I misteri della montagna – Mauro Corona

Valerio Quinz è stato uno dei pochi uomini con cui mi sono trovato in armonia

Incipit I misteri della montagna

Valerio Quinz è stato uno dei pochi uomini con cui mi sono trovato in armonia. È difficile imbattersi in persone così belle. A me è successo di rado, forse perché ho un caratteraccio, ma quando capita ti affezioni, gli vuoi bene. E il giorno che finiscono il sentiero, senti che hai perso qualcosa di prezioso, insostituibile. Ti manca un riferimento, un aiuto, un appiglio di speranza e buonumore. Suo padre Giuseppe, guida personale di Buzzati, aveva origini sappadine. Valerio era nato nel ’28. È morto il 15 maggio 2008. Viveva sotto i picchi dolomitici, nel suo albergo al lago di Misurina, con la moglie e i figli: Andreas, Ugo e Lorenzo. Valerio era guida alpina, come il padre. Grande rocciatore, non di rado alpinista solitario dallo stile impeccabile. Eleganza e silenzio furono le sue muse. Aveva aperto molte vie nuove ad alta difficoltà, effettuato ripetizioni di grido, accompagnando clienti famosi come Segni e Cossiga. E non si vantava di nulla. Uomo dolce, buono, intelligente al punto da sfoderare un’autoironia scarnificante, Valerio Quinz non si prendeva sul serio. Né si lamentava. La montagna era stata passione, medicina, garza per fasciare le ferite dell’esistenza. Era stata compagna di vita, non trampolino verso la gloria, come per tanti suoi colleghi. Forse per questo era restio a parlarne. Sulle sue imprese non rivelava niente. Gli cavavi qualche parola con le pinze. Soltanto se ti reputava amico si metteva a raccontare.

Incipit tratto da:
Titolo: I misteri della montagna
Autore: Mauro Corona
Casa editrice: Mondadori
Copertine di I misteri della montagna di Mauro Corona
Quarta di copertina / Trama

Non tutti hanno la capacità immediata di comprendere fino in fondo i segreti della montagna. Vedono le cime come blocchi turriti, pilastri di roccia scabri e senza valore, ammassi di pietre inutili sorti qua e là per capriccio del tempo. Basta, però, alzare lo sguardo ed essere sovrastati dall’imponenza del mare verticale, con i suoi milioni di granelli di sabbia, per sentire nascere lo stupore. Lo stupore che genera domande. Le domande che generano misteri: chi ci sarà lassù? Vi abita qualcuno? E, se esiste, come sarà fatto? Nei boschi, tra le rocce, dentro l’alba, sotto le foglie, sulle vette ancora inesplorate. Lì dormono i segreti della montagna. E Mauro Corona ci accompagna ancora una volta a scoprirli, tendendoci la mano, aiutandoci a salire. Ci esorta a giocare con il rimbalzo dell’eco, che vuole sempre l’ultima parola, ad ascoltare la voce del vento, che non sapremo mai da dove nasce. Ci conduce lungo i ruscelli a spiare le ninfe dai lunghi capelli d’acqua, ci indica il sentiero per raggiungere il grande abete bianco – adagiando l’orecchio al tronco, sentiremo il suo cuore battere. La montagna è viva, ha cinque sensi protesi a conoscere il mondo. E come tutti gli esseri speciali ha anche un senso in più: la percezione. Grazie a lei, può scoprire in anticipo le barbare intenzioni dei politici che vogliono ferirla, strizzarla, spremerla fino a distruggerla, pur di incassare moneta sonante. Ma la montagna resiste, perché ha un compito più grande: è stata creata affinché possiamo scrutare la nostra anima e diventare migliori. Scoprirla è scoprirsi. E se, in solitudine, saremo capaci di avvertire le presenze nascoste nel buio, avremo fatto il passo decisivo per capire che inseguire i misteri della montagna non vuol dire nient’altro che ricercare noi stessi, andando alle origini delle nostre paure. Il tempo delle curiosità non ha scadenza, dobbiamo solo farci trovare pronti per questa nuova, indimenticabile, avventura.
(Ed. Mondadori; Scrittori italiani e stranieri)

 Cronologia opere Mauro Corona

Le mille luci del mattino – Clara Sánchez

Se quel giorno non fossi entrata nella Torre di Vetro, probabilmente non sarebbe successo niente di tutto questo.

Incipit Le mille luci del mattino

Se quel giorno non fossi entrata nella Torre di Vetro, probabilmente non sarebbe successo niente di tutto questo. Nessuno sarebbe morto, nessuno avrebbe perso la testa e i segreti sarebbero rimasti sotto chiave nei loro scrigni. Ma a volte si sente che è necessario intervenire nella vita degli altri e altre volte, per quanto non lo si voglia, si interviene comunque.

Incipit tratto da:
Titolo: Le mille luci del mattino
Autrice: Clara Sánchez
Traduzione: Enrica Budetta
Titolo originale: Un millón de luces
Casa editrice: Garzanti

Bibliografia Clara Sánchez

Copertina di Le mille luci del mattino di Clara Sánchez
Quarta di copertina / Trama

