Ieri – Agota Kristof

Incipit Ieri

Ieri soffiava un vento conosciuto. Un vento che avevo già incontrato.
Era una primavera precoce. Camminavo nel vento a passi decisi, rapidi, come tutte le mattine. Eppure avevo voglia di ritrovare il mio letto e distendermi, immobile, senza pensieri, senza desideri, e di restare sdraiato fino al momento in cui avrei sentito avvicinarsi quella cosa che non è voce né gusto né odore, solo un ricordo vaghissimo, venuto da oltre i limiti della memoria.
Lentamente la porta si è aperta e le mie mani abbandonate hanno sentito con terrore il pelo serico e dolce della tigre.

Incipit tratto da:

  • Titolo: Ieri
  • Autore: Agota Kristof
  • Traduzione: Marco Lodoli
  • Titolo originale: Hier
  • Casa editrice: Einaudi

Bibliografia Agota Kristof

Ieri di Agota Kristof

Incipit Hier

Hier, il soufflait un vent connu. Un vent que j’avais déjà rencontré.
C’était un printemps précoce. Je marchais dans le vent d’un pas décidé, rapide, comme tous les matins. Pourtant j’avais envie de retrouver mon lit et de m’y coucher, immobile, sans pensées, sans désirs, et d’y rester couché jusqu’au moment où je sentirais approcher cette chose qui n’est ni voix, ni goût, ni odeur, seulement un souvenir très vague, venu d’au-delà des limites de la mémoire.
Lentement, la porte s’est ouverte et mes mains pendantes ont senti avec effroi les poils soyeux et doux du tigre.

Incipit tratto da:

  • Titre: Hier
  • Auteur: Agota Kristof
  • Editeur: Seuil
  • Langue: Français

Quarta di copertina / Trama
«Oggi ricomincio la corsa idiota. Mi alzo alle cinque di mattina, mi lavo, mi faccio la barba, mi preparo un caffè, e vado, corro fino alla piazza Principale, salgo sul bus, chiudo gli occhi, e tutto l’orrore della mia vita presente mi salta al collo».
Tobias Horvath è un emigrato, ogni suo giorno scorre nella quotidiana lentezza dell’abitudine e della ripetizione di gesti vuoti. Nato «in un villaggio senza nome, in un paese senza importanza», ha trascorso l’infanzia nella miseria, all’ombra della madre che era la ladra, la mendicante, la puttana del paese. Quando, tra i molti uomini che vedeva entrare e uscire di casa, ha scoperto chi era suo padre, Tobias ha preso un lungo coltello e gliel’ha affondato nella schiena, spingendo con tutte le sue forze per uccidere anche la madre, stesa sotto di lui. Il suo presente è il tempo che segue la fuga, senza sapere cosa si è lasciato alle spalle: non gli resta che rifugiarsi nella scrittura e nell’attesa di Line, una donna immaginaria.
Il giorno in cui Line arriva, sarà come il materializzarsi di un ricordo: lei emerge dal passato è la sua sorellastra, la sua ossessione di sempre. La nostalgia si mescola alla curiosità di sapere, la complicità sfocia in un amore impossibile. Potrebbe essere l’inizio di un futuro diverso, ma quella di Line e Tobias è una storia che non si può lasciare alle spalle.
(Ed. Einaudi; L’Arcipelago)

Bibliografia Agota Kristof