Ultimo viene il corvo – Italo Calvino

Incipit Ultimo viene il corvo

La corrente era una rete di increspature leggere e trasparenti, con in mezzo l’acqua che andava. Ogni tanto c’era come un battere d’ali d’argento a fior d’acqua: il lampeggiare del dorso di una trota che riaffondava subito a zig-zag.
-C’è pieno di trote, – disse uno degli uomini.
Se buttiamo dentro una bomba vengono tutte a galla a pancia all’aria, – disse l’altro; si levò una bomba dalla cintura e cominciò a svitare il fondello.
(Ultimo viene il corvo)

Incipit tratto da:
Titolo: Ultimo viene il corvo
Autore: Italo Calvino
Casa editrice: Einaudi

Bibliografia Italo Calvino

Copertine di Ultimo viene il corvo di Italo Calvino
Quarta di copertina / Trama

Ultimo viene il corvo (dal titolo d’una delle due più tipiche short stories) è stato il primo volume di racconti di Italo Calvino, che comprende trenta brevi narrazioni scritte in massima parte tra il 1945 e il 1948, in cui dominano le avventure della guerriglia, la picaresca baraonda del dopoguerra, i boschi e le scogliere della Riviera.
Ripubblicandolo oggi, diamo una scelta dei giudizi in cui la critica accolse questo libro:*

ENRICO FALQUI, «Il Tempo», Roma 10 gennaio 1950:
…Si comincia con l’allegria apparizione di un rospo e si finisce con un vendicativo tripudio di pesci. Nel mezzo troneggia il re corvo, e con l’ombra delle sue ali avvolge e incupisce quasi tutti i racconti in un’aria di finimondo. Sicché di continuo la realtà circostante è sollevata sopra un piano da «racconto straordinario».

GENO PAMPALONI, «ALMANACCO ITALIANO 1950», Firenze:
…Testimonianza lirica di un’avventura di guerra vissuta da una generazione che ne ha visto soprattutto l’aspetto di freddo gioco, di abile calcolo di cieca fortuna, è il libro di un giovane tra i meglio dotati della narrativa italiana che alterna racconti di pura e magica fantasia e racconti partigiani; dove tuttavia anche la guerra diviene motivo di lucida fiaba, viva e distante, come tutte le fiabe. Ed è appunto questo il dono (e il pericolo) del giovane Calvino.

GIUSEPPE DE ROBERTIS, «Tempo», Milano, 31 dicembre 1949:
…Calvino è ligure, s’è detto: e conosce la sua terra al pari di quel vecchio contrabbandieri, che «conosceva la frontiera come il fornello della sua pipa». Si dà il caso (ma non è un caso) che tutte le volte che situa un racconta all’aria aperta, sotto quel cielo, sempre i suoi modi acquistano un moto diverso, s’accendono d’una luce.

EMILIO CECCHI, «L’Europeo», Milano 10 maggio 1952:
… Si restava perplessi, dovendo ogni momento saltare dal buono al pessimo. E sembrava difficile ammettere che fossero d’una stessa penna l’avventura del partigiano e della spia nella serale, nebbiosa boscaglia di Andato al comando, e le dozzinale comicità del Furto in pasticceria; il tocco leggero di Un pomeriggio, Adamo (sciupato, purtroppo verso la fine), o di Un bastimento carico di granchi; e le grossolane caricature di Dollari, vecchie mondane.

ANNA BANTI, «Paragone», Firenze, aprile 1952:
…Fiabe nordiche, radicate nella terra del monte e del sottobosco e brulicante di presenze, tanto più fantastiche quanto più umili. Un pomeriggio, Adamo e Il bosco degli animali sono invenzioni che arrivano al limite della tradizionale vicenda a incastro, a ritornello narrativo, accordato sul ritmo della classica leggenda. Altri racconti come Il giardino incantato, Desiderio di novembre, Si dorme come i cani,mescolano, su un dato di fatto allontanato poeticamente, il patetico al grottesco: e la «moralità» che ne risulta, se pure il fatto è nuovo, sembra vecchia di secoli.

PIETRO CITATI, «Il punto», 7 febbraio 1959:
… Nei migliori racconti di questi anni (Un pomeriggio, Adamo, Un bastimento carico di granchi, Ultimo viene il corvo)… ancora colpisce la nettezza, la crudeltà, la rapidità inventiva del segno con il quale è registrato il reale, subito accolto da una mente agile, moderna e limpidissima. Nemmeno per un istante la ragione abbandona il controllo della realtà anche dove sembra più ricca e fantasiosa di umori e di avventure. Hemingway è diventato razionalista. il giovane Pin, del Sentiero, e il ragazzotto montanaro di Ultimo viene il corvo, della mira infallibile, che uccide con la medesima sicurezza pernici, ghiandaie, trote di fiume e soldati tedeschi, sono continuamente soccorsi da uno scrittore che esalta, come loro, la dote infallibile e crudele della precisione.
(Ed. Einaudi; I Coralli 1969)

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