Memorie di una ladra – Dacia Maraini

Incipit Memorie di una ladra

Mia madre aveva quindici anni quando ha partorito il primo figlio, Eligio. Poi ha partorito Orlando che è del 1912. Quando sono nata io compiva ventiquattro anni. Aveva già fatto parecchi figli, alcuni vivi, altri morti.
Dicono che sono nata male, mezza asfissiata dal cordone ombelicale che mi si era arrotolato attorno al corpo come un serpente. Mia madre credeva che ero mora e mio padre stava per buttarmi nell’immondizia.
Allora dicono che dalla mia bocca grande e nera è uscito un terribile grido rabbioso. E così hanno capito che ero viva, hanno tagliato quel serpenti, mi hanno lavata e cacciata dentro un letto con gli altri miei sei fratellini.

Incipit tratto da:

    • Titolo: Memorie di una ladra
    • Autrice: Dacia Maraini
    • Casa editrice: Rizzoli

Bibliografia Dacia Maraini

Copertine di Memorie di una ladra di Dacia Maraini

Quarta di copertina / Trama

“Memorie di una ladra” si ispira a una donna, Teresa, che la Maraini ha incontrato in carcere nel 1969 e ne racconta con ironia, simpatia e semplicità le quasi oneste imprese ladresche. Ma questo romanzo è anche il ritratto di una Italia povera ma inventiva, intenta alla difficile arte della sopravvivenza. Da questo romanzo è stato tratto l’omonimo film straordinariamente interpretato da una splendida Monica Vitti diretta dal grande regista Carlo De Palma.
(Ed. rizzoli; BUR Scrittori Contemporanei)

Indice cronologico opere Dacia Maraini

Da questo romanzo il film Teresa la ladra per la regia di Carlo Di Palma (1973)

Locandina Teresa la ladra

Mio marito – Dacia Maraini

Incipit Mio marito

Mio marito è biondo, ha la fronte stempiata, i denti freschi, la pelle chiara macchiata di lentiggini… Mio marito è un uomo elegante, veste con cura… Quando mio marito parla, io lo ascolto attentamente… Mio marito è amata dagli amici, stimato dai superiori…” Mio marito… mio marito… mio marito… In queste due parole si racchiude la vita di una donna stretta nell’abbraccio matrimoniale, erano queste le due parole che le davano la consapevolezza di esistere e di contare. Questi racconti, pubblicati per la prima volta nel 1968, sono una testimonianza storica e letteraria sulla condizione femminile.

Incipit tratto da:

    • Titolo: Mio marito
    • Autrice: Dacia Maraini
    • Casa editrice: Rizzoli

Bibliografia Dacia Maraini

Copertine di Mio marito di Dacia Maraini

Quarta di copertina / Trama

“Mio marito è biondo, ha la fronte stempiata, i denti freschi, la pelle chiara macchiata di lentiggini… Mio marito è un uomo elegante, veste con cura… Quando mio marito parla, io lo ascolto attentamente… Mio marito è amata dagli amici, stimato dai superiori…” Mio marito… mio marito… mio marito… In queste due parole si racchiude la vita di una donna stretta nell’abbraccio matrimoniale, erano queste le due parole che le davano la consapevolezza di esistere e di contare. Questi racconti, pubblicati per la prima volta nel 1968, sono una testimonianza storica e letteraria sulla condizione femminile.
(Ed.Rizzoli; BUR Scrittori Contemporanei)

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Cercando Emma – Dacia Maraini

Incipit Cercando Emma

Emma Bovary è una di quelle persone «di casa» nella città interiore, ci sembra di conoscerla da tanto, la sua storia ci è familiare.
Per anni abbiamo sentito dire che Emma è la creatura più amata da Flaubert, tanto da spingerlo a identificarsi pubblicamente con lei: «Madame Bovary c’est moi». Abbiamo sentito dire che l’adulterio di Emma viene annunciato, spiato, seguito dal suo autore con profonda comprensione, quasi che il romanzo fosse una giustificazione della libertà d’amore femminile all’interno delle strettoie del matrimonio borghese, in un ambiente saturo di banalità e di luoghi comuni.

Incipit tratto da:

    • Titolo: Cercando Emma
    • Autrice: Dacia Maraini
    • Casa editrice: Rizzoli

Bibliografia Dacia Maraini

Copertine di Cercando Emma di Dacia Maraini

Quarta di copertina / Trama

«Emma Bovary è […] di casa nella nostra città interiore» scrive Dacia Maraini in questo appassionante libro che si propone di indagare sul rapporto profondo e contraddittorio che lega uno scrittore al suo personaggio più amato.
La storia della signora Bovary ci è familiare anche perché tante lettrici di ieri e di oggi hanno voluto trasformarla nella portabandiera di una rivolta sebbene confusa e sotterranea: la rivolta sessuale ed esplosiva di una donna dell’interno di una famiglia, affettuosa ma troppo stretta, dall’interno di un matrimonio gentile ma vissuto come una prigione, dall’interno di un ambiente di provincia volgare e meschino.
Eppure Emma Bovary non è amata dal suo autore che si rivela rabbioso e intollerante con lei. Ma perché, si chiede l’autrice, Flaubert mostra tanta ostilità verso il suo personaggio più straordinario? qual’è il segreto di tanta disaffezione? quali le ragioni di un rifiuto così deciso e insofferente per l’eroina dagli occhi liquidi e dalle «unghie più lisce dell’avorio di Dieppe», proprio nel momento in cui, d’altra parte, sembra volerne indossare le vesti?
Dacia Maraini si è calata nelle acque notturne del bellissimo romanzo cercando di capire qualcosa sulla nascita di Emma, questa meravigliosa Don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento delle eterne province del pensiero, pronta a regalare il cuore per ogni piccolo sogno di evasione.
(Ed. Rizzoli)

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