La verità su Amedeo Consonni – Francesco Recami

Giovanni Bacigalupo, detto Gassa, era nato a Camogli nel 1922.

Incipit La verità su Amedeo Consonni

Giovanni Bacigalupo, detto Gassa, era nato a Camogli nel 1922. Figlio di marinai, nipote e bisnipote di marinai, aveva fatto il marinaio anche lui, imbarcandosi per la prima volta nel ’39 su una nave mercantile. Il soprannome gli venne attribuito in quel periodo, a causa della sua straordinaria abilità di intrecciare nodi. Al suo ritorno, nel gennaio del ’42, fu arruolato nella Marina Militare, dove svolse servizio fino al 1944 (Libia, Mediterraneo, Dodecaneso, Albania, Egitto). Conobbe anche la prigionia. Poté fare ritorno a Camogli solo allora, in tempo per salutare sua madre, che stava morendo di una affezione polmonare, e per sposarsi con Marietta, una ragazza di 19 anni cugina di secondo grado.
Gassa era l’unico di quattro fratelli rimasto in vita, sopravvissuto alla guerra.

Incipit tratto da:
Titolo: La verità su Amedeo Consonni
Autore: Francesco Recami
Casa editrice: Sellerio

Bibliografia Francesco Recami

Copertine di La verità su Amedeo Consonni di Francesco Recami
Quarta di copertina / Trama

Dopo la Morte di un ex tappezziere, Amedeo Consonni, la Casa di ringhiera non è più la stessa. Tutto è successo nel pieno di una sparatoria, a Milano, e Consonni non c’è più. Perché? Perché ha visto troppo: una strage, tra poliziotti, acquirenti e venditori ad un’asta di giovani schiave dell’Est. Qual è la verità? Basterà un processo a chiarirla? Adesso la sua intraprendente compagna, Angela Mattioli, si è trasferita a Camogli, in Liguria, dove condivide l’esistenza con un signore silenzioso e molto discreto, Alberto Scevola. La coppia abita in una casetta appartenuta una volta a un marinaio eccentrico e il nido d’amore nasconde dei segreti, pesantissimi. Alla Casa di ringhiera manca Consonni, colui che era un po’ il suo centro di gravità, la parte razionale di quell’organismo che l’autore Francesco Recami riesce a rappresentare come dotato di vita autonoma. E una serie di iperboliche vicende si aggroviglia. L’anziano Luis De Angelis sembra diventato più freddo verso l’eccessiva BMW Z3. 3.2 24 valvole roadster perché teme che il suo trilocale sia visitato da presenze demoniache, forse addirittura Poltergeist. Claudio Giorgi, l’ex alcolista, scopre un segreto della signorina Mattei-Ferri la quale ordisce una macchinazione per annientarlo. Sono coinvolti anche: il nipote di De Angelis, Daniel, un microdelinquente; i due ragazzi Giorgi, influenzati da visioni splatter; Antonio, il bravo manovale, che ha portato non si sa da dove una specie di dea, Yutta, una tedesca dalla bellezza sovrumana che, imprendibile e disinibita, seduce tutti, ma soprattutto l’architetto imbroglioncello Du Vivier. La trama ordinata diventa un groviglio inestricabile, ma è Enrico, il Cipolla, il nipotino adorato da Consonni, quello che fa di tutto sfidando l’impossibile per rivedere il nonno, a trovare l’ordito. E infatti la storia di Consonni – sia quella della sparatoria sia quella che parte con una luccicante scoperta fatta nell’appartamento di Camogli – continua, come spina dorsale del romanzo. Forse più che negli altri libri, in questo il «cattivo» Francesco Recami riesce a mescolare vertiginosamente generi diversi, mistero, avventura, perfino horror, fantasy e mitologia. Ma lo fa con un distacco comico e sarcastico che svela il suo fine vero: una postmoderna commedia degli equivoci che si prenda gioco dei luoghi comuni che imperversano, anche nei romanzi gialli.
(Ed. Sellerio; La Memoria)

Indice cronologico opere Francesco Recami

L’atroce delitto di via Lurcini – Francesco Recami

In quell’enorme stanzone sembrava non ci fosse nessuno

Incipit L’atroce delitto di via Lurcini

In quell’enorme stanzone sembrava non ci fosse nessuno. Erano appena suonate le campane di mezzogiorno, a Santa Maria Novella.
Lo spazio era suddiviso da nastri bianchi e rossi, come quelli che si usano per i cantieri o per le case messe sotto sequestro: le strisce parallele al lato lungo e a quello corto dello stanzone dividevano l’ambiente in riquadri di circa tre metri per tre. Il pavimento di mattonelle maiolicate rotte e sbreccate era ricoperto da cartoni, materassi, valigie, borse, coperte, scatoloni, bottiglie di acqua minerale, di Coca-Cola, di vino e di superalcolici, tutte vuote, cartocci, cartoni di Tavernello e di Gaiosello, stracci, giacche a vento usurate, scarpe, moltissime scarpe malconce, fornite probabilmente dalla Caritas, asciugamani a pezzi, giornali e rifiuti sia organici che indifferenziabili, dispersi nell’ambiente senza un particolare criterio.
C’erano anche alcuni scheletri di bicicletta, svariati copertoni, palloni sgonfi, un paio di televisori anni settanta, tre mobiletti Ikea sfasciati, alcuni carrelli della Coop e della Conad, tre candelabri di ottone, uno scaldabagno reclinato, una scala di legno di proprietà del Comune, uno specchio stradale rettangolare di proprietà dell’ANAS, opportunamente disposto vicino all’ingresso, così che coloro che uscivano potevano darsi l’ultima riordinata prima di lasciare il locale.
Insomma il tutto somigliava a un enorme magazzino di uno stracciarolo che avesse abbandonato l’attività da tempo, mollando sul posto tutto ciò che non serviva più a niente.

