Il diario segreto del cuore – Francesco Recami

Incipit
Il diario segreto del cuore

Incipit Il diario segreto del cuore

Donatella Giorgi abitava nell’appartamento 15 della casa di ringhiera di via *** civico 14. I suoi due bambini erano a scuola, e lei non era al lavoro perché disoccupata.
Ottobre è il mese in cui si va a scuola. Cioè, lo era. Un tempo le scuole cominciavano il primo di ottobre, ma adesso aprono a settembre, con grande disappunto degli studenti e del corpo insegnante, perché «quella che gli insegnanti fanno tre mesi di ferie è una balla colossale», a quanto dicono gli insegnanti stessi. Ai genitori invece, soprattutto a quelli meno abbienti, non risulta affatto scomodo che i ragazzi inizino ad andare a scuola fin da metà settembre. Molti genitori di compagni di classe dei figli di Donatella erano scandalizzati anche che le scuole cominciassero a metà settembre per chiudere a metà giugno: «Ma siamo in Europa o no?». «Qui siamo nel Medioevo». Insomma si auguravano che le scuole iniziassero prima e finissero dopo. Curiosamente erano pressappoco gli stessi che inveivano contro una scuola che carica i bambini di compiti, di test, di interrogazioni, quando l’apprendimento dovrebbe essere un gioco, un passatempo, un divertimento.
Sta di fatto che oggi come oggi a ottobre l’attività scolastica «entra nel vivo». Gli insegnanti forzano la mano sul programma didattico, in sostanza si comincia a fare qualcosa.

Incipit tratto da:
Titolo: Il diario segreto del cuore
Autore: Francesco Recami
Casa editrice: Sellerio

Bibliografia Francesco Recami

Copertina di Il diario segreto del cuore di Francesco Recami

Quarta di copertina / Trama

Tra i protagonisti che animano la Casa di ringhiera, in questo nuovo episodio la ribalta è per la famiglia Giorgi, composta da: la mamma Donatella, da poco disoccupata e sempre sull’orlo di una crisi di nervi; il figlio maggiore Gianmarco tredicenne svogliato; Margherita undicenne di senno e talento; Claudio, il marito alcolizzato, cacciato di casa e in severa cura detox.
Questo nuovo capitolo della storia nera di un condominio di Milano, che vuol essere specchio e lente di ingrandimento del Bel Paese in cui ci troviamo, ci fa conoscere il diario della quasi adolescente Margherita. Tra pensieri e confessioni lei rivela al Diario quello che succede veramente in un anno scolastico, a casa sua e tra i vicini, inserisce le lettere edificanti del padre, qualche racconto morale che le assegna la scuola in cui primeggia: insomma è la struttura del Cuore di Edmondo De Amicis, alternarsi di cronaca e segreti di un’anima fanciulla, pur già provata. Ma un Libro Cuore perfido e politicamente scorretto in cui scorre il neosquallore di Facebook e della prevalente devianza giovanile, tra narcisismi infantili e precoce sfrontatezza sessuale.
Quello che succede è che per salvaguardare la figlia Margherita dal bullismo più o meno pedopornografico delle amiche, la madre Donatella si lascerà prendere da un istinto iperprotettivo di vendetta, e si scatenerà sui social, inconsapevole delle conseguenze.
La sarabanda che ne deriva serve a Francesco Recami per mettere a fuoco la sua radiografia delle miserie della vita quotidiana nell’era di un mediocre e infelice narcisismo sottoconsumistico. Un teatro tanto più caustico ridicolo e urticante quanto più la vicinanza con cui normalmente li osserviamo rende questi modi di vivere umani e accettabili.
Con buona pace del De Amicis.
(Ed. Sellerio; La memoria)

Indice cronologico opere Francesco Recami

La clinica Riposo & Pace – Francesco Recami

Incipit

La clinica Riposo & Pace

Incipit La clinica Riposo & Pace

Villa Riposo & Pace era una elegante casa di riposo per anziani non autosufficienti sulle colline preappenniniche, in mezzo ai cipressi e agli olivi. Situata in località Il Borghetto (questo è un nome di comodo, per vari motivi in seguito si capirà che per il momento il vero nome va mantenuto segreto), consisteva di tre corpi principali: la villa seicentesca finemente ristrutturata, le ex stalle e scuderie, a poche decine di metri, e la ex fattoria, adesso adibita a residenza per i casi più complicati, attrezzata come una vera e propria clinica. In particolare c’era una sezione dedicata ai malati terminali e a degenze di persone anziane in gravi condizioni di degenerazione fisica e mentale. Probabilmente erano lì ricoverati pazienti in coma da mesi, oppure vittime di ictus, che non si erano ben riprese e avevano problemi col modo di parlare oppure di emi- o paraparesi.

