Le regole del gioco – Marco Malvaldi

La scena che sto per descrivervi si ripete due volte l’anno.

Incipit Le regole del gioco. Storie di sport e altre scienze inesatte

La scena che sto per descrivervi si ripete due volte l’anno. Perché, due volte l’anno, c’è il derby.
Torino-Juventus, come dice lo speaker, o Toro-Juve, come dice e pensa la gente normale. E, due volte l’anno, si ripete puntualmente la stessa scena. Ovvero, un Malvaldi che inizia a seguire la partita a tavola, assolutamente inconsapevole della natura di ciò che si infila in bocca, l’attenzione completamente focalizzata su un gruppo di ventidue tizi in pantaloncini corti che rincorrono un pallone su di un prato. Finito di nutrirsi (non di mangiare, di nutrirsi), il soggetto si sposterà sul divano, dal quale si muoverà solo nel corso dell’intervallo, per dare un rapido sollievo alla prostata.
Mentre succede tutto questo, Samantha interagisce con il soggetto soltanto con sporadiche domande. Alcune sono episodiche («Ma ti rendi conto che il bimbo poi le ridice?», a seguito di orrenda allocuzione blasfema del soggetto causata da espulsione di un giocatore della propria squadra, mentre il figlio Leonardo, di anni cinque, sbalatriccola felice per il salotto ripetendo con voce cristallina l’orribile bestemmia), altre più mirate («Quando finisce il primo tempo, per carità solo quando finisce il primo tempo, mi daresti una mano ad asciugare i piatti? Tanto ormai ne avete già presi tre…», irridendo la mia convinzione scaramantica che mettersi a sparecchiare e lavare a partita in corso porti malissimo, cosa peraltro vera). Tutte domande a cui è superfluo, o sconsigliabile, tentare di rispondere.
Ma la domanda autentica, quella sincera al cento per cento, Samantha me la farà al momento di andare a letto, dopo che il Toro ha preso le due-tre pappine di prammatica, mentre commento amaro che non vedo una vittoria nel derby dal 1995. Allora, scuotendo la testa, mi guarderà con quel disincanto venato di tenerezza che da secoli le mogli riservano ai mariti quando si comportano da deficienti, e mi chiederà, testualmente: «Ma era proprio necessario guardarla tutta, ’sta partita?».

Incipit tratto da:
Titolo: Le regole del gioco. Storie di sport e altre scienze inesatte
Autore: Marco Malvaldi
Casa editrice: Rizzoli

Bibliografia Marco Malvaldi

Copertina di Le regole del gioco di Marco Malvaldi
Quarta di copertina / Trama

Nella calma dello spogliatoio, poco prima dell’inizio del torneo olimpico di tennistavolo, l’inglese Matthew Syed si concentra su quello che sente come l’incontro più importante della sua carriera: ripassa la tecnica dei colpi, pensa al movimento delle gambe, al dettaglio dei gesti per recuperare la posizione d’equilibrio subito dopo il servizio. Poi, glaciale, si presenta al tavolo per affrontare il suo primo avversario, il tedesco Peter Franz. Sotto gli occhi di un palazzetto incredulo e di un numero non trascurabile di spettatori televisivi (è tennistavolo, ma è pur sempre un’Olimpiade), il povero Matthew viene battuto dal suo ancora più incredulo avversario per 21-4, 21-8, 21-4. Matthew Syed non è un giocatore qualsiasi, è campione del Commonwealth ed è universalmente riconosciuto tra i più spettacolari del mondo. Cos’è successo? Tenderemmo a pensare che sia l’eccessiva pressione la causa della débâcle, e in parte c’entra, ma la risposta è un’altra. E arriva dalla psicologia cognitiva. In un saggio sempre in bilico tra umorismo e suspense come le pagine migliori dei suoi romanzi, Marco Malvaldi scioglie questo e molti altri enigmi, ripercorrendo la storia dello sport sulle tracce di lanci, tiri e salti impossibili, con lo spirito di scoperta del vero uomo di scienza. “Cercare di capire il motivo per cui una punizione può seguire una traiettoria inspiegabile a livello intuitivo, o ragionare sul perché un tuffatore tenga le mani intrecciate e parallele all’acqua, o un saltatore in alto trovi conveniente aggirare l’asticella di schiena dà al nostro ruolo di spettatori una dimensione ulteriore.” E nobilita il divano sul quale siamo spaparanzati.
(Ed. Rizzoli; Saggi)

Indice cronologico opere Marco Malvaldi

La ruga del cretino – Andrea Vitali e Massimo Picozzi

L’occasione era da prendere al volo.

Incipit La ruga del cretino

L’occasione era da prendere al volo.
La Serpe piantò lì di lucidare i pavimenti del rettorato – un po’ ancora e consumava le piastrelle – uscì quatta quatta, come se avesse rubato qualcosa, si diresse alla volta di casa.
Era la tarda mattina del 5 agosto 1893, vigilia della ricorrenza del miracolo: duecento anni prima la Madonna aveva pianto lacrime di sangue in quel Lezzeno sopra Bellano, evento che aveva portato all’edificazione di un santuario e a celebrazione della ricorrenza che di volta in volta, erano diventate sempre più sontuose, richiamando fedeli e curiosi da tutto il territorio, bergamasco e Valtellina compresi.
Arrivavano anche autorità e monsignori colorati. Anche i capi, o come altrimenti si chiamavano, dello stesso rettore ai quali il rettore in persona offriva un pranzo degno di un re e il bilancio di un intero anno di gestione.

