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Aaa! – Aldo Busi

Incipit Aaa!

“Giacomelli?”, mi sfugge dalla bocca, e lei, girandosi, “Cosa? Fringuelli? Cip cip da ciucca, Fon…”
Questo nome non mi è nuovo, e questa immagine in bianco giglio e nero tonaca neppure. Ma non è quel fotografo che nel millenovecentosessantadue… o nel sessantatré?… mise un toscanello in bocca ai più sprovveduti, e perciò non a me, che fecero a gara a chi tirava di più e faceva i cerchiolini di fumo più grossi e che poi fu cacciato dal rettore, lui con tutti i suoi scatti soavemente blasfemi? Io girai alle larghe per tutto il tempo che lui rimase lì in seminario a curiosare e a inquadrarci negli aspetti più triviali della nostra giornata di novizi, non volevo essere fotografato, per la stessa ragione che mi ha sempre portato lontano dagli specchi e dai loro mendaci riflessi dopo la faccenda dell’uccellino giallo e verde, ma una volta questo Giacomelli mi colse alla sprovvista, o forse non proprio, un po’ me l’aspettavo, stavo seduto a un tavolo del refettorio, un qualche compagno mi stava facendo sorridere non ricordo perché… no, il perché me lo ricordo, mi stava dicendo che ogni notte il suo angelo custode passava a fargli una carezza su e giù sul ventre con la punta di entrambe le ali… mi sono girato e il Giacomelli, appostato fuori dietro l’anta del finestrone, zac, mica ci fu un lampo al magnesio, capii lo stesso, e da qualche parte nel suo album di foto ci devo essere anch’io. Quindi anch’io devo avere avuto… oh, mio Dio… diciotto, diciannove anni!
(Il casto, sua moglie e l’Innominabile)

Incipit tratto da:

    • Titolo: Aaa!
    • Autore: Aldo Busi
    • Casa editrice: Bompiani

Bibliografia Aldo Busi

Aaa! di Aldo Busi
Quarta di copertina / Trama
Prete fino al midollo ma comandato a vivere nelle vesti di un laico di potere con una moglie di rappresentanza, il Casto cede alla tentazione di entrare in una galleria d’arte moderna per cercare tra le fotografie della famosa serie di pretini di Giacomelli lo scatto di un passato che gli è stato rubato. Sconsigliabile, se c’è in giro uno snidatore di inferni come lo Scrittore Innominabile: perfino quei ricordi di un’infanzia affamata e struggente potranno rivelarsi una fiaba crudele. Quell’Italia del dopoguerra ancora capace di non mentire sul dolore c’è mai stata davvero?
Nel secondo e nel terzo racconto, che Aldo Busi consegna alle stampe dopo quasi sette anni di astinenza dalla scrittura, l’Italia che troviamo è quella di oggi, dura con gli immigrati come lo sprovveduto D. che fa sesso a pagamento dove capita, durissima con chi non appartiene ad almeno una confraternita: tanto vale scrivere una brillante domanda di assunzione alla première dame dell’Eliseo in qualità di aspirante cervello in fuga.
(Ed. digitali Bombiani)

Bibliografia Aldo Busi