Incipit tratto da:
Titolo: La clinica Riposo & Pace
Autore: Francesco Recami
Casa editrice: Sellerio

Bibliografia Francesco Recami

Copertina La clinica Riposo & Pace di Francesco Recami

Quarta di copertina / Trama

La clinica Riposo & Pace sorge in un luogo ameno su ridenti colline, dove è tutto un cinguettar di uccellini su prati tosati a dovere, gli edifici lindi e luminosi, il personale amabile. Proprio in fondo al parco si intravede un padiglione un po’ appartato; è lì che Riposo & Pace si trasforma in stress e conflitto, una vera e propria lotta per la sopravvivenza.
Alfio Pallini viene portato con la forza e con l’inganno nella villa dagli affezionati nipoti, ridotto all’impotenza si accorge ben presto dove sia capitato, sedazioni su sedazioni, personale robusto e convincente, legacci e sbarre. Quel che più inquieta l’arzillo vecchietto è che il suo vicino di letto cambi di continuo, i nuovi arrivati non fanno in tempo ad ambientarsi che vengono portati via coperti da un lenzuolo bianco. Alfio, che già progettava la fuga, diventa ancor più sospettoso, nasconde i farmaci, va curiosando, origlia le chiacchiere delle dispotiche infermiere, cerca di mettersi in contatto con il suo antico badante, l’unica persona di cui si fidi, colui che potrebbe fargli guadagnare l’agognata libertà. Non demorde, non si arrende, e le sue reazioni allarmano medici e inservienti che decidono di procedere con maniere forti e definitive. Ma qui avviene quel che non ti aspetti.
Questa parodia fantastica e feroce, che mette alla berlina la medicalizzazione del disagio quotidiano, l’ipocrita rivalutazione dei valori dell’essere anziani, la buona morte, i falsi affetti familiari, è uno dei momenti di un progetto narrativo più vasto. Con la serie «Commedia nera» (pezzi di teatro narrato, che si svolgono in un solo luogo) Francesco Recami prende a bersaglio della sua comicità i paradossi sociali più evidenti e più fastidiosi dell’epoca. Secondo lui, il ghigno e la risata raggiungono l’amaro esistenziale del nostro essere sociale meglio di ogni retorica drammatica. E l’effetto di «ridere piangendo» che danno le sue pagine sembra dargli ragione.
(Ed. Sellerio)

Indice cronologico opere Francesco Recami

Commedia nera n. 1 – Francesco Recami

Incipit Commedia nera n. 1

«Caro,mi passeresti la marmellata di mirtilli, per favore? E già che ci sei, anche il burro?».
L’uomo in pigiama a righe eseguì, ma era chiaro che aveva ben altro per la testa.
«Senti caro, sii gentile, non è che mi prepareresti una spremuta d’arancia?
Scegli le più rosse, mi raccomando… Anzi, non ti sia d’obbligo, fanne due bicchieri, uno anche per Gianni».
L’uomo in pigiama si alzò in piedi e strascinando le pantofole sul pavimento lucidato della sala da pranzo andò in cucina.
Mentre si dava da fare con lo spremiagrumi masticava amaro. Portò le due spremute in tavola.

Incipit tratto da:

Bibliografia Francesco Recami

Copertina di Commedia nera n. 1 di Francesco Recami

Quarta di copertina / Trama

Un legame coniugale opprimente, un doppio vincolo, una prigionia psicologica che si trasforma inevitabilmente in una vera prigione dalla quale l’unica evasione possibile è il delitto. La storia narrata in questo romanzo potrebbe essere alla Patricia Highsmith, una relazione angosciosa che corre indissolubile verso l’abisso che aspetta. Solo che Recami ne fa una commedia nera, in cui si irride la morte perché la si teme, finché è la morte beffarda a prendersi gioco di tutti.
La coppia: Antonio Maria Cotroneo, titolare di una avviata sartoria di famiglia, e Maria Antonietta, una prorompente bellezza ammirata da tutti. Ma questo durante il fidanzamento. Poi il matrimonio; e il corso dei rapporti reciproci spinge lui a seppellirsi in casa e lei a esercitare una tirannia sempre più assoluta, quasi sadica: come un maltrattamento familiare al femminile. Prepotente, virilmente razionale e violenta, infedele in modo provocatorio, pronta a chiudere ogni spiraglio di vita in una claustrofobia di una parte sola, quella del marito, mentre lei, la moglie, è impegnata in una vita professionale gratificante o addirittura prestigiosa. In questo rovesciamento paradossale degli stereotipi maschili e femminili di un malmatrimonio, cosa può fare Antonio Maria? Uomo «dilaniato, dimidiato, diviso, tra un essere pensante e razionale e un essere emotivo e attanagliato dalla paura», escogita prima fughe, poi piccole vendette, infine progetti omicidi, cervellotici esorbitanti e fallimentari quanto quelli del Coyote dei cartoni con cui ama identificarsi. Ma cosa succede a stuzzicare la morte?
Con Commedia nera n. 1 Francesco Recami inizia un ciclo centrato sui più correnti incubi sociali, con una struttura narrativa a teatro boulevardier, a commedia mondana, per divertire, cioè letteralmente per deviare i loro fantasmi, deformarli attraverso la comicità dell’equivoco e il paradosso del rovesciamento del buono con il cattivo.
(Ed. Sellerio; La memoria)

Indice cronologico opere Francesco Recami