Il tesoro – Grazia Deledda

Incipit Il tesoro

Viveva a Nuoro di Sardegna, verso la fine d’aprile del 1886, un uomo chiamato Salvatore Brindis, soprannominato Cane Ruju. Aveva circa cinquant’anni; era alto, corpulento, con barba folta e grigia, faccia rossa e occhi strani, torvi, iniettati di sangue, che a momenti, divenuti limpidi e quasi dolci si rassomigliavano a quelli di un cane intelligente; e forse a quegli occhi e al suo colorito sanguigno Salvatore Brindis doveva il suo soprannome.

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 Il tesoro di Grazia Deledda

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Anime oneste – Grazia Deledda

Incipit Anime oneste

Dopo la morte della vecchia donn’Anna, sistemati gli affari, Paolo Velèna prese co sè la piccola nipote e, com’era stabilito, la condusse ad Orolâ, presso la sua famiglia.
Orolâ è una piccola sotto-prefettura sarda nella provincia di Sassari. Città fiorentissima sotto i Romani, decaduta poi per le scorrerie dei Saraceni, risorse sotto il dominio dei Barisoni, giudici o re di Torres, e si mantenne forte sino all’abolizione dei feudi in Sardegna, avvenuta nella prima metà di questo secolo.

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Anime oneste di Grazia Deledda

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Fior di Sardegna – Grazia Deledda

Incipit Fior di Sardegna

Siamo in Sardegna, nella parte montuosa della Sardegna, in una piccola città che ci contenteremo di chiamare X***, benché nella carta sia segnata con un nome assai sonoro e lungo. X*** possiede la sua brava passeggiata, le sue piazze, esenti ancora di fontane di marmo, e di statue, i suoi caffè splendidissimi, il suo « club », e qualche volta anche, a intervalli di due o tre anni, si permette il lusso del teatro: tutto ciò però non impedisce che vi tragga la vita più noiosa di questo mondo, sicché la più piccola novità basta per mettere in fermento gli abitanti pacifici e poco interessati nelle grandi questioni d’oltre monti e d’oltre mari.

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Fior di Sardegna di Grazia Deledda