la soglia del salotto.
Amelia Sachs entrava in quel momento nel salotto-laboratorio di Central Park West. Depositò sul tavolo per le prove la cassetta grigia che portava e poi si tolse il giubbotto tattico nero. Era in jeans e maglietta – bianco sporco quel giorno – il tipico abbigliamento che indossava sotto la tuta di Tyvek quando percorreva la griglia sulla scena di un crimine. Il suo bel viso, il viso di ex modella, si sciolse in un sorriso. «La scena? Impegnativa, diciamo. Sei di buon umore.»

Incipit tratto da:
Titolo: Il re dei morti. Una storia di Lyncoln Rhyme
Autore: Jeffery Deaver
Traduzione: Rosa Prencipe
Titolo originale: The Deliveryman
Casa editrice: BUR Rizzoli

Bibliografia Jeffery Deaver

Copertine di Il re dei morti di Jeffery Deaver

Incipit The Deliveryman

Thursday, 8:30 p.m.
What’s the story, Sachs? How was the scene? Complicated? Difficult? Impossible?”
Lincoln Rhyme turned his motorized wheelchair from his computer, where he’d been reading an email, toward the arched doorway of his parlor.
Amelia Sachs was walking into his parlor-cum-laboratory on Central Park West. She deposited on a nearby evidence table the large gray milk crate she was lugging, then pulled off her black 511 tactical jacket. She was clothed in blue jeans and a T-shirt—off-white today—that were typical of what she wore beneath the Tyvek overalls when she walked the grid at a crime scene. Her pretty face, her former fashion model face, eased into a smile. “The scene? Challenging, let’s say. You’re in a good mood.”

Incipit tratto da:
Title: The Deliveryman
Author: Jeffery Deaver
Publisher: Gunner Publications
Language: English
Quarta di copertina / Trama

Un uomo viene ucciso in un vicolo di Manhattan e l’unico testimone è il figlio di otto anni. La vittima è un corriere con solide amicizie nelle gang di New York. Che cosa stava trasportando? Per chi lavorava? E soprattutto: possibile che al ritrovamento del cadavere il furgone fosse vuoto? Sono questi i primi interrogativi ai quali Amelia Sachs e Lincoln Rhyme devono rispondere. Ma quando si ritrovano davanti una scena del crimine con centinaia di reperti da analizzare, Rhyme capisce di dover attingere a tutta la sua sagacia per scovare, in mezzo a quel caos, gli indizi che lo condurranno all’assassino. Per Sachs, intanto, diventa essenziale proteggere il bambino da chi vuole farlo tacere per sempre. Come se la caveranno i due tra genitori affidatari, false testimonianze e piste ingannevoli? La posta in gioco è alta e il Re dei Morti aspetta solo di essere incoronato.
(Ed. BUR Rizzoli)

Indice cronologico opere Jeffery Deaver

Il bacio d’acciaio – Jeffery Deaver

A volte la fortuna esiste.

Incipit Il bacio d’acciaio

A volte la fortuna esiste.
Amelia Sachs era al volante della sua Ford Torino rosso fiammante e stava percorrendo quel tratto di Henry Street pieno di negozi, facendo distrattamente attenzione ai pedoni e al traffico di Brooklyn, quando vide l’indiziato: Sosco 40.
Quante possibilità potevano esserci?

Incipit tratto da:
Titolo: Il bacio d’acciaio
Autore: Jeffery Deaver
Traduzione: Maurizio Bartocci
Titolo originale: The Steel Kiss
Casa editrice: Rizzoli

Bibliografia Jeffery Deaver

Copertine di Il bacio d'acciaio di Jeffery Deaver

Incipit The Steel Kiss

Sometimes you catch a break.
Amelia Sachs had been driving her arterial-blood-red Ford Torino along a commercial stretch of Brooklyn’s Henry Street, more or less minding pedestrians and traffic, when she spotted the suspect.
What’re the odds?

Incipit tratto da:
Title: The Steel Kiss
Author: Jeffery Deaver
Publisher: Grand Central Publishing
Language: English
Quarta di copertina / Trama

Amelia Sachs è sulle tracce di un killer. Lo ha individuato, anche se ancora non ne conosce l’identità, e lo sta cercando in un affollato centro commerciale di Brooklyn. Pochi, pochissimi istanti prima che la detective entri in azione, però, accade qualcosa: il pannello di una delle scale mobili cede improvvisamente, un uomo cade tra gli ingranaggi e muore stritolato dai denti metallici. Mentre Sachs si precipita in aiuto della vittima, il killer riesce a fuggire.
Si è trattato davvero di una fatalità? Lincoln Rhyme, dimessosi dopo una missione andata storta, torna al lavoro nel tentativo di aiutare la famiglia della vittima a ottenere un risarcimento. Le indagini confluiranno però in un unico caso: un killer sabota i dispositivi di controllo di macchinari industriali ed elettrodomestici di uso comune, trasformandoli in armi letali. Come prevedere le prossime mosse dell’assassino? Mentre la conta delle vittime minaccia di aumentare, Sachs e Rhyme devono correre contro il tempo per svelare l’identità dell’uomo e scoprire quale sia il suo obiettivo ultimo.
A coadiuvare la coppia di detective c’è anche Juliette Archer, affascinante tirocinante del celebre criminologo, come lui costretta su una sedia a rotelle. Con le sue intuizioni Juliette offrirà un contributo decisivo alla soluzione del caso.
Con un ritmo trascinante e innumerevoli colpi di scena, Il bacio d’acciaio conferma Jeffery Deaver come il maestro del thriller e della suspense. Una storia in cui, ancora una volta, il confine tra innocenza e colpevolezza si rivela labile e frammentato.
(Ed. Rizzoli)

