Il sorriso di Jackrabbit – Joe R. Lansdale

Incipit Il sorriso di Jackrabbit

Anche quando faccio qualcosa di piacevole, sembra che la morte e la distruzione siano sempre in agguato dietro l’angolo. Magari non li riconosco subito, quei due demoni, ma so che sono lì.
Potrebbero arrivare a bordo di un furgone, e sulle prime potrei scambiarli per persone qualsiasi. Gente che si fa i fatti suoi.
E invece sono portatori di una malattia ripugnante, i cui sintomi sono molteplici. Odio e pregiudizio, ignoranza e orgoglio di non sapere. Sono quelli che seguono l’istinto, che è un po’ come pretendere di leggere il futuro nelle ossa di pollo o nelle interiora delle rane.
Non avverto la loro presenza finché non sono già qui, e persino in quel momento non sempre riesco a capire con certezza cosa si è appena intrufolato nella mia vita. Qualcuno potrebbe pensare, considerata la mia esperienza, che saprò esattamente se sta per cadermi addosso una trave: invece ancora mi faccio sorprendere, e la loro malattia può scatenare una reazione a catena. Il problema non è solo il loro modo di vedere le cose, ma il modo in cui influenza gli altri: questo tipo di persone diffonde i propri germi senza nemmeno accorgersene.

Incipit tratto da:

  • Titolo: Il sorriso di Jackrabbit
  • Autore: Joe R. Lansdale
  • Traduzione: Luca Briasco
  • Titolo originale: Jackrabbit Smile
  • Casa editrice: Einaudi

Bibliografia Joe R. Lansdale

Il sorriso di Jackrabbit di Joe R. Lansdale

Incipit Jackrabbit Smile

Even when I’m doing something enjoyable, it seems death and destruction lurk nearby. I might not recognize those dual demons right away, but they’re out there.
They might arrive in a pickup truck, and those in it may seem at first like a lot of people I might see. Just folks going about their business.
But they may be carriers of a repulsive kind of disease, and there are many symptoms. Hate and prejudice, ignorance and a profound pride in what they don’t know. They are those who go with their gut, which is about as accurate as throwing chicken bones or reading signs in frog entrails.
I don’t know they’re coming until they’re there, and even then, I might not understand exactly what has walked into my life. I may think, considering my experience, that I’ll know right away if something is going to go dark and wet, but I still get fooled, and their kind of disease can have a ripple effect; it’s not just their viewpoint, it’s how their viewpoint affects others—they spread their germs without even being aware of it.

Incipit tratto da:

  • Title: Jackrabbit Smile
  • Author: Joe R. Lansdale
  • Publisher: Mulholland Books
  • Language: English

Indice cronologico opere Joe R. Lansdale

Quarta di copertina / Trama
Nel giorno delle nozze con la sua amata Brett, mentre arrostisce hot dog per gli ospiti, Hap si vede piombare nel giardino di casa due pentecostali da manuale. Il ragazzo, tatuato, indossa un paio di jeans neri e una maglietta con lo slogan: «Bianco è giusto». La donna porta i capelli raccolti in una crocchia cosí alta da poterci nascondere dentro un frullatore. Sono la madre e il fratello della giovane Jackie Mulhaney, detta Jackrabbit, che da qualche mese sembra scomparsa nel nulla. Nessuno, tantomeno la polizia, vuole cercarla. Gli unici a raccogliere la sfida sono Hap e Leonard, senza immaginare che l’indagine arriverà a condurli nelle stanze segrete di una setta capace di adorare fantomatici uomini lucertola. E di infrangere senza rimorsi il quinto comandamento. Con il sarcasmo folgorante che ha conquistato generazioni di lettori, Lansdale firma una nuova parabola di ordinaria violenza americana.
(Ed. Einaudi)

Bastardi in salsa rossa – Joe R. Lansdale

Incipit Bastardi in salsa rossa

Mi stavo ancora riprendendo dal fatto di essere morto e, lasciatemelo dire, si trattava di un ritorno in piena regola.
Sono morto due volte in ospedale, dopo essere stato accoltellato, e l’ultima cosa che ricordo prima del risveglio dalla morte è che Leonard era lì, a ingozzarsi di biscotti, mentre attendeva che mi riprendessi. A dire il vero ero sveglio, ma riuscivo a tenere gli occhi aperti appena quanto bastava per vedere lui. Mi sentivo alla deriva su una barca lenta diretta verso il nulla, con un bastone infilato nel pisello. Che poi si è rivelato essere un catetere, solo che a me sembrava un bastone. E pure bello grosso.
Medici e infermieri mi avevano salvato dal fosso immenso e oscuro, e quando tornai in superficie non fu a Gesù che dissi grazie. Ringraziai lo staff di medici, i loro anni di preparazione, le loro enormi capacità. Ho sempre immaginato che, se fossi stato un dottore e avessi salvato la vita a qualcuno, e quel qualcuno si fosse risvegliato e avesse detto «grazie Gesù», gli avrei infilato un paio di pinze su per il culo e gli avrei detto di provare a vedere se Gesù poteva tirargliele fuori.

