Il giardino segreto Il regno 3 – Banana Yoshimoto

Fu triste, ma non lo potemmo evitare, e credo che tutto ebbe inizio nel momento in cui Shin’chiro si decise a cambiare le cose.

Incipit Il giardino segreto Il regno 3

Fu triste, ma non lo potemmo evitare, e credo che tutto ebbe inizio nel momento in cui Shin’chiro si decise a cambiare le cose.
Eravamo convinti che il nostro amore poggiasse su fondamenta solide, ma sotto sotto sapevamo che si trattava di un equilibrio estremamente precario. E il nostro tentativo di rafforzarle fallì. Succede spesso.
Ciò che è destinato a finire prima o poi finirà, anche se si finge di non capire.
Io mi sentivo sola e triste, annoiata. Per questo mi ero affezionata a lui.
Lui, invece, era stanco dell’esistenza che conduceva. Gli ero apparsa davanti come una visione completamente nuova, infondendogli coraggio all’istante. Sono sicura che ci fosse qualcosa di vero in tutto ciò, ma, per quanto cercassimo di abbellirla, la realtà non sarebbe cambiata.
Ripeto, è una situazione che si verifica spesso, eppure per noi due era la prima volta.

Incipit tratto da:
Titolo: Il giardino segreto Il regno 3
Autrice: Banana Yoshimoto
Traduzione: Gala Maria Follaco
Titolo originale traslitterato: Okoku Sono 3: Himitsu no hanazono
Casa editrice: Feltrinelli

Bibliografia Banana Yoshimoto

Copertine di Il giardino segreto Il regno 3 di Banana Yoshimoto
Quarta di copertina / Trama

Mi piaceva stare con lui a guardare le stelle. La sua andatura era perfetta per me. Mi piaceva la curva della sua schiena quando si accovacciava per prendersi cura delle piante, così come il tono pacato con cui parlava, la voce un po’ roca e persino il suo modo di guidare quando veniva a prendermi. In quel periodo lo avrei potuto osservare per ore senza stancarmi, mi ritrovavo sempre accanto a lui.”
L’inverno è alle porte, Kaede e Kataoka sono ritornati in Giappone e Shizukuishi ritrova il calore del tempo trascorso insieme e si sente finalmente un po’ più a casa. A breve, tuttavia, dovrà spostarsi di nuovo: ha deciso di andare a vivere con Shin’chiro, e così si mettono alla ricerca di un posto dove abitare, tra appartamenti improbabili e agenti immobiliari dalle dubbie capacità. Le persone, però, non sempre sono ciò che sembrano, e questo vale anche per Shin’chiro. Basterà un viaggio nel passato per rompere tutti gli equilibri e gettare Shizukuishi nella disperazione consentendole al contempo di crescere. Un serpente di giada, una donna prorompente, un giardino sospeso fuori dal mondo…
(Ed. Feltrinelli: Universale Economica)

Indice cronologico opere Banana Yoshimoto

Il dolore, le ombre, la magia. Il regno 2 – Banana Yoshimoto

Incipit Il dolore, le ombre, la magia. Il regno 2

“Oh, un’altra volta! Mi sono svegliata un’altra volta piangendo.”
Parlai senza rendermene conto.
Come se dovessi scrollarmi di dosso qualcosa.
Nello stesso istante una lacrima calda scivolò sul cuscino. Oltre la finestra un cielo plumbeo avvolgeva il mondo, quando era ormai giorno inoltrato.
Stranamente non si udivano i rumori della città, il che non voleva dire che ci fosse silenzio. Di tanto in tanto arrivava l’eco del canto di un uccello.
Mi sembrava di sentire, indistinto, il rombo di un motore. Ma lontano, più simile allo scorrere di un fiume. Come un ronzio.
Voglio andarmene, voglio tornare a casa. Qui mi sento soffocare.
Quando aprii gli occhi, nella mia testa non c’era spazio per altri pensieri se non quello.
Da quando, in seguito alla partenza di Kaede, abitavo da sola in casa sua, qualche volta mi capitava di fare sogni molto realistici nei quali vivevo in montagna.
Sognavo di trovarmi ancora lassù e mi svegliava il canto incessante degli uccelli e delle cicale. La luce trasparente del mattino inondava la casa. Era una luce nuova ma già forte, di quelle che asciugano bene i panni stesi e li lasciano profumati.
Per me cominciavano i lavori di ogni giorno. Andavo a prendere l’acqua, sistemavo il giardino, preparavo la colazione. L’aria era frizzante, il cielo di un colore cupo come una voragine. Intravedevo la figura della nonna di spalle, seduta alla scrivania.
Era la mia vita normale, ma per qualche motivo mi veniva voglia di piangere, mi prendeva un’ansia incontrollabile. È la quotidianità, e allora perché sto così male? Questo era ciò che pensavo da qualche parte dentro di me.