Cronologia opere Jeffery Deaver

Solitude Creek – Jeffery Deaver

Il pub era confortevole, simpatico e costava poco

Incipit Solitude Creek

Il pub era confortevole, simpatico e costava poco. Benissimo.
Era anche sicuro. Meglio ancora.
Una cosa da tenere in conto quando porti a un concerto tua figlia adolescente.
Michelle Cooper lo faceva, in ogni caso. Sicurezza per quanto riguardava la band e la loro musica, i clienti e il personale ai tavoli.
Anche il locale in sé, il parcheggio – ben illuminato –, le uscite antincendio e gli estintori.
Michelle li controllava sempre. La faccenda della figlia adolescente, sì. Il Solitude Creek attirava una clientela variegata, giovani e vecchi, maschi e femmine, bianchi, ispanici e asiatici, qualche afroamericano. Uno specchio dell’area della baia di Monterey. In quel momento, poco dopo le sette e mezza, si guardò intorno notando le centinaia di avventori giunti dalla contea e da quelle vicine, tutti di ottimo umore, ansiosi di vedere una band in ascesa. Se avevano qualche preoccupazione, tutto veniva accantonato dalla prospettiva di una birra, un cocktail stravagante, un cartoccio di ali di pollo e dalla musica.

Incipit tratto da:
Titolo: Solitude Creek
Autore: Jeffery Deaver
Traduzione: Rosa Prencipe
Titolo originale: Solitude Creek
Casa editrice: Rizzoli
Copertine di Solitude Creek di Jeffery Deaver

Bibliografia Jeffery Deaver

Incipit Solitude Creek

The roadhouse was comfortable, friendly, inexpensive. All good.
Safe, too. Better.
You always thought about that when you took your teenage daughter out for a night of music.
Michelle Cooper did, in any event. Safe when it came to the band and their music, the customers, the wait staff.
The club itself, too, the parking lot – well lit – and the fire doors and sprinklers.
Michelle always checked these. The teenage-daughter part again.
Solitude Creek attracted a varied clientele, young and old, male and female, white and Latino and Asian, a few African Americans, a mirror of the Monterey Bay area. Now, just after seven thirty, she looked around, noting the hundreds of patrons who’d come from this and surrounding counties, all in buoyant mood, looking forward to seeing a band on the rise. If they brought with them any cares, those troubles were tucked tightly away at the prospect of beer, whimsical cocktails, chicken wings and music.

Incipit tratto da:
Title: Solitude Creek
Author: Jeffery Deaver
Publisher: Hachette
Language: English
Quarta di copertina / Trama

Si era chiesto se avrebbe dovuto adoperarsi di più per scatenare l’orrore. Ma no, non c’era voluto altro. La gente era in grado di cancellare centinaia di anni di evoluzione in pochi secondi. Al Solitude Creek sta per iniziare un concerto rock. Le luci si abbassano, la batteria dà il tempo. Un paio di canzoni, e qualcosa non va. Nel piccolo locale affollato si addensa del fumo, e non c’è tempo di chiedersi cosa stia succedendo. La gente balza in piedi rovesciando sgabelli e tavoli, corre, cade, si ammassa alle uscite di sicurezza. Trovandole chiuse. Bloccate. Non tutti ne usciranno vivi. Siamo a Monterey, nella calda California centrale affacciata sull’oceano: l’assassino indossa gemelli Tiffany e scarpe Vuitton, è millimetrico nella sua ossessione, feroce nella lucidità, e si diverte a scatenare con freddezza l’inferno. Sceglie un luogo, pianifica nei dettagli l’attacco, si apposta: quello che vuole è stare a guardare le persone prese in trappola, vederle soccombere, come animali, all’istinto di sopravvivenza. Più nessuno d’ora in poi, che sia dentro un cinema, o in un ristorante, o nello spazio angusto della cabina di un ascensore, può ritenersi al sicuro. Ecco il nuovo caso del detective Kathryn Dance: una letale partita a scacchi che non consente la minima distrazione. Un impegno arduo, proprio ora che la donna è stata sospesa da un incarico importante, è alle prese con due figli adolescenti e le faccende del cuore sono sempre più impellenti. Un meccanismo perfetto costruito su svolte improvvise e colpi di scena ben congegnati, nel quale Dance si muove con il solito intuito e l’inconfondibile tecnica per giungere brillantemente alle verità più nascoste. Il nuovo thriller di Jeffery Deaver è l’ultima conferma di uno dei più grandi maestri contemporanei del genere. Bentornata, Kathryn.
(Ed. Rizzoli; Narrativa Straniera)

Cronologia opere Jeffery Deaver