Incipit tratto da:
Titolo: L'atroce delitto di via Lurcini
Autore: Francesco Recami
Casa editrice: Sellerio

Bibliografia Francesco Recami

Copertina di L'atroce delitto di via Lurcini di Francesco Recami
Quarta di copertina / Trama

La scena si svolge in un edificio fatiscente occupato da miserabili di ogni estrazione etnica, sociale o criminale. Su questa corte dei miracoli regna dispotico un furfante, un feroce imprenditore della miseria, che affitta ai senzatetto piccoli spazi, sfruttandoli quanto si può. Quando il gaglioffo si sveglia da ubriaco e trova su di sé le tracce inequivocabili di un delitto sanguinoso, comincia a compiere le azioni più ingegnose e orripilanti per non essere scoperto. Ma i suoi piani vengono sconvolti dal coreografo di fama mondiale Netzer, il quale inscena nello stanzone l’ultimo suo capolavoro, utilizzando i senzatetto come danzatori e attori della loro tragedia. Titolo: Gli Ultimi.
In questa serie delle scorrettissime «commedie nere» di Recami, il piacere di leggere è acceso dalla forma appunto di teatro degli equivoci. Ad ogni pagina è offerto lo spettacolo delle continue peripezie che affaccendano individui che hanno qual cosa da nascondere: imbrogli o truffe non previsti, crimini inutili, sporche slealtà, colpi bari del caso, equivoci intrecciati con nuovi equivoci.
Non c’è spazio, volutamente, per nessuna vera solidarietà sociale. L’umorismo è sarcastico, lo sguardo cinico senza vergogna. I personaggi sono picari, volgari, che non hanno tempo per i buoni sentimenti perché devono solo occuparsi di sopravvivere. Il loro destino è inscenare la farsa dell’esistenza.
(Ed. Sellerio; La Memoria)

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Il diario segreto del cuore – Francesco Recami

Donatella Giorgi abitava nell’appartamento 15 della casa di ringhiera di via *** civico 14.

Incipit Il diario segreto del cuore

Donatella Giorgi abitava nell’appartamento 15 della casa di ringhiera di via *** civico 14. I suoi due bambini erano a scuola, e lei non era al lavoro perché disoccupata.
Ottobre è il mese in cui si va a scuola. Cioè, lo era. Un tempo le scuole cominciavano il primo di ottobre, ma adesso aprono a settembre, con grande disappunto degli studenti e del corpo insegnante, perché «quella che gli insegnanti fanno tre mesi di ferie è una balla colossale», a quanto dicono gli insegnanti stessi. Ai genitori invece, soprattutto a quelli meno abbienti, non risulta affatto scomodo che i ragazzi inizino ad andare a scuola fin da metà settembre. Molti genitori di compagni di classe dei figli di Donatella erano scandalizzati anche che le scuole cominciassero a metà settembre per chiudere a metà giugno: «Ma siamo in Europa o no?». «Qui siamo nel Medioevo». Insomma si auguravano che le scuole iniziassero prima e finissero dopo. Curiosamente erano pressappoco gli stessi che inveivano contro una scuola che carica i bambini di compiti, di test, di interrogazioni, quando l’apprendimento dovrebbe essere un gioco, un passatempo, un divertimento.
Sta di fatto che oggi come oggi a ottobre l’attività scolastica «entra nel vivo». Gli insegnanti forzano la mano sul programma didattico, in sostanza si comincia a fare qualcosa.

Incipit tratto da:
Titolo: Il diario segreto del cuore
Autore: Francesco Recami
Casa editrice: Sellerio

Bibliografia Francesco Recami

Copertina di Il diario segreto del cuore di Francesco Recami
Quarta di copertina / Trama

Tra i protagonisti che animano la Casa di ringhiera, in questo nuovo episodio la ribalta è per la famiglia Giorgi, composta da: la mamma Donatella, da poco disoccupata e sempre sull’orlo di una crisi di nervi; il figlio maggiore Gianmarco tredicenne svogliato; Margherita undicenne di senno e talento; Claudio, il marito alcolizzato, cacciato di casa e in severa cura detox.
Questo nuovo capitolo della storia nera di un condominio di Milano, che vuol essere specchio e lente di ingrandimento del Bel Paese in cui ci troviamo, ci fa conoscere il diario della quasi adolescente Margherita. Tra pensieri e confessioni lei rivela al Diario quello che succede veramente in un anno scolastico, a casa sua e tra i vicini, inserisce le lettere edificanti del padre, qualche racconto morale che le assegna la scuola in cui primeggia: insomma è la struttura del Cuore di Edmondo De Amicis, alternarsi di cronaca e segreti di un’anima fanciulla, pur già provata. Ma un Libro Cuore perfido e politicamente scorretto in cui scorre il neosquallore di Facebook e della prevalente devianza giovanile, tra narcisismi infantili e precoce sfrontatezza sessuale.
Quello che succede è che per salvaguardare la figlia Margherita dal bullismo più o meno pedopornografico delle amiche, la madre Donatella si lascerà prendere da un istinto iperprotettivo di vendetta, e si scatenerà sui social, inconsapevole delle conseguenze.
La sarabanda che ne deriva serve a Francesco Recami per mettere a fuoco la sua radiografia delle miserie della vita quotidiana nell’era di un mediocre e infelice narcisismo sottoconsumistico. Un teatro tanto più caustico ridicolo e urticante quanto più la vicinanza con cui normalmente li osserviamo rende questi modi di vivere umani e accettabili.
Con buona pace del De Amicis.
(Ed. Sellerio; La memoria)

Indice cronologico opere Francesco Recami