La capanna dello zio rom – Andrea G. Pinketts

Incipit
La capanna dello zio rom

Incipit La capanna dello zio rom. Ballata XXL per taglie e palati forti

Fatti, luoghi e personaggi, presenti in qualsiasi romanzo, si sono ufficialmente rotti i coglioni di essere spacciati per “puramente immaginari”…
Ma come? Per la madonna del santo editore! Noi veniamo usati, spremuti come limoni sulla costiera amalfitana per diventare un limoncello pubblico e pubblicato… Vi doniamo il nostro essere agrumi tra storie reali, vere, veraci, location precise, persone viventi, o comunque vissute… E in cambio? Nada de nada. Nessuna riconoscenza. Accade che l’autore di turno, con qualche patetica scusa, ci disconosca come genitori illegittimi.
Eh no. Adesso basta! Sono secoli, forse millenni che ogni scrittore abusa di noi senza gratificarci di riconoscimento alcuno.
E, sopra ogni altra cosa, che il nostro ruolo abbia diritto di cittadinanza nel paese dei balocchi della letteratura.
Volete degli esempi concreti, razza di sfruttatori?
Ve li forniremo volentieri. Ma solo a tempo debito. Fortunatamente abbiamo degli ottimi avvocati d’ufficio. L’ufficio della realtà contro la presunta ispirazione.

Incipit tratto da:
Titolo: La capanna dello zio rom. Ballata XXL per taglie e palati forti
Autore: Andrea G. Pinketts
Casa editrice: Mondadori

Bibliografia Andrea G. Pinketts

Copertina di La capanna dello zio rom di Andrea G. Pinketts

Quarta di copertina / Trama

Milano, novembre 2016: torna per l’ultima volta Lazzaro Santandrea e lo fa in grande stile. “Specialista delle resurrezioni”, non è un tipo che se ne va: di solito arriva. Arriva al momento giusto. E anche in questo caso piomba nel bel mezzo degli eventi. O sono gli eventi a piombare su di lui, impegnato a innamorarsi di una ragazza dall’oscuro presente? Ossitocina ha i leggings e un cane, Lou Reed, addestrato a farle la spesa al supermercato. Per Lazzaro è un colpo di fulmine. Con conseguenze devastanti.
Loden assassini, parka assetati di sangue, reggicalze letali, giacche da camera a gas esilarante: la cabina armadio di Pinketts è un guardaroba teatrale di lusso inventivo. E Lazzaro questa volta finirà coinvolto in un delirio senza precedenti, tra le fiere di Milano e la Fiera del Libro di Bucarest, con gemelli incendiari, latinisti allo sbaraglio e regolamenti di conti con le forchette di plastica, in compagnia di giornalisti d’assalto, mercenari vestiti da suora e vecchi amici orfani di guerra e di madre.
Nella Capanna dello Zio Rom Pinketts ricrea la sua Milano nera e surreale divertendosi con lo stile inconfondibile di sempre: gioca con le parole come con i suoi personaggi e persino con i capitoli, facendoli litigare tra di loro. Nel corso di un mese dalla “vita breve ma intensa come James Dean”, fatto di pomeriggi “corti come calzoni alla zuava”, si addensa una vicenda ricchissima. E più le cose si complicano, più ci si immerge di gusto nella lettura, in sintonia con Lazzaro che, ricapitolando gli eventi, a un certo punto ammette: “Tutto ciò non puzzava. Profumava di guai”.
(Ed. Mondadori)
Indice cronologico opere Andrea G. Pinketts