I barbari – Alessandro Baricco

Non sembra, ma questo è un libro.

Incipit I Barbari

Non sembra, ma questo è un libro. Ho pensato che mi sarebbe piaciuto scriverne uno, a puntate, sul giornale, in mezzo alle frattaglie di mondo che quotidianamente passano da lì. Mi attirava la fragilità della cosa: è come scrivere allo scoperto, in piedi su un torrione, tutti che ti guardano e il vento che tira, tutti che passano, pieni di cose da fare. E tu lì senza poter correggere, tornare indietro, ridisegnare la scaletta. Come viene, viene. E, il giorno dopo, involtolare insalata, o diventare il cappello di un imbianchino. Ammesso che se li facciano ancora, i cappelli, col giornale – come barchette sul litorale delle loro facce.

Incipit tratto da:
Titolo: I barbari
Sottotitolo: Saggio sulla mutazione
Autore: Alessandro Baricco
Casa editrice: Feltrinelli

Bibliografia di Alessandro Baricco

Copertine di I barbari di Alessandro Baricco
Quarta di copertina / Trama

“Dovendo riassumere, direi questo: tutti a sentire, nell’aria, un’incomprensibile apocalisse imminente; e, ovunque, questa voce che corre: stanno arrivando i barbari. Vedi menti raffinate scrutare l’arrivo dell’invasione con gli occhi fissi nell’orizzonte della televisione. Professori capaci, dalle loro cattedre, misurano nei silenzi dei loro allievi le rovine che si è lasciato dietro il passaggio di un’orda che, in effetti, nessuno però è riuscito a vedere. E intorno a quel che si scrive o si immagina aleggia lo sguardo smarrito di esegeti che, sgomenti, raccontano una terra saccheggiata da predatori senza cultura.
I barbari, eccoli qua.
Ora: nel mio mondo scarseggia l’onestà intellettuale, ma non l’intelligenza. Non sono tutti ammattiti. Vedono qualcosa che c’è. Ma quel che c’è, io non riesco a guardarlo con quegli occhi lì. Qualcosa non mi torna.”
“Ognuno di noi sta dove stanno tutti, nell’unico luogo che c’è, dentro la corrente della mutazione, dove ciò che ci è noto lo chiamiamo civiltà, e quel che ancora non ha nome, barbarie. A differenza di altri penso che sia un luogo magnifico.”
(Ed. Feltrinelli; Economica Universale)

Indice cronologico opere di Alessandro Baricco

Barnum – Alessandro Baricco

Stazione Ostiense, a Roma.

Incipit Barnum

Stazione Ostiense, a Roma. Sembra una stazione di paese, al bar puoi fare la schedina, dal muro ti adocchiano carrelli vecchi di anni, dal banco panini che non ce la fanno più. Fuori fa un freddo cane, è buio, piove pure. L’estate è finita, Ostia è lontana. L’America, invece, è lì. Inizia alle otto e un quarto. L’America di Kafka, tradotta in partitura teatrale da Giorgio Corsetti, e squartata in spettacolo colto, passionale e soprattutto: itinerante. L’unico spettacolo in cui, insieme al biglietto di ingresso, ti danno anche un biglietto del métro. Vado a spiegare.

Incipit tratto da:
Titolo: Barnum
Sottotitolo: Cronache del Grande Show
Autore: Alessandro Baricco
Casa editrice: Feltrinelli

Bibliografia di Alessandro Baricco

Copertina di Barnum di Alessandro Baricco
Quarta di copertina / Trama

Phileas Taylor Barnum è stato il più grande impresario circense della seconda metà dell’Ottocento e il suo nome è diventato sinonimo di spettacolo, di immenso baraccone di portenti.
Per Alessandro Baricco, Barnum è il mondo che si squaderna come un Grande Show, come una sequenza ininterrotta di spettacoli: spettacoli che son tali loro malgrado, gli uni e gli altri registrati con divertita passione.
Scritti per la rubrica che Baricco firma settimanalmente sulla “Stampa”, i Barnum rivelano, ora raccolti in un volume, una partitura segreta di irresistibile fascino. A ritmo serrato entrano in pista Jovanotti e Mike Bongiorno, la faccia di Funari e il popolo della Lega, la voce di Carmelo Bene e quella di Tom Waits, la musica di Michael Nyman e il minimalismo di Philip Glass, Topolino e Carlo Magno, la Liguria e la California, un film sterminato di Wim Wenders e una lunga coda davanti al Louvre.
Un circo dentro il circo, un teatro dentro il gran teatro del mondo.
(Universale Economica Feltrinelli)

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Barnum 2 – Alessandro Baricco

Laurie Anderson, al Regio, a Torino.

Incipit Barnum 2

Laurie Anderson, al Regio, a Torino. Due ore di spettacolo. Alla fine tutti applaudivano come matti, grida urli fischi, e questo è curioso, e istruttivo. Lei è uscita a prendersi l’ovazione con professionale compostezza. Poi non è più uscita, anche se l’ovazione continuava, e anche questo deve averci a che fare con la professionale compostezza, o forse, più verosimilmente, con una cosa che ho sempre sospettato e che adesso anche inizio a capire, e cioè che a quelli lì, alla fine, alla lunga, non gliene frega quasi più niente, delle ovazioni e del pubblico adorante, dev’essere come una postilla inevitabile ma trascurabile a qualcosa che è tutta storia loro, la sfida tra sé e il proprio talento, una cosa privata. Comunque non è più uscita. E il pubblico (dal radical chic al morto vivente con spilla nel naso, tutta la vasta gamma delle intelligenze irregolari) lì ad applaudire il più nulla.

Incipit tratto da:
Titolo: Barnum 2
Sottotitolo: Altre cronache dal Grande Show
Autore: Alessandro Baricco
Casa editrice: Feltrinelli

Bibliografia di Alessandro Baricco

Copertina di Barnum 2 di Alessandro Baricco
Quarta di copertina / Trama

Barnum è sinonimo di spettacolo circense. Per Baricco, è la parola-filtro con cui si diverte a guardare il mondo nei suoi interventi giornalistici (prima su “La Stampa” di Torino, indi su “la Repubblica” con cui continua a collaborare): che siano eventi minori e marginali o grandi occasioni (la rivisitazione dell’arte di Maria Callas, il terremoto in Umbria, un viaggio in Giappone, l’arte di Pollini, l’eredità di Calvino, e così via), il taglio e lo stile sono quelli dello scrittore che va oltre il panorama offerto dai media e getta su cose e personaggi la luce intensa e penetrante dell’intelligenza. Con questa raccolta Baricco si conferma l’acuto osservatore di quel circo bizzarro che è la società dello spettacolo e lo spettacolo della società.
(Ed. Feltrinelli; Universale Economica)

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