L’assassinio del Commendatore. Libro II. Metafore che si trasformano – Haruki Murakami

Incipit
L’assassinio del Commendatore. Libro II. Metafore che si trasformano

Incipit L’assassinio del Commendatore. Libro II. Metafore che si trasformano

Anche quella domenica era una bella giornata, quasi senza vento. Nel bosco le foglie degli alberi splendevano al sole nei loro mille colori autunnali. Uccellini dal petto bianco saltellavano di ramo in ramo, abilissimi a saziarsi delle bacche rosse. Seduto sulla terrazza, mi immergevo in quel paesaggio con la sensazione che non me ne sarei mai stancato. La bellezza della natura si offre equamente a tutti, poveri e ricchi, senza fare discriminazioni. Come il tempo… anzi no, per il tempo non funziona così; con i soldi, i ricchi possono comprarsi quanto tempo vogliono.

Incipit tratto da:
Titolo: L’assassinio del Commendatore. Libro II Metafore che si trasformano
Autore: Haruki Murakami
Traduzione: Antonietta Pastore
Titolo originale traslitterato: Kishidancho Koroshi. Utsurou metafā hen
Casa editrice: Einaudi

Bibliografia Haruki Murakami

Copertina di L’assassinio del Commendatore. Libro II Metafore che si trasformano di Haruki Murakami

Quarta di copertina / Trama

Nella casa in mezzo al bosco che fu l’abitazione e l’atelier di Amada Tomohiko, il grande artista autore del misterioso quadro L’assassinio del Commendatore, vive ormai da qualche mese il giovane pittore protagonista di questa storia. La dimora è sperduta, ma non del tutto isolata: nel primo volume, Idee che affiorano, avevamo conosciuto Menshiki, un vicino ricchissimo e sfuggente mosso da motivazioni solo a lui note. O la piccola Akikawa Marie, studentessa del corso di disegno tenuto dal protagonista, che per una volta sembra abbassare le difese e stringere un legame profondo col suo professore. Per non parlare del Commendatore stesso…
Con Metafore che si trasformano si conclude l’Assassinio del Commendatore. Come un mago al culmine del suo potere incantatorio, Murakami Haruki dà vita a un intero universo (a più di uno, a dire il vero…) popolato di personaggi, storie e enigmi che hanno la potenza indimenticabile dei sogni piú vividi. Ma non è solo il gusto per il racconto a muoverlo: una volta giunto al termine di questo viaggio visionario, il lettore si scopre trasformato come i personaggi di cui ha letto le avventure, esposto, quasi senza averne avuto consapevolezza, al cuore pulsante della grande letteratura.
L’assassinio del Commendatore, a quel punto, inizia a svelare i suoi mille volti: una riflessione, molto realistica (e attuale), sulle ferite della storia, sulla colpa e la responsabilità. Una terapia per sopravvivere ai traumi. Una guida pratica per orientarsi nel mondo delle metafore. Ma anche un racconto fantastico sui mostri che ci divorano dall’interno, sulle paure che ci sbranano nella notte dell’anima; e su come, quei mostri, possiamo vincerli: prendendoci cura di chi arriverà dopo di noi.
(Ed. Einaudi)

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