Lilít e altri racconti – Primo Levi

Nel giro di pochi minuti il cielo si era fatto nero ed aveva cominciato a piovere.

Incipit Lilít

Nel giro di pochi minuti il cielo si era fatto nero ed aveva cominciato a piovere. Poco dopo, la pioggia crebbe fino a diventare un acquazzone ostinato, e la terra grassa del cantiere si mutò in una coltre di fango profonda un palmo; non solo lavorare di pala, ma addirittura reggersi in piedi era diventato impossibile, Il Kapo interrogò il capomastro civile, poi si volse a noi: che ognuno andasse a ripararsi sove voleva. C’erano sparsi in giro diversi spezzoni di tubo di ferro, lunghi cinque o sei metri e dal diametro di uno. Mi infilai dentro uno di questi, ed a metà tubo mi incontrai col Tischler, che aveva avuto la stessa idea ed era entrato dall’altra estremità.
(Lilít)

Incipit tratto da:
Titolo: Lilít e altri racconti
Autore: Primo Levi
Casa editrice: Einaudi

Bibliografia Primo Levi

Copertine di Lilít e altri racconti di Primo Levi
Quarta di copertina / Trama

Quattro racconti scritti dal 1975 al 1981, hanno argomenti e toni diversi. Ho cercato di raggrupparli, e forzando talvolta sui termini ne ho ricavato un primo gruppo che riprende i temi di Se questo è un uomo e La tregua; un secondo che prosegue le Storie naturali e Vizio di forma, e un terzo in cui i personaggi hanno in una certa misura carne ed ossa. Spero che ogni racconto adempia decorosamente al suo ufficio, che è solo quello di condensare in poche cartelle, e trasmettere al lettore, un ricordo puntuale, uno stato d’animo, o anche solo una trovata. Ce ne sono di allegri e di tristi, perchè i nostri giorni sono allegri e tristi. Non ci sono, che io sappia, né messaggi né profezie fondamentali; se il lettore ce li trova, è bonta sua.
Primo Levi
(Ed. Einaudi; Nuovi Coralli)

Indice cronologico opere Primo Levi

Vizio di forma – Primo Levi

Marta finì di rassettare la cucina

Incipit Vizio di forma

Marta finì di rassettare la cucina, mise in funzione la lavatrice, poi accese una sigaretta e si stese sulla poltrona, seguendo distrattamente la televisione attraverso la fenditura della visiera. Nella camera accanto Giulio era silenzioso : stava probabilmente studiando, o scrivendo il compito di scuola. Da oltre il corridoio giungevano a intervalli regolari i fragori rassicuranti di Luciano, chee giocava con un amico.
(Protezione)

Incipit tratto da:
Titolo: Vizio di forma
Autore: Primo Levi
Casa editrice: Einaudi

Bibliografia Primo Levi

Copertine di Vizio di forma di Primo Levi
Quarta di copertina / Trama

Pubblicati nel 1971, i racconti che compongono questo volume ci appaiono oggi muniti di singolari capacità profetiche. Primo Levi li aveva ambientati in un futuro prossimo, che allora sembrava tuttavia abbastanza lontano. Sono passati quindici anni, ed ecco che i divertimenti tecnologici e gli apologhi di Levi hanno finito in qualche caso per superarci, e li possiamo perfino leggere come le cronache del nostro presente di apprendisti stregoni, sempre meno capaci di controllare le forze che abbiamo scatenato.
Ecco Levi descrivere le atroci meraviglie dello knall, il cilindretto che dà la morte istantanea senza emorraggia e si vende «sciolto o a scatole di venti»; le inquietanti caratteristiche dell’acqua viscosa, che appesantisce lentamente la vita vegetale e animale sino alla morte; la rivolta delle piante, che decidono di non purificare più l’aria per l’uomo; o ancora la punizione che attende i due giovani sposi che si sono fatti tatuare sulla fronte delle scritte pubblicitarie. In quello che è forse il racconto più bello della raccolta, uno scenziato cerca i lemming, i roditori che un misterioso impulso spinge al suicidio, e nei componenti di una tribù brasiliana in via di estinzione, la risposta al perché si atrofizzi, negli animali e nell’uomo, la volontà di vita.
I racconti di Levi non si abbandonano tuttavia a voluttà apocalittiche e catastrofizzanti. Al contrario, il loro autore continua a professare un sostanziale ottimismo nelle capacità razionali dell’homo faberdi ribaltare situazioni largamente compromesse. Ma al di là di una banale disputa fra ottimisti e pessimisti, questi racconti confermano a quali felici risultati abbia portato in Levi la doppia componente scientifica e letteraria della sua ispirazione.
(Ed Einaudi; Nuovi Coralli)

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La tregua – Primo Levi

Nei primi giorni del gennaio 1945

Incipit La tregua

Nei primi giorni del gennaio 1945, sotto la spinta dell’Armata Russa ormai vicina, i tedeschi avevano evacuato in tutta fretta il bacino minerario slesiano. Mentre altrove, in analoghe condizioni, non avevano esitato a distruggere col fuoco o con le armi i Lager insieme con i loro occupanti nel distretto di Auschwitz agirono diversamente; ordini superiori (a quanto pare dettati personalmente da Hitler) imponevano di «recuperare», a qualunque costo, ogni uomo abile al lavoro. Perciò tutti i prigionieri sani furono evacuati, in condizioni spaventose, su Buchenwald e su Mauthausen, mentre i malati furono abbandonati a loro stessi. Da vari indizi è lecito dedurre la originaria intenzione tedesca di non lasciare nei campi di concentramento nessun uomo vivo; ma un violento attacco aereo notturno, e la rapidità dell’avanzata russa, indussero i tedeschi a mutare pensiero, e a prendere la fuga lasciando incompiuto il loro dovere e la loro opera.

Incipit tratto da:
Titolo: La tregua
Autore: Primo Levi
Casa editrice: Corriere della Sera

Bibliografia Primo Levi

Copertine di La tregua di Primo Levi
Quarta di copertina / Trama

La tregua, continuazione di Se questo è un uomo, è considerato da molti il capolavoro di Primo Levi: diario del viaggio verso la libertà dopo l’internamento nel Lager nazista, questo libro, più che una semplice rievocazione biografica, è uno straordinario romanzo picaresco.
L’avventura movimentata e struggente tra le rovine dell’Europa liberata – da Auschwitz attraverso la Russia, la Romania, l’Ungheria e L’Austria, fino a Torino – si snoda in un itinerario tortuoso punteggiato di incontri con persone appartenenti a civiltà sconosciute, vittime della stessa guerra: da Cesare, ” amico di tutto il mondo”, ciarlatano, truffatore, temerario e innocente, alle bibliche tradotte dell’Armata Rossa in disarmo. L’epopea di una umanità ritrovata, che cerca una nuova volontà di vivere, dopo il limite estremo dell’orrore e della miseria.
(Ed. Corriere della Sera; I grandi romanzi italiani)

Romanzo vincitore del Premio Campiello nel 1963

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