Incipit tratto da:
Titolo: La ruga del cretino
Autori: Andrea Vitali e Massimo Picozzi
Casa editrice: Garzanti
Copertina di La ruga del cretino di Andrea Vitali e Massimo Picozzi
Quarta di copertina / Trama

La terza figlia di Serpe e Arcadio si chiama Birce, ed è nata storta. Ha una macchia sulla guancia sinistra e ogni tanto si perde via e dice e fa cose strane. Chi la vuole una così? Chi la prende anche solo come servetta di casa? È l’agosto del 1893 e per i due coniugi, lavoranti presso il rettorato del santuario di Lezzeno, poco sopra Bellano, è arrivata l’occasione giusta. Perché una devota, Giuditta Carvasana, venuta ad abitare da poco a villa Alba, è intenzionata a fare del bene, per esempio aiutare una giovane senza futuro. Per Birce non sarebbe cosa da poco, perché la vita non pare riservarle un destino felice. Come a quella povera fioraia di Torino massacrata per strada. A dire il vero, in quell’estate lontana, non è la prima vittima. I loro corpi sono a disposizione della sala anatomica dell’università torinese, dove il dottor Ottolenghi, assistente del noto alienista Cesare Lombroso, li analizza con cura, convinto che dalla medicina possa venire un aiuto alle indagini. Oltretutto, dalle tasche delle sventurate, salta fuori un biglietto con incomprensibili segni matematici. Indicano un collegamento tra quelle morti? E nel mirino dell’omicida può esserci finito lo stesso Lombroso, che già aveva ricevuto un analogo foglietto insidiosamente anonimo? Trovare la soluzione non è cosa per cui possa bastare il rigore della scienza. Forse, fantastica il Lombroso, lo spiritismo potrebbe dare un contributo. Per quanto a praticarlo siano persone fuori dall’ordinario. Un po’ come la Birce, con quella sua macchia e che ogni tanto si perde via e dice e fa cose strane…
Nella Ruga del cretino, il mondo di Andrea Vitali, esilarante e pittoresco, si colora con le tinte del giallo, portando le lancette del tempo all’epoca degli albori della psichiatria e della nascente criminologia moderna. Una prova letteraria che alla felicità narrativa unisce un desiderio di esplorazione che avvince il lettore.
(Ed. Garzanti)

Indice cronologico opere Andrea Vitali

La relazione – Andrea Camilleri

Mauro ha gli occhi affaticati.

Incipit La relazione

Mauro ha gli occhi affaticati. Distoglie lo sguardo dallo schermo, manca qualche minuto alle sette e mezzo, è dalle tre del pomeriggio che lavora ininterrottamente al computer, scrivendo, cancellando, riscrivendo, modificando, pesando ogni parola, ogni aggettivo. Per non essere disturbato, ha alzato una barriera di silenzio, staccando la spina del telefono fisso e spegnendo il cellulare. Addirittura, ha tirato un po’ le tende e ora accende il lume da tavolo, intenzionato a continuare per un’altra mezzoretta. Rilegge l’ultima frase che ha scritto. Non funziona, troppo contorta e lunga, sarebbe meglio dividerla in due periodi.

Incipit tratto da:
Titolo: La relazione
Autore: Andrea Camilleri
Casa editrice: Mondadori

Bibliografia Andrea Camilleri

Copertina di La relazione di Andrea Camilleri
Quarta di copertina / Trama

Mauro Assante è, prima di ogni altra cosa, un uomo serio: ha sempre lavorato con scrupolo estremo, guadagnandosi incarichi di crescente responsabilità nell’istituzione in cui presta servizio, l’authority preposta al controllo della trasparenza delle banche italiane. Si è sposato tardi, con la sola donna che sia riuscita ad aprire una breccia nel suo temperamento ombroso, e ha un figlio piccolo, che trascorre i mesi estivi con la madre, in montagna. Questa estate Mauro si trattiene in città perché gli è stato affidato il compito di stilare una relazione particolarmente delicata su di un istituto bancario che con ogni probabilità verrà commissariato in seguito alla sua ispezione. Ma proprio durante queste solitarie giornate di lavoro, nella sua prevedibile esistenza iniziano ad aprirsi minuscole crepe. Dimentica aperta la porta di casa, riceve una telefonata beffarda, si convince di essere seguito da un uomo in motorino. Soprattutto, riceve la visita di una meravigliosa ragazza che evidentemente ha sbagliato indirizzo. Strano, ci dev’essere stato un errore. Ma dalla vita di Mauro Assante gli errori erano sempre stati banditi; così come sarebbe bandito il batticuore che invece lui prova quando, poche sere dopo, rincontra per caso quella stessa ragazza bionda… L’estate avanza, le temperature aumentano, la stesura della relazione si fa più complessa e con essa l’ansia di consegnare tutto senza sbavature, senza condizionamenti. Mauro non può fare a meno di incamminarsi lungo il sentiero scivoloso di un’altra relazione: ancor più segreta, infinitamente più appassionata, terribilmente pericolosa. In un crescendo hitchcockiano di indizi, ombre, piccole crepe quotidiane che lasciano intravvedere un baratro vertiginoso, Camilleri dà vita a un romanzo ad altissima tensione, tutto giocato sul sottile confine che separa la verità dall’apparenza, la giustizia dal torto – l’onestà dalla perdizione. La relazione burocratica e quella tra un uomo e una donna finiscono per intrecciarsi, come la paura e il desiderio, in un romanzo più che mai attuale ma che è al tempo stesso la parabola senza tempo di un uomo solo di fronte a un compito più grande di lui, di un uomo onesto circondato dalla invisibile ragnatela della corruzione.
(Ed. Mondadori; Scrittori Italiani e Stranieri)

Indice cronologico opere Andrea Camilleri