Eva Luna racconta – Isabel Allende

Portava il nome di Belisa Crepuscolario,

Incipit Eva Luna Racconta

Portava il nome di Belisa Crepuscolario, ma non per certificato di battesimo o trovata di sua madre, bensì perché lei stessa l’aveva cercato fino a scoprirlo e a indossarlo. Il suo mestiere era vendere parole. Percorreva il paese dalle contrade più elevate e fredde alle coste torride, installandosi nelle fiere e nei mercati, dove montava quattro pali con un tendone sotto iil quale si proteggeva dalla pioggia e dal sole per servire i clienti. Non aveva bisogno di decantare la sua mercanzia, perché dal tanto girovagare la conoscevano tutti.

Incipit tratto da:
Titolo: Eva Luna racconta
Autrice: Isabel Allende
Traduzione: Gianni Guadalupi
Titolo originale: Cuentos de Eva luna
Casa editrice: Feltrinelli

Bibliografia di Isabel Allende

Copertine di Eva Luna racconta di Isabel Allende

Incipit Cuentos de Eva Luna

Tenía el nombre de Belisa Crepusculario, pero no por fe de bautismo o acierto de su madre, sino porque ella misma lo buscó hasta encontrarlo y se vistió con él. Su oficio era vender palabras. Recorría el país, desde las regiones más altas y frías hasta las costas calientes, instalándose en las ferias y en los mercados, donde montaba cuatro palos con un toldo de lienzo, bajo el cual se protegía del sol y de la lluvia para atender a su clientela. No necesitaba pregonar su mercadería, porque de tanto caminar por aquí y por allí, todos la conocían.

Incipit tratto da:
Título : Cuentos de Eva Luna
Autor: Isabel Allende:
Editor : Rayo
Lengua : Español
Quarta di copertina / Trama

“Raccontami una storia” dice Rolf Carlé.
“Che storia vuoi?”
“Raccontami una storia che tu non abbia mai raccontato a nessuno.”
La coppia riposa dopo l’amore, ed Eva Luna comincia a narrare, come Sheherazade nelle “Mille e una Notte”, ventitré racconti memorabili, storie di passione e di violenza in cui corre un filo sottile e misterioso. Dopo la maestosa lentezza, che abbiamo conosciuto nei romanzi di Isabel Allende, ecco l’insorgere di un’imprevedibile e felice rapidità. Come se l’Autrice avesse troppe storie da raccontare, troppi romanzi da scrivere, troppi personaggi da animare a chiedesse soccorso a un suo personaggio, Eva Luna, anche lei narratrice, e narratrice che ha il dono di suscitare la commozione del lettore.
(Ed. Universale Economica Feltrinelli)

Indice cronologico opere di Isabel Allende

Il piano infinito – Isabel Allende

Andava Andavano per le vie dell’ovest senza fretta e senza meta precisa

Incipit Il Piano Infinito

Andavano per le vie dell’ovest senza fretta e senza meta precisa, mutando rotta secondo il capriccio di un istante, al segnale premonitore di un stormo d’uccelli, alla tentazione di un nome ignoto. I Reeves interrompevano il loro erratico peregrinare ove li cogliesse la stanchezza o incontrassero qualcuno disposto ad acquistare la loro impalpabile mercanzia. Vendevano speranza. Così percorsero il deserto nell’una e nell’altra direzione, valicarono le montagne e una mattina videro apparire il giorno su una spiaggia del Pacifico…

Incipit tratto da:
Titolo: Il piano infinito
Autrice: Isabel Allende
Traduzione: Edda Cicogna e Gianni Guadalupi
Titolo originale: El plan infinito
Casa editrice: Feltrinelli

Bibliografia di Isabel Allende

Copertine di Il piano infinito di Isabel Allende

Incipit El Plan Infinito

Iban por los caminos del oeste sin prisa y sin rumbo obligatorio, cambiando la ruta de acuerdo al capricho de un instante, al signo premonitorio de una bandada de pájaros, a la tentación de un nombre desconocido. Los Reeves interrumpían su errático peregrinaje donde los sorprendiera el cansancio o encontraran a alguien dispuesto a comprar su intangible mercadería. Vendían esperanza. Así recorrieron el desierto en una y otra dirección, cruzaron las montañas y una madrugada vieron aparecer el día en una playa del Pacífico.

