Il suggeritore – Donato Carrisi

La grande falena lo portava, muovendosi a memoria nella notte.

Incipit Il suggeritore

La grande falena lo portava, muovendosi a memoria nella notte. Vibrava le sue ali polverose, schivando l’agguato delle montagne, quiete come giganti addormentati spalla a spalla.
Sopra di loro, un cielo di velluto. Sotto, il bosco. Fittissimo.
Il pilota si voltò verso il passeggero e indicò davanti a sé un enorme buco bianco al suolo simile alla gola luminosa di un vulcano.
L’elicottero virò in quella direzione.
Atterrarono dopo sette minuti in una banchina della statale.
La strada era chiusa e l’area presidiata dalla polizia. Un uomo dal vestito blu andò ad accogliere il passeggero fino sotto le eliche, trattenendo a stento un’imbizzarrita cravatta.
«Benvenuto dottore, la stavamo aspettando», ad alta voce, per sovrastare il rumore dei rotori.
Goran Gavila non rispose.
L’agente speciale Stern continuò: «Venga, le spiegherò strada facendo».

Incipit tratto da:
Titolo: Il suggeritore
Autore: Donato Carrisi
Casa editrice: TEA

Bibliografia Donato Carrisi

Copertina di Il suggeritore di Donato Carrisi
Quarta di copertina / Trama

Qualcosa di sconvolgente è accaduto, qualcosa che richiede tutta l’abilità degli agenti della Squadra Speciale guidata dal criminologo Goran Gavila……
ne scopre un altro ancora più profondo…
(Ed. TEA; I Grandi)

Romanzo vincitore del Premio Bancarella nel 2009

Cronologia opere Donato Carrisi

La fine del mondo storto – Mauro Corona

Incipit La fine del mondo storto

Una mattina d’inverno, le disgrazie d’altronde capitano spesso d’inverno, il mondo si sveglia e scopre che non ci sono più petrolio, né gas né carbone né corrente elettrica. A dir la verità, un po’ di corrente esiste ancora. Laddove l’acqua fa girare le turbine c’è forza elettrica, ma è poca cosa. Il problema sono gasolio, benzina, gas, insomma tutto ciò che tiene in vita i motori, e di conseguenza anche la gente, visto che la gente dipende dai motori.

Incipit tratto da:
Titolo: La fine del mondo storto
Autore: Mauro Corona
Casa editrice: Mondadori

Bibliografia Mauro Corona

Copertine di La fine del mondo storto di Mauro Corona
Quarta di copertina / Trama

Un giorno il mondo si sveglia e scopre che sono finiti il petrolio, il carbone e l’energia elettrica. È pieno inverno, soffia un vento ghiacciato e i denti aguzzi del freddo mordono alle caviglie. Gli uomini si guardano l’un l’altro, hanno occhi smarriti e il terrore stringe i loro cuori. E ora come faranno? La stagione gelida avanza e non ci sono termosifoni a scaldare, il cibo scarseggia, non c’è nemmeno più luce a illuminare le notti. Le città sono diventate un deserto silenzioso, senza traffico e senza gli schiamazzi e la musica dei locali.
Rapidamente gli uomini si accorgono che tutto il benessere conquistato, fatto di oggetti meravigliosi e tecnologia all’avanguardia, è perfettamente inutile. Circondati dal superfluo e privi del necessario, intuiscono che una salvezza esiste, ma si nasconde in un sapere antico, da tempo dimenticato. Capiscono che se vogliono arrivare alla fine di quell’inverno di fame e paura,”l’inverno della morte bianca e nera”, devono guardare indietro, tornare alla sapienza dei nonni che ancora erano in grado di fare le cose con le mani e ascoltavano la natura per cogliere i suoi insegnamenti. Così, mentre un tempo duro e infame si abbatte sul mondo intero e i più deboli iniziano a cadere, quelli che resistono imparano ad accendere fuochi, cacciare gli animali costruendo trappole con i rami più teneri, riconoscere le erbe che nutrono e quelle che guariscono. Segnati dalla fatica e dalla paura, i superstiti si faranno più forti e insieme anche più saggi. La fine del mondo storto raddrizzerà gli animi, cancellerà la supponenza del ricco e punirà l’arroganza del povero, che si ritiene l’unico depositario di coraggio e resistenza. Resi uguali dalla difficoltà estrema, gli uomini si incammineranno verso la possibilità di un futuro più giusto e pacifico, che arriverà insieme alla tanto attesa primavera. Ma il destino del mondo è incerto, consegnato nelle mani incaute dell’uomo…
Facendo un passo indietro per trovare la voce più pura e poetica della natura imperiosa, e balzando in avanti con la forza di un’immaginazione visionaria e insieme intensamente realistica, Mauro Corona ancora una volta stupisce costruendo un romanzo imprevedibile. Un racconto che spaventa, insegna ed emoziona, ma soprattutto lascia senza fiato per la sua implacabile e accorata denuncia di un futuro che ci aspetta.
(Ed. Mondadori; Scrittori italiani e stranieri)

Romanzo vincitore del Premio Bancarella nel 2011

Cronologia opere Mauro Corona

Il passato è una terra straniera – Gianrico Carofiglio

È appoggiata al banco, è sola e beve una spremuta

Incipit Il passato è una terra straniera

È appoggiata al banco, è sola e beve una spremuta. Per terra, vicino alle gambe, ha una borsa di pelle nera e non so per quale motivo vengo attirato proprio da questo particolare.
Mi fissa con un’insistenza imbarazzante. Quando i nostri sguardi si incrociano però si gira. Passano pochi secondi e mi guarda di nuovo. Questa sequenza si ripete diverse volte. Non la conosco, e all’inizio mi chiedo se stia guardando proprio me. Ho anche l’impulso di controllare se ci sia qualcuno alle mie spalle, ma mi trattengo. Dietro il mio tavolino c’è soltanto il muro e io lo so bene perché mi siedo lì quasi tutti i giorni.

Incipit tratto da:
Titolo: Il passato è una terra straniera
Autore: Gianrico Carofiglio
Casa editrice: Rizzoli

Bibliografia Gianrico Carofiglio

Copertine di Il passato è una terra straniera di Gianrico Carofiglio
Quarta di copertina / Trama

Giorgio, studente modello figlio di intellettuali borghesi, ha ventidue anni e una vita normale e un po’ noiosa. Senza crepe, in apparenza. Francesco è torbido, misterioso e affascinante. E baro. Le loro vite viaggiano separate fi no all’incontro che segnerà il destino di entrambi. I due diventano amici e passano da una partita di carte truccata all’altra, da una bravata all’altra, in un vortice ubriacante che a poco a poco diventa un’inarrestabile discesa agli inferi. In parallelo corre un’indagine dei carabinieri su una serie di misteriose violenze. Una storia struggente sull’amicizia e il tradimento, un viaggio doloroso e inquietante in quel tempo fragile e misterioso che separa la giovinezza dall’età adulta, un’avventura picaresca in una Bari segreta e allucinata.
(Ed. Rizzoli; BUR Extra)

Romanzo vincitore del Premio Bancarella nel 2005

Da questo romanzo il film Il passato è una terra straniera per la regia di Daniele Vicari (2008)

Locandina Il passato è una terra straniera

Indice cronologico opere Gianrico Carofiglio