Incipit tratto da:

  • Titolo: Bastardi in salsa rossa
  • Autore: Joe R. Lansdale
  • Traduzione: Luca Briasco
  • Titolo originale: Rusty Puppy
  • Casa editrice: Einaudi

Bibliografia Joe R. Lansdale

Bastardi in salsa rossa di Joe R. Lansdale

Incipit Rusty Puppy

I was still getting over being dead, and let me tell you, that’s a comeback.
I died twice in the hospital after being stabbed, and the last thing I remember before I awoke from death was Leonard being there, shoveling vanilla cookies into his face, waiting for me to wake up. Actually, I was awake, but I couldn’t fully open my eyes other than just enough to see him. I repeatedly felt as if I were drifting away on a slow boat to nowhere with a stick up my weenie. That turned out to be a catheter, but it felt like a stick. A big one.
Doctors and nurses saved me from the big, dark plunge, and I didn’t thank Jesus when I came around. I thanked the medical staff, their years of schooling, their tremendous skills. I always figured if I was a doctor and I saved some person’s life, and the first thing they said when they came around was “Thank Jesus,” I would have wanted to stick a pair of forceps up their ass and tell them to see if Jesus could yank those out for them.

Incipit tratto da:

  • Title: Rusty Puppy
  • Author: Joe R. Lansdale
  • Publisher: Mulholland Books
  • Language: English

Indice cronologico opere Joe R. Lansdale

Quarta di copertina / Trama
Alle soglie di una carriera trentennale, Hap e Leonard sembrano ormai aver rinunciato a cambiare il mondo. Il primo si è appena ripreso da una brutta ferita da coltello; il secondo sembra più interessato a esplorare l’universo degli incontri online che a gettarsi a capofitto in una nuova indagine. Ma quando Louise Elton, bellicosa donna di colore, chiede loro di fare chiarezza sull’omicidio del figlio, capiscono che è arrivato il momento di rientrare nella mischia.
Studente brillante destinato a un futuro diverso, Jamar aveva cominciato a investigare sul poliziotto che insidiava la sorella minore, per poi restare coinvolto in una vicenda di sbirri corrotti e combattimenti tra cani, a un passo da una verità che minaccia di lacerare la cittadina texana dove si è consumato il delitto. Tra dialoghi al vetriolo e inesorabili colpi di scena, Lansdale tratteggia in queste pagine l’ennesimo scorcio dell’America profonda, quella dove la violenza è una moneta di scambio pericolosamente diffusa.
(Einaudi)

Io sono Dot – Joe R. Lansdale

Incipit Io sono Dot

Potreste pensare che questa non sia una storia vera, perché una parte di essa contiene cose a cui è difficile credere, ma vi assicuro che non c’è niente di inventato, dall’inizio alla fine. Voglio scriverla tutta prima che il tempo mi porti a inzepparla di dettagli interessanti, come se questa storia ne avesse bisogno.
Capita di mentire sugli avvenimenti. Lo so. Mio padre era un bugiardo. Riusciva a prendere una cosa vera e a renderla una bugia. Gli bastava continuare ad aggiungere particolari fino a ingrandire tutto, tirando dentro cose che non erano mai accadute ed eliminando gradualmente la verità, cosí che alla fine rimaneva solo la parte inventata e lui stesso non sapeva piú riconoscere la verità dalla menzogna.
Spero che questa cosa non sia ereditaria.

Incipit tratto da:

  • Titolo: Io sono Dot
  • Autore: Joe R. Lansdale
  • Traduzione: Luca Briasco
  • Titolo originale: Fender Lizards
  • Casa editrice: Einaudi

Bibliografia Joe R. Lansdale

Io sono Dot di Joe R. Lansdale

Incipit Fender Lizards

You might not think some of this story is real because there are bits of it that are hard to believe, but you got my word it’s the real thing from beginning to end. I want to get it all down now before time causes me to add stuff to juice it up, as if this story needs any juicing.
That lying part happens. I know. My father, he was a liar. He could tell a true thing until it became a lie. Just kept adding on and making it bigger, and bringing in things that didn’t happen, pushing out things that did, so that eventually all you had left was the lie part, and he didn’t know the difference anymore.
I hope that sort of thing isn’t inherited.

Incipit tratto da:

  • Title: Fender Lizards
  • Author: Joe R. Lansdale
  • Publisher: Subterranean Press
  • Language: English

Quarta di copertina / Trama
Niente è stato facile per Dorothy «Dot» Sherman. Ma se mai c’è stata una ragazzina capace di prendere la vita e rivoltarla, be’, è lei. A diciassette anni, quando hai un padre uscito a comprare le sigarette e mai tornato, una madre buona a nulla, un fratellino re delle caccole e una sorella regolarmente gonfiata di botte dal marito, non sono molte le persone su cui puoi contare. Cosí Dot fa la cameriera sui pattini e si difende come può, anche menando le mani. Finché, un giorno, un tizio di nome Elbert, che dichiara di essere uno zio, si installa nella roulotte di famiglia. Per quel che ne sa Dot, Elbert potrebbe essere un serial killer – del resto qualche piccolo trascorso criminale ce l’ha – ma alla fine l’uomo si rivelerà il piú sensato della famiglia. E, dopo anni di frustrazioni e delusioni, forse anche per Dot la ruota potrebbe girare.
«Potreste pensare che questa non sia una storia vera, perché una parte di essa contiene cose a cui è difficile credere, ma vi assicuro che non c’è niente di inventato, dall’inizio alla fine. Vi dirò la pura verità, dal principio alla fine. Vi dirò che i miei amici mi chiamano Dot, e che preferisco che i miei nemici non mi chiamino affatto. Si tratta di una grande avventura? Be’, nessuno andrà sulla luna o scalerà una montagna altissima. Ma per me è un’avventura. È la mia vita quotidiana».
(Ed. Einaudi; Stile libero Big)

Bibliografia Joe R. Lansdale