Borderless – Veit Heinichen

Incipit Borderless

CERCATI UN ALTRO LAVORO, PUTTANELLA. IO TI ROVINO. A caratteri cubitali, come un titolone da tabloid, le parole in grassetto campeggiano sulla parete bianca sopra una serie di fotografie della senatrice e del fratello Carletto. Testimonianze che abbracciano un lungo arco di tempo. Romana Castelli de Poltieri negli anni Settanta, ai suoi primi passi in politica come giovanissima attivista contro la legalizzazione dell’aborto, in seguito consigliera comunale nella giunta di Trieste, e infine eletta al Senato per cinque volte di fila.

Incipit tratto da:
Titolo: Borderless
Autore: Veit Heinichen
Traduzione: Monica Pesetti
Grafica: Emanuele Ragnisco
Titolo originale: Borderless
Casa editrice: e/o

Bibliografia Veit Heinichen

Copertine di Borderless di Veit Heinichen

Incipit Borderless

SUCH DIR EINEN NEUEN JOB, FLITTCHEN. ICH MACH DICH FERTIG. Groß wie die Headline einer Boulevardzeitung prangt der Satz in fetten Lettern an der weißen Wand über einer Serie von Fotos der Senatorin und ihres Bruders Carletto. Zeugnisse, die einen langen Zeitraum umspannen. Romana Castelli de Poltieri von ihren politischen Anfängen als blutjunge Agitatorin gegen die Liberalisierung des Abtreibungsverbots in den Siebzigerjahren, später als Stadträtin von Triest und schließlich die Wahl in den Senat in Rom, in dem sie in der fünften Legislaturperiode sitzt.

Incipit tratto da:
Titel : Borderless
Autor: Veit Heinichen
Verleger: Piper
Sprache: Deutsch
Quarta di copertina / Trama

Xenia Ylenia Zannier ha perso i genitori appena nata, entrambi sono morti durante il terremoto che ha devastato il Friuli nel 1976. È stata adottata dalla zia materna e dal marito, che avevano già un figlio di dieci anni, Floriano, da subito affezionato alla bambina che lo considererà sempre l’amatissimo fratello maggiore. Nel 1990 Floriano, nel frattempo entrato nella guardia di finanza a Trieste, viene processato e ingiustamente accusato di tentato omicidio e tre giorni dopo l’udienza si impicca in cella. La strada di Xenia, oggi commissario a Grado, incrocia ripetutamente quella della senatrice Romana Castelli de Poltieri, donna senza scrupoli corresponsabile della morte del fratello e implicata in una rete di corruzione internazionale. Con l’uccisione dell’amico e giornalista austriaco Jordan S. Becker e l’arrivo di una nave carica di profughi siriani, le indagini portano Xenia all’intelligence tedesca e al traffico di armi con base in Croazia. Passando per Trieste, Fiume, Salisburgo, Monaco, la Cancelleria a Berlino, Pullach e il ministero dell’Interno a Roma, tutte le tracce riconducono alla senatrice, capace di qualunque cosa per conservare il proprio potere. A fare da sfondo, la xenofobia di Patria Nostra che istiga all’odio verso gli stranieri, l’Unione Europea e la Germania.
(Ed. e/o; Dal Mondo)

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