End Zone – Don DeLillo

Incipit End Zone

Taft Robinson fu il primo studente di colore a iscriversi al Logos College, nel Texas occidentale. Lo presero perché era veloce.

Incipit tratto da:

    • Titolo: End Zone
    • Autore: Don DeLillo
    • Traduzione: Federica Aceto
    • Titolo originale: End Zone
    • Casa editrice: Einaudi

Bibliografia Don DeLillo

End Zone di Don DeLillo
Incipit End Zone

Taft Robinson was the first black student to be enrolled at Logos College in West Texas. They got him for his speed.

Incipit tratto da:

  • Title: End Zone
  • Author: Don DeLillo
  • Publisher: Penguin
  • Language: English

Quarta di copertina / Trama
Ci sono solo tre tipi di persone tra i giocatori di football, solo tre: i sempliciotti, i pazzi scatenati e gli esiliati. E se le prime due categorie sono abbastanza facili da capire, i piú affascinanti sono gli uomini che eleggono a patria il geometrico poligono del campo, coloro che nel gioco trovano una distanza in cui scontare l’esilio dalla Storia e dalla colpa. Gary Harkness è uno di questi uomini. Running back della squadra del Logos College – un posto in mezzo al deserto, «nella periferia della periferia del nulla, circondato da un terreno roccioso cosí piatto e brullo che evocava immagini da fine della Storia» -, Gary ha girato molte squadre e università prima di arrivare lí. Questo perché per applicare le regole di un gioco, sia esso il football o la scuola o la vita, bisogna crederci almeno un po’ a queste regole: e Gary invece sembra dotato di un’enorme, inesauribile incredulità. End zone è il racconto di una stagione di vittorie senza precedenti per la squadra della Logos, vittorie che però non danno a Gary quell’agognata pace spirituale che invece trova, inaspettatamente, in un altro «gioco». Proprio in quest’annata di trionfi, Gary inizia a sprofondare nello studio – uno studio che rasenta l’ossessione, la contemplazione, l’estasi – delle armi nucleari, delle strategie militari di annientamento globale, delle prove generali di apocalisse. Quella di Gary è una fuga dalla paura della morte, dal terrore del tempo e delle passioni, è la ricerca di una dimensione in cui «i pensieri siano improntati a una sana ovvietà, le azioni non siano gravate dalla Storia, dall’enigma, dall’olocausto o dal sogno». Ma nel momento in cui manca la morte, manca anche la trascendenza e quindi l’accesso al sublime: il linguaggio non trasmette piú niente – il senso passa da una parte all’altra come una palla stretta da un giocatore impazzito – e l’apocalisse diventa un’opzione come un’altra. È questa la grande sfida, la partita decisiva, giocata da Don DeLillo fin da questo suo secondo romanzo (End zone è del 1972 e oggi tradotto per la prima volta in italiano) e che fa dell’autore di Underworld e Rumore bianco il grande cantore della contemporaneità.
(Ed. Einaudi; Supercoralli)

Bibliografia Don DeLillo

L’eroe discreto – Mario Vargas Llosa

Quella mattina Felícito Yanaqué, proprietario della empresa de Transportes Narihualá, come tutti i giorni da lunedì a sabato uscì di casa alle sette e mezzo precise

Incipit L’eroe discreto

Quella mattina Felícito Yanaqué, proprietario della empresa de Transportes Narihualá, come tutti i giorni da lunedì a sabato uscì di casa alle sette e mezzo precise, dopo aver fatto mezz’ora di qi gong, una doccia fredda ed essersi preparato la solita colazione: caffè con latte di capra e pane tostato con burro e qualche goccia di miel di chancaca. viveva nel centro di Piura, e in calle Arequipa era ormai scoppiato il trambusto cittadino, i marciapiedi alti erano pieni di gente che andava in ufficio, al mercato o a portare i bambini a scuola. Qualche devota si avviava verso la cattedrale per la messa delle otto. I venditori ambulanti pubblicizzavano a squarciagola melcochas, lecca-lecca, chifles, empanadas e leccornie d’ogni sorta, e all’angolo, sotto la gronda della casa coloniale, si era già sistemato il cieco Lucindo, con il barattolino per le elemosine accanto ai piedi. Tutto come ogni giorno, da tempo immemorabile.

Incipit tratto da:
Titolo: L’eroe discreto
Autore: Mario Vargas Llosa
Traduzione: Federica Niola
Titolo originale: El héroe discreto
Casa editrice: Einaudi

Bibliografia Mario Vargas Llosa

Copertine di L’eroe discreto di Mario Vargas Llosa

Incipit El héroe discreto

Felícito Yanaqué, dueño de la Empresa de Transportes Narihualá, salió de su casa aquella mañana, como todos los días de lunes a sábado, a las siete y media en punto, luego de hacer media hora de Qi Gong, darse una ducha fría y prepararse el desayuno de costumbre: café con leche de cabra y tostadas con mantequilla y unas gotitas de miel de chancaca. Vivía en el centro de Piura y en la calle Arequipa había ya estallado el bullicio de la ciudad, las altas veredas estaban llenas de gente yendo a la o?cina, al mercado o llevando los niños al colegio. Algunas beatas se encaminaban a la catedral para la misa de ocho. Los vendedores ambulantes ofrecían a voz en cuello sus melcochas, chupetes, chi?es, empanadas y toda suerte de chucherías y ya estaba instalado en la esquina, bajo el alero de la casa colonial, el ciego Lucindo, con el tarrito de la limosna a sus pies. Todo igual a todos los días, desde tiempo inmemorial.

