L’uomo con la valigia – Francesco Recami

L’assemblea del condominio della casa di ringhiera dl numero 14 di via *** era fissata per le 18 alla sede della ANACI (Associazione Nazionale Amministratori di Condominio) di Milano, in via Sabotino 22.

Incipit L’uomo con la valigia

L’assemblea del condominio della casa di ringhiera dl numero 14 di via *** era fissata per le 18 alla sede della ANACI (Associazione Nazionale Amministratori di Condominio) di Milano, in via Sabotino 22.
La riunione stava per avere inizio nella sala Gianfranco Gaspari, fornita di tavolo da riunione e seggioline con l’imbottitura rossa. nonostante in quei minuti di attesa si scambiassero alcuni saluti di prammatica e abbozzi di conversazione di circostanza, si respirava un’atmosfera da sfida all’OK Corral, in attesa della sparatoria. C’era tensione, come in tutte le riunioni di condominio, ma questa volta di più, assi di più, perché la posta in gioca ore alta. Gli sguardi erano come rasoiate, l’incontro non era ancora iniziato e l’aria era già pesantissima. A riprova dell’importanza della riunione il semplice fatto che i proprietari erano quasi tutti presenti, incredibilmente si raggiungeva il numero legale addirittura in prima convocazione.

Incipit tratto da:
Titolo: L’uomo con la valigia
Autore: Francesco Recami
Casa editrice: Sellerio

Bibliografia Francesco Recami

Copertina di L’uomo con la valigia di Francesco Recami
Quarta di copertina / Trama

Amedeo Consonni, il pensionato con il talento di trovarsi coinvolto negli imbrogli più singolari, entra in scena in mezzo a un bagno di sangue. Si trova impugnare il coltello che affonda nella bianca carne di una bella ragazza immersa nell’acqua di una vasca color profondo rosso. E per giunta, un misterioso portatore di gemelli da polso del Milan lo immortala con un flash nella posa compromettente che lo identifica come un assassino.
Che ne penserà la professoressa Angela Mattioli, la sua compagna? Per l’occasione si dimenticherà della sua tradizionale tolleranza. Ed è il timore della polizia, e forse ancor di più quello dell’irosa Angela, a costringere Amedeo a trasformarsi in un fuggiasco, a tin gersi i capelli e a prendere altre identità. Ha capito che o si salva da sé scoprendo il vero assassino o stavolta è pro prio perduto. Così non trova altro complice che l’ottantenne Luis De Angelis, che ha testa solo per il suo spider BMW 24 valvole, ma anche un po’ per lucrare sulle disgrazie altrui. Intanto la Casa di ringhiera cade sotto le mire speculative di una coppia di architetti alla moda. Seguirà il perenne parapiglia che coinvolge tutti: un crescendo di chiasso e tragedia da molto rumore per nulla. E con la suspense della soluzione finale, tanto più catartica quanto più l’enigma è una moltiplicazione di ipotesi.
Il gusto letterario di Francesco Recami è quello di mettere in gioco tutti gli elementi di un giallo, un po’ alla Chandler un po’ alla Agatha Christie con odori di quotidianità in cui starebbe a suo agio Maigret, per poi mostrarli ironicamente come frutto di sbagli e malintesi. Ma a poco a poco, con il passo dell’investigatore che scioglie indizi. Perché la vera genesi del crimine di ogni giorno è che: «Tutti vogliono farsi i fatti degli altri, ma nessuno vuole che gli altri si facciano i suoi».
(Ed. Sellerio; La Memoria)

Indice cronologico opere Francesco Recami

L’ultima corsa per Woodstock – Colin Dexter

«Aspettiamo ancora cinque minuti, ti prego»