Madrid. La luce si riflette sulle immense pareti a specchio del palazzo. Emma guarda dalla finestra il mondo che si perde in quell’intenso bagliore. È seduta alla scrivania di un ufficio con cui non ha alcuna affinità. Perché fare l’impiegata in una grande azienda non è mai stata la sua aspirazione. Ma Emma deve ricominciare dopo il fallimento della sua storia d’amore e del sogno di diventare una scrittrice. Il posto di assistente è arrivato al momento giusto.
Eppure quel lavoro non è come se l’aspettava. Il suo capo, Sebastián Trenas, passa le giornate a leggere libri: nessuna telefonata, nessuna riunione. Emma non riesce a spiegarselo, ma il suo sesto senso le suggerisce di non fare domande. Fino a quando arriva il giorno in cui non può più fare finta di niente. Mettendo in ordine alcune carte in vecchi faldoni, smuove qualcosa che doveva rimanere nascosto. Da allora tutto cambia: Trenas perde la carica di vicepresidente e dopo pochi giorni muore. Emma si sente in colpa e ha paura di quello che le sta accadendo intorno. Deve scoprire quale verità si cela dietro quegli uffici lussuosi e quelle pareti di cristallo. Perché nulla è come appare. E ora che due oscuri personaggi, due fratelli manager di successo, hanno sostituito il suo capo, la ragazza è convinta che i suoi sospetti siano fondati e che sia necessario scavare nel passato. Un passato che parla di bugie e segreti, di amori clandestini e di adozioni difficili. Solo in sé stessa Emma può trovare il coraggio per svelare il mistero. Perché c’è chi vuole fermarla. C’è chi vuole che su ogni cosa ricada il silenzio. Un silenzio a cui Emma ha deciso di dare finalmente una voce.
Clara Sánchez ha conquistato tutti: i lettori, la stampa, la critica più illustre. Vincitrice di tantissimi premi, tra cui con Le cose che sai di me il premio Planeta, uno dei riconoscimenti letterari più prestigiosi del mondo, è una delle scrittrici più amate in Italia e ogni suo romanzo è un bestseller. Con Il profumo delle foglie di limone ha venduto un milione di copie e non ha mai lasciato la classifica dei libri più venduti.
Le mille luci del mattino, da mesi numero uno in Spagna, è una storia sulle trame nascoste e impreviste che legano le vite delle persone. Un romanzo dal respiro senza confini che insegna che niente è come sembra. E che la forza di una donna può sfidare l’oscurità. Perché c’è sempre qualcosa di segreto che vuole essere svelato.
(Ed. Garzanti; Narratori Moderni)

Indice cronologico opere Clara Sánchez

Il museo del mondo – Melania G. Mazzucco

Incipit Il museo del mondo

Tutti i musei in cui sono stata, le gallerie, le esposizioni, le chiese, le cripte, i gabinetti di disegni e stampe, i siti archeologici, le caverne, le regge, le rovine, mi hanno lasciato qualcosa. A volte un ricordo molto concreto. Per molto tempo, ho scattato foto oppure ho comprato la cartolina dell’opera che aveva dato un senso alla penosa fila in strada magari sotto la pioggia, alla fatica di aver attraversato cento stanze di un museo sterminato, al viaggio stesso che mi aveva condotto, che so, ad Algeri, a Teheran, a Washington, alla Chaise-Dieu… Con gli anni, quel mucchio disordinato – eppure non casuale – è diventato alto come una colonna. Poi è franato, e ha cominciato a vagare per la mia chiesa, di scatola in scatola, tracimando sul pavimento. Ogni tanto lo frugo alla ricerca di un’immagine. I miei gusti sono cambiati, le mie conoscenze si sono arricchite. Eppure, ogni cartolina ormai sbiadita racconta una folgorazione, un innamoramento, talvolta una rivelazione. O anche l’inizio di un’avventura durata anni e anni e destinata a orientare la mia stessa vita, come fu la Presentazione di Maria al Tempio di Tintoretto alla Madonna dell’Orto a Venezia.

Incipit tratto da:

Il museo del mondo - Melania G. Mazzucco

Quarta di copertina / Trama
Ogni quadro, ogni opera, che sia stata vista in una chiesa, in un museo o esposta in una mostra, lascia qualcosa a chi la guarda. E ogni incontro fortuito può tramutarsi in un vero e proprio innamoramento, in una folgorazione o addirittura in una rivelazione. In ogni caso è l’inizio di un’avventura. Create per fede o per soldi, per mestiere o per amore, le opere d’arte che Melania Mazzucco non è mai riuscita a dimenticare abbracciano cinque continenti, dall’antichità ai giorni nostri. Concepite come amuleti, preghiere o bestemmie, da uomini e donne, cacciatori e stregoni, assassini e santi, illetterati e intellettuali, nessun museo reale riuscirebbe mai a contenerle. Un museo immaginario, invece, potrebbe dimostrarsi all’altezza dell’impresa. Concentrandosi in particolare sui dipinti piú amati (tavole, quadri, affreschi, tecniche miste) Mazzucco ne ha selezionati cinquantadue: scegliendo «solo opere di artisti coi quali vale la pena trascorrere del tempo». Ma ciò non vuol dire necessariamente i maestri piú celebrati o famosi, ci sono anche gli irregolari, gli anomali, quelli che non hanno fondato scuole, che non si lasciano etichettare e che magari hanno vissuto per concepire un solo capolavoro. Una selezione «crudele» (senza seguire un ordine cronologico, né geografico, né tantomeno un inutile canone) che è stata ospitata su «la Repubblica» in una rubrica settimanale: un’opera a settimana per un anno. Il museo del mondo riprende tutti e cinquantadue i testi e le immagini per raccontare le storie di quelle opere che diventano presenza, specchio di un pensiero, scintilla di significato. E per offrire al lettore la possibilità di scegliere come avventurarsi in questo museo ideale: un’opera a settimana? una al giorno? tutte insieme? Il museo è lí e le sue porte sono sempre aperte. E se alla fine del libro il lettore proverà il desiderio di vedere o rivedere una o piú opere raccontate, allora la magia avrà inizio, il museo esisterà e sarà nostro.
(Ed. Einaudi; Frontiere)

Bibliografia Melania G. Mazzucco