Incipit tratto da:
Título : El héroe discreto
Autor : Mario Vargas Llosa
Editor : Alfaguara
Lengua : Español
Quarta di copertina / Trama

Quando riceve una lettera di minaccia con un ragnetto al posto della firma, Felícito Yanaqué non perde tempo e va alla polizia di Piura a sporgere denuncia. È proprietario di una ditta di trasporti, ha una moglie, due figli, e una giovane amante di nome Mabel: ha faticato troppo per lasciare che qualcuno gli porti via tutto e, soprattutto, se c’è qualcosa che lo spaventa non sono certo i ricatti, ma il disonore, piuttosto. A Lima, intanto, Rigoberto, a un passo dalla pensione, viene chiamato a fare da testimone a Ismael, il suo datore di lavoro che sposerà in gran segreto la domestica Armida, per impedire che il suo patrimonio venga dilapidato dai figli. Al ritorno dal viaggio di nozze, però, Ismael muore e Armida, spaventata dalle pressioni degli eredi, scappa a Piura, dalla sorella. Sta a Rigoberto mantenere la promessa fatta da testimone e sistemare la faccenda. Due storie dall’incastro perfetto, con dialoghi leggeri e gustosi, in cui si riaffacciano personaggi memorabili che il lettore riconoscerà senz’altro (il sergente Lituma de La casa verde o Rigoberto di Elogio della matrigna), e in cui Mario Vargas Llosa ritorna al suo Perú, terra di segreti e scontri tra generazioni, di poesia e di miseria, con un romanzo avvincente che straripa di maestria narrativa e – come disse Cortázar – di «un lusso romanzesco che induce uno stato prossimo all’ipnosi».
(Ed. Einaidi; Supercoralli)

Indice cronologico opere Mario Vargas Llosa

E baci – Aldo Busi

Incipit E baci

Per quanto un urlo non si scriva ma si fa – un urlo scritto resta un urletto anche per me, un urlo fatto a parole, un non urlo, un urlo millantato, la prova di un urlo, tra sé e sé con lo sfizio di qualcuno davanti che è tenuto, se crede, a non sentirlo o a fare il sordo – mi ci proverò, anche se so già che come “cattivo maestro” sono pessimo. Amo spassionatamente le rivoluzioni, francese innanzitutto e poi russa, e tutte le primavere arabe hanno il mio appoggio incondizionato: adoro le rivoluzioni degli altri, per l’appunto, tanto più ammirevoli quanto più lontane. La catarsi politica e civile è un’araba fenice che rinasce sempre più putrida di prima. E a sessantacinque anni solo gli impiegati di concetto sono apocalittici da apocalisse dura e pura: ne diffondono il timbro argentino tra le masse di teste calde riunite nelle loro bocciofile di riferimento e invocano squartamenti a catena sulla pubblica piazza, me è un’eco del cartellino timbrato da una vita e si sente solo una volta che sono in pensione.

Incipit tratto da:

    • Titolo: E baci
    • Autore: Aldo Busi
    • Casa editrice: Il Fatto Quotidiano

Bibliografia Aldo Busi

E baci di Aldo Busi

Quarta di copertina / Trama
Dal 2008 al 2013, fermo nella risoluzione di non scrivere più “per punire un Paese che non c’è”, rotti i ponti con il giornalismo italiano, per non lasciare nulla di intentato Aldo Busi approda su Internet. Un salto a capofitto dentro la rete compiuto come al solito senza rete di protezione sotto, sfidando le insicurezze e le megalomanie comunicazionali dei navigatori del web. Per quattro anni, con cadenza quasi quotidiana, da un sito anomalo – altriabusi.it – guardato dall’alto in basso, ma cliccato a tutto spiano (anche dalle agenzie di stampa), Busi diffonde email e sms che nulla hanno di privato né di autobiografico. Sono cartoline in presa diretta digitale al telefonino con accuratezza appassionata e spedite da ogni angolo del mondo, di una concisione retorica pari solo al brio linguistico che le anima. In esse Busi annota e commenta i fasti della crisi economica mondiale, le stasi mediatiche ed esistenziali, la lenta agonia del mercato internazionale dei miti e delle certezze “da consumarsi entro e non oltre”. Epistolario in pubblico, diario di bordo di uno Scrittore volante da un continente all’altro, quadro clinico aggiornato giorno dopo giorno di una civiltà in declino,E baci è l’ultima, entusiasmante eccezione di Busi al proprio sciopero della scrittura. Tra analisi divinatorie della metrosessualità, incontri ravvicinati col quarto e quinto potere, e scontri con il clericalismo che li sposa e santifica. E baci si candida a diventare un formidabile quanto inaspettato libro di contro storia, nonché una propedeutica d’autore alla storia a venire a uso dei rassegnati a lasciarla andare alla deriva.
(Ed. Il Fatto Quotidiano)

Bibliografia Aldo Busi