Incipit tratto da:

    • Titolo: Il dolore, le ombre, la magia. Il regno 2
    • Autrice: Banana Yoshimoto
    • Traduzione: Gala Maria Follaco
    • Titolo originale traslitterato: Okoku sono 2 – Itami, ushinawareta mono no kage soshite maho
    • Casa editrice: Feltrinelli

Bibliografia Banana Yoshimoto

Copertina di Il dolore, le ombre, la magia. Il regno 2 di Banana Yoshimoto
Quarta di copertina / Trama

L’amico Kaede ha lasciato il Giappone per l’Italia e Yoshie si ritrova di nuovo da sola. Stavolta, però, la vita in città sembra farle meno paura. Il quartiere le è amico, e le giornate scorrono nella continua scoperta di piccoli motivi di felicità. La giovane impara a leggere nel cuore delle persone, a scorgerne l’anima fragile oltre la maschera di durezza che indossano nella loro quotidianità troppo indaffarata. Riuscirà a lasciare anche qui una traccia lieve, a trovare le parole giuste per portare conforto agli abitanti soli e affaticati della città? E che ne sarà della sua storia con Shin’ichiro¯? Saprà resistere alla nostalgia di Kaede e della nonna? La storia di Yoshie continua, alla ricerca di una città diversa, in cui vivere ogni giorno l’incantesimo dell’amicizia e dell’amore.
(Ed. Feltrinelli)

Indice cronologico opere Banana Yoshimoto

Andromeda Heights. Il regno 1 – Banana Yoshimoto

Incipit Andromeda Heights. Il regno 1

Verificai per telefono la prenotazione del biglietto aereo, controllai la lista delle cose da comprare, e poi scoppiai in lacrime. A breve Kaede sarebbe partito per Firenze e non avrebbe fatto ritorno prima di sei mesi almeno. Un anno, forse. O anche di più.
Mi sentivo triste e abbandonata, non vedevo vie d’uscita. Sapevo che quelli sarebbero stati i momenti più difficili e le mie emozioni, quasi vivessero di vita propria, cominciarono a infuriare con violenza sempre maggiore.
Il solo pensiero che lì, seduta a quel tavolo a sorseggiare una tazza di tè, non avrei più potuto raccogliere i pensieri cullata dalla voce di Kaede, che non avremmo più condiviso le nostre riflessioni, mi faceva venire un groppo in gola. Ma è la stessa sensazione che provo quando porto a termine un lavoro che poi si rivela buono. Quindi mi dissi che sarebbe andato tutto bene.
Trascrivevo con tutto l’impegno di cui ero capace le parole di Kaede registrate su nastro: così viaggiavo assieme a lui verso mondi sconosciuti.
Quello spazio indefinito da qualche parte nella sua testa… un posto né caldo né freddo, né infelice né felice, un flusso continuo, tutto qui. Mi bastava muovere un passo nella sua mente perché la percezione di questo mondo mi si offuscasse mentre il resto diventava neutrale e semplice. Nella testa di Kaede tutto era sempre molto sereno e tranquillo, in ordine, corretto.
Era diverso dagli altri, e questo avrebbe potuto forse confinarlo in sé stesso, ma a me anche le sue stravaganze trasmettevano belle sensazioni.
Il suo merito maggiore, però, stava nel non aver mai preteso di somministrare ad altri prediche e verità assolute.

Incipit tratto da:

    • Titolo: Andromeda Heights. Il regno 1
    • Autrice: Banana Yoshimoto
    • Traduzione: Gala Maria Follaco
    • Titolo originale traslitterato : Ōkoku sono 1 Andoromeda haitsu
    • Casa editrice: Feltrinelli

Bibliografia Banana Yoshimoto

Copertina di Andromeda Heights.  Il regno 1 - Banana Yoshimoto
Quarta di copertina / Trama

Quando la nonna guaritrice decide di lasciare il Giappone, Shizukuishi si ritrova improvvisamente sola e deve abituarsi in fretta alla vita in città: uno spazio nuovo, incomprensibile e persino minaccioso. Porta sempre dentro di sé il ricordo della vita tra le sue amate montagne, in comunione perfetta con piante e animali, ripensa alle notti stellate e al verde brillante, alle mille manifestazioni della natura, agli sguardi delle persone che si avventuravano per quei sentieri impervi serbando nel cuore la speranza di una guarigione. Lontana dal suo ambiente, Shizukuishi cercherà una nuova famiglia, una casa in cui tornare, qualcuno da amare, una dimensione in cui poter essere se stessa.
E un giardino pieno di cactus. Una storia di solidarietà e amicizia, di rispetto per la natura e per gli esseri umani. Piccoli gesti, percezioni sottili, silenziosi linguaggi: un romanzo che invita a sospendere per qualche ora l’incredulità e a tornare alla gioia tranquilla delle cose semplici.
(Ed. Feltrinelli; I Narratori)

Indice cronologico opere Banana Yoshimoto