Incipit L’ultima corsa per Woodstock

«Aspettiamo ancora cinque minuti, ti prego» disse la ragazza in pantaloni blu e impermeabile estivo. «Sono sicura che arriva subito».
Del tutto sicura non era, però, e per la terza volta si girò a esaminare l’orario affisso nella cornice rettangolare sotto il cartello della fermata. Ma la sua mente non si era mai mossa con scioltezza tra le colonne di numeri, e il dito che tracciava un’incerta rotta orizzontale dal margine sinistro del riquadro non sembrava destinato a incontrare nel punto giusto quello che calava lungo una direttrice più o meno verticale a partire dal bordo superiore. La ragazza che le stava accanto dondolandosi impaziente da un piede all’altro disse: «Fa’ un po’ quello che vuoi».

Incipit tratto da:
Titolo: L’ultima corsa per Woodstock
Autore: Colin Dexter
Traduzione: Luisa Nera
Titolo originale: Last bus to Woodstock
Casa editrice: Sellerio

Bibliografia Colin Dexter

Copertine di L’ultima corsa per Woodstock di Colin Dexter

Incipit Last Bus to Woodstock

‘Let’s wait just a bit longer, please,’ said the girl in dark-blue trousers and the light summer coat. ‘I’m sure there’s one due pretty soon.’
She wasn’t quite sure though, and for the third time she turned to study the time-table affixed in its rectangular frame to Fare Stage 5. But her mind had never journeyed with any confidence in the world of columns and figures, and the finger tracing its tentatively horizontal course from the left of the frame had little chance of meeting, at the correct coordinate, the finger descending in a vaguely vertical line from the top. The girl standing beside her transferred her weight impatiently from one foot to the other and said, ‘I don’ know abou’ you.’

Incipit tratto da:
Title: Last Bus to Woodstock
Author: Colin Dexter
Publisher: Pan Macmillan
Language: English
Quarta di copertina / Trama

Con Colin Dexter, a detta dei critici, siamo ai piani alti dell’arte del poliziesco. Uno scrittore di timbro classico, da paragonare a Ruth Rendell e P. D. James. L’ambientazione è tipicamente inglese: l’Inghilterra da cartolina, dei pub e dei sobborghi verdi, cui però si aggiunge subito il graffio della violenza e delle sordide passioni. Limpida è la razionalità del puzzle, privo di effetti appariscenti e senza l’eccitante dell’azione a tutti i costi: ma l’enigma dell’intreccio non è mai creato grazie alla trovata cervellotica, semmai sono le sorprese che riserva la vita quotidiana a rimescolare e confondere. E l’umanità dei personaggi, così come il retroterra culturale che sostiene ogni pagina, affiora soprattutto nell’ininterrotto filo di ironia, a volte amara, a tratti malinconica, perfino ammiccante con i lettori alle spalle dei protagonisti della narrazione. Insomma nei romanzi di Colin Dexter scopriamo una prova, tra le più interessanti e riuscite, di rinnovamento del giallo inglese tradizionale. L’ispettore E. Morse e il suo aiuto, il sergente Lewis, sono in L’ultima corsa per Woodstock al loro esordio da protagonisti della serie che comprende più di dieci casi. Si sono presi subito, quando Morse ha chiesto al subalterno: «Crede che stia perdendo tempo?» e Lewis ha risposto senza affanno: «Sì signore». Il sergente ha appreso presto a concepire come utili all’inchiesta i cruciverba del superiore, la passione per Wagner, i sarcasmi fuori luogo, il bere, la solitudine. L’occhio scrutatore di Morse, infatti, sembra sempre rivolto verso l’interno, dentro lui stesso mentre guarda la vita degli altri scivolare in cupi drammi. All’inizio, la bella Sylvia Kaye, scomparsa alla fermata per Woodstock, ritrovata ore dopo uccisa in modo brutale nel pub a nord di Oxford, era sembrata l’interprete di una tragedia di ordinario orrore. L’inchiesta s’era avviata agevolmente. Tanto che «Morse si era sentito fiducioso nelle proprie capacità, come uno studente che, alle prese con un insidioso problema di matematica, in segreto si tenga accanto il libro delle risposte». Presto però una ragazza cocciuta e intelligente aveva aperto le prime crepe nel castello di sabbia dell’investigatore. E non era stato l’unico contrattempo. Una serie esasperante di trabocchetti, false piste, colpi di scena, convinceva Morse che, forse, «il libro delle risposte conteneva un errore».
(Ed. Sellerio)

