I ragazzi Burgess – Elizabeth Strout

Incipit I ragazzi Burgess

In un ventilato pomeriggio di ottobre nel quartiere di Park Slope a Brooklyn, New York, Helen Farber Burgess stava preparando i bagagli per le vacanze. Una grande valigia azzurra giaceva aperta sul letto e i vestiti scelti dal marito la sera prima erano ripiegati e impilati sulla chaise longue lì accanto. Il sole continuava a baluginare nella stanza, filtrando tra le nuvole in perenne movimento, facendo scintillare i pomelli della testiera del letto e accentuando l’azzurro della valigia. Helen camminava avanti e indietro tra lo spogliatoio (specchi enormi, carta da parati di crine di cavallo bianca, infissi neri attorno alle alte finestre) e la camera da letto, le cui porte finestre in quel momento erano chiuse, ma che quando faceva più caldo si aprivano su una veranda che dava sul giardino. Stava sperimentando quella sorta di paralisi mentale che l’assaliva ogni volta che preparava i bagagli per un viaggio, così l’improvviso squillo del telefono le diede sollievo. Quando lesse NUMERO PRIVATO sul display capì che si trattava o della moglie di un collega del marito (che lavorava in un prestigioso studio legale, i cui soci erano avvocati famosi), oppure di suo cognato Bob, il cui numero non compariva sull’elenco da anni, ma che non era affatto famoso e non lo sarebbe mai stato.

Incipit tratto da:
Titolo: I ragazzi Burgess
Autrice: Elizabeth Strout
Traduzione: Silvia Castoldi
Titolo originale: The Burgess Boys
Casa editrice: Fazi

Bibliografia Elizabeth Strout

Copertine di I ragazzi Burgess di Elizabeth Strout

Incipit The Burgess Boys

On a breezy October afternoon in the Park Slope neighborhood of Brooklyn, New York, Helen Farber Burgess was packing for vacation. A big blue suitcase lay open on the bed, and clothes her husband had chosen the night before were folded and stacked on the lounge chair nearby. Sunlight kept springing into the room from the shifting clouds outside, making the brass knobs on the bed shine brightly and the suitcase become very blue. Helen was walking back and forth between the dressing room—­with its enormous mirrors and white horsehair wallpaper, the dark woodwork around the long window—­walking between that and the bedroom, which had French doors that were closed right now, but in warmer weather opened onto a deck that looked out over the garden. Helen was experiencing a kind of mental paralysis that occurred when she packed for a trip, so the abrupt ringing of the telephone brought relief. When she saw the word private, she knew it was either the wife of one of her husband’s law partners—­they were a prestigious firm of famous lawyers—­or else her brother-­in-­law, Bob, who’d had an unlisted number for years but was not, and never would be, famous at all.

Incipit tratto da:
Title: The Burgess Boys
Author: Elizabeth Strout
Language: English
Quarta di copertina / Trama

A cinque anni di distanza dal grande successo di Olive Kitteridge, Premio Pulitzer 2009, Elizabeth Strout ci regala un grande romanzo corale sull’essere fratelli e sull’inesorabile richiamo della famiglia e delle radici.
I ragazzi Burgess, come vengono chiamati Jim, Bob e Susan, sono nati a Shirley Falls, nel Maine, e sono cresciuti in una piccola casa gialla in cima a una collina, in un angolo di continente appartato. Da adulti si sono allontanati, ognuno a scacciare il ricordo di un antico dramma familiare mai spento. Lassù è rimasta solo Susan, mentre gli altri due vivono a Brooklyn, New York. Nei Burgess si possono scorgere tre anime distinte e tanto diverse che è quasi impensabile immaginarli nella stessa foto di famiglia. Eppure, quando inizia questa storia, Susan chiama e chiede aiuto proprio a Bob e Jim: suo figlio, loro nipote, è nei guai. E allora non solo i tre fratelli sono costretti a riavvicinarsi, a dividere la preoccupazione e a tentare di ricomporre un trauma che alimenta ogni minima increspatura della loro intimità, ma sono anche travolti da una rivoluzione privata che implica, per tutti, il progetto di una nuova vita.
L’ultimo romanzo di Elizabeth Strout è un’istantanea scattata nel momento esatto in cui le fragilità affettive escono allo scoperto mostrando tutta la complessità dei legami indissolubili. La sottile accortezza narrativa, che si manifesta in dettagli minuti quanto necessari, riesce a illuminare i più esili movimenti dell’animo e a scandagliare l’oscillazione perpetua della nostra emotività. Sono questi elementi a fare de I ragazzi Burgess un grande romanzo sull’essere fratelli e sull’inesorabile richiamo della famiglia. E confermano Elizabeth Strout come una delle più importanti voci della letteratura americana contemporanea.
(Ed. Fazi)

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