Caino – José Saramago

Incipit Caino

Quando il signore, noto anche come dio, si accorse che ad adamo ed eva, perfetti in tutto ciò che presentavano alla vista, non usciva di bocca una parola né emettevano un sia pur semplice suono primario, dovette prendersela con se stesso, dato che non c’era nessun altro nel giardino dell’eden cui poter dare la responsabilità di quella mancanza gravissima, quando gli altri animali, tuti quanti prodotti, proprio come i due esseri umani, del sia-fatto divino, chi con muggiti e ruggiti, chi con grugniti cinguettii, fischi e schiamazzi, godeva già di voce propria. In un accesso d’ira, sorprendendte in chi avrebbe potuto risolvere tutto con un altro rapido fiat, corse dalla coppia e, uno dopo l’altro, senza riflessioni e senza mezze misure, gli cacciò in gola la lingua. Dagli scritti a caso gli avvenimenti di queste epoche remote, vuoi di possibile certificazione canonica o futura o frutto d’immaginazioni apocrife e irremidiabilmente eretiche, non si chiarifica il dubbio su che lingua sarà stata , se il muscolo flessibile e umido che si muove e rimuove nel cavo orale e a volte anche fuori, o la parola, detta anche idioma, di cui il signore si era deprecabilmente dimenticato e che ignoriamo quale fosse, dato che non ne è rimasta la minima traccia, neppure un semplice inciso sulla corteccia di un albero con una leggenda sentimentale, qualcosa tipo ti amo, eva.[…]

Incipit tratto da:

  • Titolo: Caino
  • Autore: José Saramago
  • Traduzione: Rita Desti
  • Titolo originale: Caim
  • Casa editrice: Mondolibri su licenza Feltrinelli
  • Bibliografia José Saramago

Caino - José Saramago

Cecità – José Saramago

Incipit Cecità

Il disco giallo si illuminò. Due delle automobili in testa accelerarono prima che apparisse il rosso. Nel segnale pedonale comparve la sagoma dell’omino verde. La gente in attesa cominciò ad attraversare la strada camminando sulle strisce bianche dipinte sul nero asfalto, non c’è niente che assomigli meno a una zebra, eppure le chiamano cosi. Gli automobilisti, impazienti, con il piede sul pedale della frizione, tenevano le macchine in tensione, avanzando, indietreggiando, come cavalli nervosi che sentono arrivare nell’aria la frustata. Ormai i pedoni sono passati, ma il segnale di via libera per le macchine tarderà ancora alcuni secondi, c’è chi dice che questo indugio, in apparenza tanto insignificante, se moltiplicato per le migliaia di semafori esistenti per la città e per i successivi cambiamenti dei tre colori di ciascuno, è una delle più significative cause degli ingorghi, o degli imbottigliamenti, se vogliamo usare il termine corrente, della circolazione automobilistica.

Incipit tratto da:

  • Titolo: Cecità
  • Autore: José Saramago
  • Traduzione: Rita Desti
  • Titolo originale: Ensaio sobre a Ceguira
  • Casa editrice: Einaudi
  • Bibliografia José Saramago

Cecità - José Saramago

Il Quaderno – José Saramago

Incipit Il Quaderno

Settembre 2008
Giorno 15
Frugando tra alcune carte che hanno ormai perso la freschezza della novità, ho trovato un articolo su Lisbona scritto qualche anno fa e, non mi vergogno a confessarlo, mi sono emozionato. Forse perché più che un articolo è una lettera d’amore, d’amore per Lisbona. Ho deciso allora di condividerla con i miei lettori e amici pubblicandola di nuovo, ora sulla pagina infinita di internet, e inaugurare con essa il mio spazio personale in questo blog.

Incipit tratto da:

  • Titolo: Il Quaderno: : testi scritti per il blog, settembre 2008 – marzo 2009
  • Autore: José Saramago
  • Traduzione: Giulia Lanciani
  • Titolo originale: O caderno
  • Casa editrice: Bollati Boringhieri
  • Bibliografia José Saramago

Il Quaderno - José Saramago