Cosmicomiche vecchie e nuove – Italo Calvino

Incipit Cosmicomiche vecchie e nuove di Italo Calvino


I primi vertebrati che lasciarono la vita acquatica per quella terrestre, derivano dai pesci ossei polmonari le cui pinne potevano essere ruotate sotto il corpo e usate come zampe sulla terra.


Ormai era chiaro che i tempi dell’acqua erano finiti, – ricordò il vecchio Qfwfq, quelli che si decidevano a fare il grande passo erano sempre in maggior numero, non c’era famiglia che non avesse qualcuno dei suoi cari là all’asciutto, tutti raccontavano cose straordinarie di quel che c’era da fare in terraferma, e chiamavano i parenti. Ormai i pesci giovani non li teneva più nessuno, sbattevano le pinne sulle rive di fango per vedere se funzionavano da zampe, com’era riuscito ai più dotati. Ma proprio in quei tempi s’accentuavano le differenze tra noi: c’era la famiglia che viveva a terra da più generazioni, e i cui giovani ostentavano maniere che non erano nemmeno più da anfibi ma già da rettili; c’era chi s’attardava ancora a fare il pesce, anzi, diventava più pesce di quanto non si usasse essere pesci una volta.

Incipit tratto da:
Titolo: Cosmicomiche vecchie e nuove
Autore: Italo Calvino
Casa editrice: Garzanti

Bibliografia Italo Calvino

Copertine di Cosmicomiche vecchie e nuove di Italo Calvino
Quarta di copertina / Trama

Raccontandoci le sue avventure nelle epoche più remote della storia cosmologica, astronomica, geolocica, biologica l’eroe di questo libro, che risponde all’impronunciabile nome di Qfwfq, non spiega mai chi è e com’è fatto, ma solo che lui c’era, che lui era li, testimone oculare e spesso parte in causa d’ogni grande avvenimento, dal «big bang» in poi, per cui è lecito arguire che ha l’età dell’universo. Basta chiedergli dell’estinzione dei dinosauri, o dell’accensione delle galassie, e Qfwfq è sempre pronto a raccontarvi come sono andate veramente le cose; privo di partiti presi, avalla di volta in volta le ipotesi più opposte e contraddittorie: la teoria cosmologia dell’«universo oscillante» e quella della «creazione continua», l’origine della Luna per «fissione» o per «cattura» o per «aggregazione».
Da più di vent’anni Italo Calvino va sviluppando una sua fantascienza all’incontrario, che tratta non del futuro ma delle remote origini, e in cui i millenni trascorrono come minuti. Oltre ai testi compresi nei fortunati libri Le Cosmicomiche (1965) e Ti con zero (1967), questo volume raccoglie tutti i racconti di Qfwfq pubblicati sparsamente, dai primi, scritti quando ancora la Luna non era stata raggiunta dall’uomo, ai recentissimi, che hanno per sfondo gli ultimi orizzonti dell’astrofisica: «quasars», «pulsars», «buchi neri».
L’ordinamento di questo volume, che parte dall’evoluzione delle specie animali per risalire alla formazione della crosta terrestre, risalire alla formazione della crosta terrestre, alla nascita dei corpi celesti e giungere ai primordi del tempo e al nulla originario, compone le avventure di Qfwfq in una sorta di «Storia naturale» d’un Plinio fanfarone o di controcanto grottesco al poema di Lucrezio.
(Ed. Garzanti)

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