La Sposa giovane – Alessandro Baricco

Incipit La Sposa giovane

I gradini da salire sono trentasei, di pietra, e il vecchio li sale lento, con circospezione, quasi li raccogliesse uno ad uno per spingerli al primo piano: lui pastore, loro animali miti. Modesto è il suo nome. Serve in quella casa da cinquantanove anni, ne è dunque il sacerdote.
Giunto all’ultimo gradino si ferma davanti al largo corridoio che si allunga senza sorprese al suo sguardo: a destra le stanze chiuse dei Signori, cinque; a sinistra sette finestre, spente da scuri di legno laccato.
È l’alba, appena.

Incipit tratto da:
Titolo: La Sposa giovane
Autore: Alessandro Baricco
Casa editrice: Feltrinelli

Bibliografia Alessandro Baricco

Copertina di La Sposa giovane di Alessandro Baricco

Quarta di copertina / Trama

Siamo all’inizio del secolo scorso. La promessa Sposa è giovane, arriva da lontano, e la Famiglia la accoglie, quasi distrattamente, nella elegante residenza fuori città. Il Figlio non c’è, è lontano, a curare gli affari della prospera azienda tessile. Manda doni ingombranti. E la Sposa lo attende dentro le intatte e rituali abitudini della casa, soprattutto le ricche colazioni senza fine. C’è in queste ore diurne un’eccitazione, una gioia, un brio direttamente proporzionale all’ansia, allo spasimo delle ore notturne, che, così vuole la leggenda, sono quelle in cui, nel corso di più generazioni, uomini e donne della famiglia hanno continuato a morire. Il maggiordomo Modesto si aggira, esatto, a garantire i ritmi della comunità. Lo Zio agisce e delibera dietro il velo di un sonno che non lo abbandona neppure durante le partite di tennis. Il Padre, mite e fermo, scende in città tutti i giovedì. La Figlia combatte contro l’incubo della notte. La Madre vive nell’aura della sua bellezza mitologica. Tutto sembra convergere intorno all’attesa del Figlio.
E in quell’attesa tutti i personaggi cercano di salvarsi.
(Ed. Feltrinelli; I Narratori)

Indice cronologico opere Alessandro Baricco

Storia di Karel – Antonio Pennacchi

Incipit Storia di Karel

Karel, con il libro in mano, s’affacciò alla finestra e vide stagliarsi, dall’altra parte della città, l’astronave del circo. Rilesse il brano – “Sicut homo est pars domus, ita domus est pars civitatis. Et ideo sicut bonum unius hominis non est ultimus finis, sed ordinatur ad bonum commune, ita etiam et bonum unius domus ordinatur ad bonum unius civitatis, quae est communitas perfecta, ut dicitur in I Politicae. Bonum proprium non potest esse sine bono communi” – e con un sospiro, riguardando fuori, chiuse il suo grande Tomaso d’Aquino.
Il circo si piazzava sempre dietro i portici dell’intendenza, a modificare ogni volta l’immagine dei mondi da noi conosciuti. Dietro quei portici – quel colonnato altissimo, imponente, con ancora impressi i simboli del passato regime e dietro i quali si sarebbe dovuta espandere la Colonia, la gigantesca testa di ponte per il nuovo Balzo in Avanti – c’era per noi quotidianamente il nulla: solo lo spiazzo da cui spuntavano ogni tanto, frammisti a ciuffi d’erba, i ferri arrugginiti e il cemento dell’erigendo, tanti anni fa, mercato coperto. Poi più niente, eccetto la piana interminata dei deserti, con i cespugli rotolanti della salsola e le nubi di polvere – quando s’alzava il vento – a scacciare da quello spiazzo anche le bande di ragazzini che si affrontavano a mazzafionda dopo la scuola. La notte, i primi tempi – quando i soli calavano, ma prima che s’alzassero le lune, in quel breve ed unico intermezzo buio – tutta la Colonia si ritrovava in piazza in un non detto, padri e figli, in un appuntamento mai fissato; con gli occhi dritti a rimirare, dietro i pilastri del colonnato, i mondi lontani e qualche raro estraneo passaggio di navicelle spaziali: “Chissà dove andranno”.

Incipit tratto da:

Bibliografia di Antonio Pennacchi

Storia di Karel - Antonio Pennacchi

Quarta di copertina / Trama

La Colonia è un lembo di terra ai confini della galassia. I suoi abitanti, pochi, nel deserto e lontani dal mare, sono costretti a vivere secondo princìpi ferrei. Tutto è regolato da un fantasmagorico potere, invisibile, globale e realissimo, quello della Federazione. Sui giorni e le ore dei coloni aleggia un clima plumbeo talvolta interrotto dai rari e improvvisi quanto fugaci arrivi di un circo. Due divieti assoluti vigono sui coloni: non possono far uso di tabacco e utilizzare petrolio. A spezzare questo clima, a infrangere le due proibizioni, pensano tre bambini in fuga e una donna curiosa e vagheggiante di nostalgia per suo padre. Basterà poco per risvegliare l’ingegnosità, la brama di conquista e di progresso – in realtà mai sopiti del tutto – dei coloni, e il loro desiderio di ribellione. Antonio Pennacchi torna al romanzo con uno sguardo sul futuro che si abbatte impietoso sul nostro presente dimesso e depresso, per lanciare un grido di speranza; e riesce ad animare un mondo fantastico, popolandolo di personaggi indimenticabili, straordinari, malinconici, sognatori, burberi, eccessivi, sempre e comunque troppo umani: dall’intellettuale Karel all’inventore Foost, dal reverendo Jacob alla flessuosa Ursula, da Erika che ha un marito in cerca di miniere perdute a Sophie, che dal marito è stata abbandonata. Storia di Karel ha tutta la sensibilità romantica di Antonio Pennacchi, impiantata in un mondo che rende omaggio ai grandi autori della fantascienza, e non solo.
(Ed. Bompiani)

Indice cronologico opere di Antonio Pennacchi

Il segreto della camera 3 – Colin Dexter

Incipit Il segreto della camera 3

Quando il vecchio morì non vi fu grande gaudio nei cieli, e neanche profondo dolore nella Charlbury Drive, una stradina a fondo chiuso, di casette modeste ma gradevoli, dove l’uomo si era trasferito dopo la pensione. Eppure alcuni vicini, in realtà quasi solo donne, avevano stretto una qualche relazione con lui, sia pure alla lontana, mentre spingevano la carrozzina o trascinavano i carrelli portaspesa davanti al suo prato, sempre così in ordine; e due di quelle signore, una volta scoperto che la cerimonia era fissata per quel sabato, avevano deciso che era loro dovere partecipare alle esequie. Una delle due era Margaret Bowman.

Incipit tratto da:

    • Titolo: Il segreto della camera 3
    • Autore: Colin Dexter
    • Traduzione: Luisa Nera
    • Titolo originale: The Secret of Annexe 3
    • Casa editrice: Sellerio

Bibliografia Colin Dexter

Il segreto della camera 3 di Colin Dexter

Incipit The Secret of Annexe 3

When the old man died, there was probably no great joy in heaven; and quite certainly little if any real grief in Charlbury Drive, the pleasantly unpretentious cul-de-sac of semi-detached houses to which he had retired. Yet a few of the neighbours, especially the womenfolk, had struck up some sort of distanced acquaintance with him as they pushed prams or shopping trolleys past his neatly kept front lawn; and two of these women (on learning that things were fixed for a Saturday) had decided to be present at the statutory obsequies. Margaret Bowman was one of them.

Incipit tratto da:

  • Title: The Secret of Annexe 3
  • Author: Colin Dexter
  • Publisher: Pan Macmillan
  • Language: English

Quarta di copertina / Trama
«Quelle maschere erano la realtà, e le facce che nascondevano erano la finzione». L’Hotel Haworth di Oxford offre pacchetti turistici allettanti, e poiché è un albergo discreto e frequentato da una clientela mista, non lo disdegnano anche coppie clandestine. Così non è un fatto straordinario che per il Capodanno in maschera (tre giorni di divertimenti, a prezzo scontato per chi accetti la sistemazione nella dépendance) capitino in stanze contigue i misteriosi Ballard, gli sfuggenti Smith e l’eccitante signora Palmer con quel marito tanto più anziano di lei – per tacere della quarta camera di quel padiglione staccato, disdetta all’ultimo da una signora. Non se ne stupiscono né il proprietario signor Binyon, un ex manovale favorito da un colpo di fortuna, né la graziosa Sarah Jonstone, di fatto, vista l’inerzia della proprietaria, efficiente direttrice della casa, abituata a notare ogni cosa. Nessuno ha notato invece, fino al giorno dopo, che c’è un morto nella camera 3, sfigurato con un colpo in pieno volto, fra l’altro proprio il vincitore del trofeo per il costume più riuscito. Non si sa chi fosse in realtà; sua moglie, o comunque la sua accompagnatrice, è sparita. L’ispettore capo Morse inizia l’inchiesta incuriosito dall’assortimento delle coppie e stupito che la notte non abbia lasciato tracce sulla neve candida. Con una punta di acidità, presente nella tradizione del grande giallo inglese, e una bella misura di ironia, i polizieschi di Colin Dexter entrano con morbosità vittoriana nei piccoli segreti di famiglie ordinarie della più colta provincia inglese. E su questi misteri domestici ordiscono raffinati rebus. Enigmi classici che, non senza errori e false piste, risolve la fantasia geniale di Morse. Un personaggio affascinante, impietosamente caustico con la mediocrità, pronto a maltrattare chiunque, in primis il suo sergente Lewis, sempre frustrato nella sua passione per le donne, esperto di enigmistica e cultore di Wagner.
(Ed. Sellerio; La Memoria)

Bibliografia Colin Dexter

Pubblicato anche con il titolo: Il mistero della stanza n.3