La signorina Tecla Manzi – Andrea Vitali

Incipit La signorina Tecla Manzi

«Si chiama Osmide», disse zio Pino.
Il brigadiere Efisio Mannu si fermò di botto, al centro del cortiletto della casa di zia Ninna.
Si girò e guardò senza parlare zio Pino, pure lui fermo a lato del grande albero di limoni che svettava nel cortile: sorrideva, Pino.
Ma chi gli aveva chiesto niente? pensò Efisio.
Zio Pino però aveva l’occhio lungo, da cacciatore: difficile nascondergli qualcosa.
Si era accorto, poco prima, di come lui era rimasto folgorato durante la processione di santa Margherita, la santa patrona di Siliqua.
Quando la ragazza in costume era apparsa in testa al corteo con le altre donne che cantavano, aveva visto scendere sul viso di suo nipote un pallore improvviso, come se avesse avuto un brivido di freddo, cosa impossibile perché era il terzo sabato di settembre e il sole era ancora gagliardo.
«Osmide Bachis», insisté zio Pino.

Incipit tratto da:

    • Titolo: La signorina Tecla Manzi
    • Autore: Andrea Vitali
    • Casa editrice: Garzanti

Bibliografia Andrea Vitali

Copertine di La signorina Tecla Manzi di Andrea Vitali

Risvolto di copertina/ Trama

Siamo negli anni Trenta, all’epoca del fascismo più placido e trionfante. Nella stazione dei Carabinieri di Bellano, sotto gli occhi del carabiniere Locatelli (bergamasco), rivaleggiano il brigadiere Mannu (sardo) e l’appuntato Misfatti (siciliano). Un’anziana signora, «piccola, vestita con un cappotto grigio color topo, una borsetta tenuta con due mani all’altezza dello stomaco», vuole a tutti i costi parlare con il maresciallo Maccadò. La donna – anzi, la signorina Tecla Manzi – è venuta a denunciare un furto improbabile: il quadretto con il Sacro Cuore di Gesù che teneva appeso sopra la testata del letto.
Inizia così una strana indagine alla ricerca di un oggetto senza valore, che porta alla luce una trama di fratelli scomparsi e ricomparsi, bancari e usurai, gerarchi fascisti e belle donne, preti e contrabbandieri.
Con l’estrema e godibilissima bravura che la critica e il pubblico gli riconoscono, Andrea Vitali disegna l’anima dell’Italia più vera raccontando i piccoli segreti della vita di paese e, sullo sfondo, la grande storia. Intrecciando e dipanando senza posa i fili di una matassa che sembra non avere fine, divertendosi a incrociare mille destini e aneddoti, creando personaggi vivissimi nelle loro astuzie e ingenuità, cogliendo sul filo della memoria quei dettagli che fanno sorridere e ricordare, La signorina Tecla Manzi si fa leggere tutto d’un fiato e aggiunge un nuovo godibile tassello al coinvolgente universo romanzesco di un autentico scrittore.
(Ed. Garzanti 2004)

Indice cronologico opere Andrea Vitali

Un amore di zitella – Andrea Vitali

Incipit Un amore di zitella

Iole Vergara era appiccicata da quasi un’ora al vetro della finestra della sua casa al secondo piano di un condominio con vistalago lungo la statale 36. Guardava il paesaggio affascinata e sbalordita, senza nessun pensiero particolare, immersa nel buio del tinello mentre dalla cucina veniva l’indistinto gracchiare di una radiolina.
Il gennaio del 1962 era cominciato all’insegna del gelo. L’intero lago di Como per qualche giorno era sembrato appartenere a un pianeta di ghiaccio, ibernati persino i rumori e le scarse parole che la gente si era scambiata per strada. Poi era arrivato il phon e aveva squassato quell’irreale immobilità: aveva soffiato tre giorni, continuo e violento. Infine, la sera del terzo, si era acquietato. Dalla superficie del lago era scomparsa la cresta spumosa dell’acqua sollevata dal vento. Ne aveva preso il posto un’onda continua, lunga e morbida, che si frangeva sulla riva con poco rumore. La monotonia inerte dell’inverno era ritornata. Tutti, uomini e cose, potevano tirare un respiro di sollievo.