Incipit tratto da:
Título : El plan infinito
Autor : Isabel Allende
Editor : Harper Perennial
Lengua : Español
Quarta di copertina / Trama

Il seguito lo conosci già, perché lo abbiamo vissuto assieme. La sera in cui ci siamo conosciuti mi chiedesti di raccontarti la mia vita. E’ lunga, ti ho avvertito. Non importa, ho molto tempo, hai detto, senza sapere in che pasticcio ti mettevi con questo piano infinito.”
Il racconto di un’esistenza – ci rammenta Isabel Allende – esige tempo e passione: questo lo spirito del romanzo. Mentre la figura del gringo Gregory Reeves si staglia contro il vasto cielo della sua avventura umana, le vicende si intrecciano ai luoghi, i luoghi alla storia del mondo: il teatro umano di Isabel Allende s’arricchisce di sapori nuovi, di una profonda tensione epica che incatena il lettore. “Il Piano infinito” è un romanzo che riesce a parlare al cuore a essere intimo e seduttivo, senza trascurare temi come l’emarginazione sociale e il razzismo, il contrasto tra opulenza e miseria, le contraddizioni che hanno segnato la trasformazione della famiglia, l’urgenza dell’assoluto.
(Ed. Universale Economica Feltrinelli)

Indice cronologico opere di Isabel Allende

Paula – Isabel Allende

Ascolta,

Incipit Paula

Ascolta, Paula, ti voglio raccontare una storia, così quando ti sveglierai non ti sentirai tanto sperduta.

Incipit tratto da:
Titolo: Paula
Autrice: Isabel Allende
Traduzione: Gianni Guadalupi
Titolo originale: Paula
Casa editrice: Feltrinelli

Bibliografia di Isabel Allende

Copertine di Paula di Isabel Allende

Incipit Paula

Escucha, Paula, voy a contarte una historia, para que cuando despiertes no esté tan perdida.

Incipit tratto da:
Título : Paula
Autor : Isabel Allende
Editor : Rayo
Lengua : Español
Quarta di copertina / Trama

Nato da una terribile esperienza privata dell’autrice, la morte di una figlia, Paula è forse il libro più sofferto e immediato di Isabel Allende, più vicino alla frammentaria intimità del diario e del racconto orale, che non alle sorvegliate architetture del romanzo. Qui Isabel non inventa niente, e neanche trasfigura, come invece le riesce solitamente benissimo, i dati reali del vissuto suo o della propria famiglia: qui alla cronaca asciutta, carica di dolore imploso, della malattia, del coma, e della morte della figlia Paula – una ventottenne felice, innamoratissima del marito e del suo lavoro – si fonde il resoconto di una «leggenda familiare» che la madre narra alla figlia durante il lunghissimo coma della ragazza; «così», dice, «quando ti sveglierai non ti sentirai tanto sperduta».
Paula muore il 6 dicembre 1992, e il libro esce nel 1994, scritto dunque a ridosso, se non addirittura nel corso, della tristissima vicenda. Letteratura come terapia, dunque, o come esorcismo, parziale e provvisoria consolazione, di una tragedia altrimenti insopportabile. Ed è un pathos assolutamente genuino quello che si sprigiona da queste pagine privatissime e insieme universali, un pathos che coinvolge e commuove, come provano le innumerevoli lettere giunte alla Allende da tutto il mondo dopo la pubblicazione del romanzo (lettere poi da lei selezionate e pubblicate, nel 1997, col titolo Paula. Lettere dal mondo). Ma è pure, e forse involontariamente, uno strenuo esercizio di sublimazione, che riafferma senza ambagità il valore morale della scrittura letteraria di fronte alla quota di male che tocca vivere.
(La biblioteca di Repubblica; Novecento)

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