Bibliografia Colin Dexter

Pubblicato anche con il titolo: L’ultimo autobus per Woodstock

Uomini e Topi – John Steinbeck

Incipit Uomini e Topi

Poche miglia a sud di Soledad, il salinas càpita sotto le falde dei colli, dove scorre verde e profondo. L’acqua è ancora tiepida, perchè è sgusciata sfavillando sulle sabbie gialle nel sole, prima di giungere alla stretta pozza. Su una riva del fiume i pendii dorati del contrafforte salgono dolcemente ai monti Gabilan forti e rocciosi; ma a valle l’acqua è orlata di piante: salici verdi e novelli ad ogni primavera, ingombre le forche dei rami bassi dal tritume della piena invernale, e sicomori dalle candide e screziate braccia penzolanti e dalle fronde arcuate sulla corrente. Sulla riva sabbiosa sotto gli alberi giacciono le foglie dissecate in uno strato così alto, che la lucertola fa un grande trapestìo correndovi in mezzo. I conigli escono dalla macchia a sedersi nella sabbia nella sera, e le radure acquitrinose sono disseminate dalle tracce notturne dei tassi, dalle larghe zampate dei cani dei ranches e dalle orme a cunueo dei daini che vengono a bere all’ombra.

Incipit tratto da:

  • Titolo: Uomini e Topi
  • Autore: John Steinbeck
  • Traduzione: Cesare Pavese
  • Titolo originale: Of Mice And Men
  • Casa editrice: Valentino Bompiani

Uomini e Topi - John Steinbeck
Incipit Of Mice And Men

A few miles south of Soledad, the Salinas River drops in close to the hillside bank and runs deep and green. The water is warm too, for it has slipped twinkling over the yellow sands in the sunlight before reaching the narrow pool. On one side of the river the golden foothill slopes curve up to the strong and rocky Gabilan mountains, but on the valley side the water is lined with trees—willows fresh and green with every spring, carrying in their lower leaf junctures the debris of the winter’s flooding; and sycamores with mottled, white, recumbent limbs and branches that arch over the pool. On the sandy bank under the trees the leaves lie deep and so crisp that a lizard makes a great skittering if he runs among them. Rabbits come out of the brush to sit on the sand in the evening, and the damp flats are covered with the night tracks of ’coons, and with the spread pads of dogs from the ranches, and with the split-wedge tracks of deer that come to drink in the dark.

Incipit tratto da:

  • Title: Of Mice And Men
  • Author: John Steinbeck
  • Publisher: Penguin
  • Language: English

Quarta di copertina / Trama
Pensato per un pubblico – i braccianti della California – che non sapeva né leggere né scrivere, Uomini e topi (1937) è un breve romanzo, ricco di dialoghi, che, nelle intenzioni di Steinbeck, avrebbe dovuto essere in seguito adattato, come difatti avvenne, per il teatro e per il cinema. Protagonisti, due lavoratori stagionali, George Milton, e l’inseparabile Lennie Little, un gigante con il cuore e la mente di un bambino, che il destino e la malizia degli uomini sospingono verso una fine straziante. Il ritratto di un’America stretta dalla sua peggiore crisi economica nella drammatica rappresentazione di un maestro.
(Ed. Bompiani)

Bibliografia John Steinbeck

Da questo romanzo sono stati tratti alcuni film tra cui Uomini e topi per la regia di Gary Sinise (1992)

Locandina Uomini e topi - Gary Sinise