L’entrata in guerra – Italo Calvino

Incipit L’entrata in guerra

Il 10 giugno del 1940 era una giornata nuvolosa. Erano tempi che non avevamo voglia di niente. Andammo alla spiaggia lo stesso, al mattino, io e un mio amico che si chiamava Jerry Ostero. Si sapeva che al pomeriggio avrebbe parlato Mussolini, ma non era chiaro se si sarebbe entrati in guerra o no. Ai bagni quasi tutti gli ombrelloni erano chiusi; passeggiammo sulla riva scambiandoci supposizioni e opinioni, con frasi lasciate a mezzo, e lunghe pause di silenzio.
(L’entrata in guerra)

Incipit tratto da:
Titolo: L’entrata in guerra
Autore: Italo Calvino
Casa editrice: Einaudi

Bibliografia Italo Calvino

Copertine di L'entrata in guerra di Italo Calvino
Quarta di copertina / Trama

Ecco Calvino a un quarto libro. Il primo fu Il sentiero dei nidi di ragno, subito dopo la guerra, un romanzo. Secondo Ultimo viene il corvo, un mazzo di racconti che in parte parvero spontanei e selvatici, dei fiori di campo, e in parte un po’ sforzati o comunque coltivati, dei fiori di serra. Terzo fu l’estroso racconto lungo del Visconte dimezzato, felice anche se non privo di qualche stridore meccanico.
Appunto a proposito del Visconte noi scrivemmo: «Calvino ha interessi che lo portano in più direzioni, la sintesi delle quali può prender forma sia in un senso di realismo a carica fiabesca sia in un senso di fiaba a carica realistica». Con questo quarto libro è in senso di realismo a carica fiabesca che Calvino rimette in movimento i propri interessi e li riordina e concerta. Ma per fare, pur senza parere, un nuovo passo in avanti. Poiché, Almenno in uno dei tre anelli di cui la catena narrativa del libro è composta, e cioè nella storia degli Avanguardisti a Mentone, egli ha saputo risolvere interamente in realtà anche i bagliori e il fumo della sua memoria. Avrà acquistato insieme la capacità di risolvere interamente in bagliori e fumo i dati da cui muove quando scrive le fiabe? Ad ogni modo il suo racconto su Mentone è forse il più maturo che la generazione di Calvino ci abbia dato finora. Sebbene non siano mancate, proprio nell’anno in corso, due o tre ottime prove, d’altri della stessa leva letteraria. Il racconto bellissimo di Domenico Rea in «Nuovi Argomenti», per esempio.
E.V.
(Ed. Einaudi; I Gettoni Prima Edizione)

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