Incipit tratto da:

    • Titolo: Un amore di zitella
    • Autore: Andrea Vitali
    • Casa editrice: Garzanti

Bibliografia Andrea Vitali

Copertine di Un amore di zitella di Andrea Vitali

Risvolto di copertina / Trama

Iole Vergara è la zitella del paese. Lavora come dattilografa presso il Comune, abita in un condominio affacciato sul lago e la sera cena con una tazza di caffellatte. È un’esistenza fatta di abitudini, grigia e monotona, se non fosse per le chiacchiere con la collega Iride sulla prostata del segretario comunale, o per i mille pettegolezzi che s’inseguono in paese, mentre in sottofondo si sentono i commenti degli uomini alle prese con la «Gazzetta dello Sport» e le note di Quando, quando, quando, il cavallo di battaglia di Tony Renis al Festival di San Remo.
Ma persino la timida e solitaria Iole ha un segreto, come scoprirà Iride nel ricevere il regalo di nozze della collega: si chiama Dante, e per qualche tempo al centro dei pettegolezzi ci sarà proprio il misterioso amico della dattilografa comunale.
Un amore di zitella, pubblicato originariamente nel 1996, ha segnato la conferma del talento narrativo di Andrea Vitali. A caratterizzare le sue opere è prima di tutto la capacità di creare e far vivere un intero mondo, quello di Bellano, dove sono ambientati tutti i suoi racconti e romanzi. Lo popolano personaggi ben caratterizzati, osservati nei loro comportamenti, tra mille aneddoti divertenti e rivelatori, con una vena di partecipe umorismo.
A scandire le loro vicende sono brevi capitoli dal ritmo narrativo gradevole e ricco di sorprese, che permettono il dipanarsi di intrighi scatenati e avvincenti, magari con una punta di giallo, o almeno un piccolo mistero. Così nel microcosmo dei romanzi di Vitali si rispecchia la provincia italiana, in apparenza addormentata e in realtà ribollente di inquietudini e sogni.
(Ed. Garzanti 2004)

Indice cronologico opere Andrea Vitali

Una finestra vistalago – Andrea Vitali

Incipit Una finestra vistalago

Ar.Ca.Vi. stava per Arrigoni, Cattaneo, Vitali. Società anonima. Fondata nel 1919 da Quintiliano Arrigoni per lo sviluppo dei progetti utili alla lavorazione della seta.

Incipit tratto da:

    • Titolo: Una finestra vistalago
    • Autore: Andrea Vitali
    • Casa editrice: Garzanti

Bibliografia Andrea Vitali

Copertine di Una finestra vistalago di Andrea Vitali

Risvolto di copertina / Trama

Di Arrigoni Giuseppe ce ne sono tanti a Bellano, un paese del lago di Como. Impossibile conoscerli tutti. Anche nella vita di Eraldo Bonomi, operaio tessile del locale cotonificio, ce ne sono troppi. E sarà proprio un Arrigoni Giuseppe a segnare il suo destino, dove brillano l’amore per la bella Elena e la militanza politica nel PSIUP.
Il colpo di fulmine per Elena fa del Bonomi un uomo pericoloso, che sfiora segreti, scopre altarini, esuma scheletri sapientemente nascosti negli armadi di una provincia che sembra monotona, in quei paesi dove l’omonimia può essere fonte di equivoci ma anche, a volte, il viatico verso la libertà.
Mirabilmente costruito, Una finestra vistalago è un appassionante romanzo corale e polifonico. L’avidità sessuale e la religione del denaro accendono passioni e lotte, moltiplicando chiacchiere, pettegolezzi e bugie.
Seguendo l’evoluzione di questo paese-microcosmo popolato di gente comune, Andrea Vitali ci fa assaporare la storia del nostro paese dagli anni Cinquanta ai turbolenti Settanta. Sulla scia di Piero Chiara e Mario Soldati, si conferma narratore seducente, maestro dell’antica arte del racconto italiano: trame ricche di azione ma dagli indugi sapienti, intrighi dove spesso la burla sfiora la tragedia, vicende che, attraverso la superficie, raccontano la profondità.
(Ed. Garzanti 2003)

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