Il turista – Massimo Carlotto

Incipit Il turista

Venezia. Stazione ferroviaria di Santa Lucia

Fu il rumore disinvolto e arrogante dei tacchi ad attirare la sua attenzione sulla donna. Si voltò quasi di scatto e la vide avanzare fendendo il folto gruppo di passeggeri che erano appena scesi da un treno ad alta velocità proveniente da Napoli. L’uomo ebbe il tempo di osservare la falda del soprabito primaverile che si apriva a ogni passo, permettendo un’occhiata fugace alle gambe dritte e tornite, messe bene in mostra da un vestito corto e leggero.
Nel momento in cui la sconosciuta gli passò accanto, spostò lo sguardo sul volto, che giudicò non troppo attraente ma interessante. Poi i suoi occhi si abbassarono sulla borsa. Una pregiata e leziosa Legend in vitello martellato, costoso modello di Alexander McQueen. Quest’ultimo dettaglio lo spinse a seguirla. Si sfiorarono, pigiati nella ressa che saliva sul vaporetto diretto alle Fondamenta Nuove, e lui allungò discretamente il collo per annusarne il profumo. Resinoso, avvolgente, carnale. Lo riconobbe subito e si convinse che si trattava di un segno del destino. Dopo quattro giorni d’attesa e di inutili pedinamenti forse aveva individuato la preda che avrebbe reso indimenticabile quella vacanza.
(Prologo)

Incipit tratto da:

Bibliografia Massimo Carlotto

Il turista di Massimo Carlotto

Quarta di copertina / Trama
Il Turista è un serial killer perfetto, diverso da ogni altro. Tanto per cominciare, non “firma” i suoi omicidi e non lancia sfide ai detective, perché farsi catturare è l’ultimo dei suoi desideri. È un mago del camuffamento, non uccide secondo uno schema fisso e mai due volte nella stessa città o nello stesso Paese: per questo lo chiamano il Turista. In più, non prova empatia né rimorso o paura, esercita un controllo totale sulla propria psicopatia. In altre parole, è imprendibile, l’incubo delle polizie di tutta Europa. Anche il più glaciale degli assassini, però, prima o poi commette un passo falso che lo fa finire in gabbia. Succede a Venezia – il territorio di caccia ideale per qualunque assassino – e la gabbia non è un carcere: è una trappola ben più pericolosa, tesa da qualcuno che in lui ha scorto la più letale delle opportunità.
Anche Pietro Sambo ha fatto un errore, uno solo ma pagato carissimo. Adesso, ex capo della Omicidi, vive ai margini, con il cuore a pezzi. Poi arriva l’occasione giusta, quella per riconquistare onore e dignità. Ma per prendere il Turista dovrà violare di nuovo le regole, tutte, rischiando molto più della propria reputazione.
Maestro riconosciuto del noir europeo, Massimo Carlotto ci ha abituato a spingere i confini dei generi dove nessuno è mai arrivato. Per scrivere il suo primo thriller ha fatto saltare ogni paradigma, costruendo una macchina narrativa che non offre certezze se non quella dell’adrenalina che mette in circolo.
(Ed. Rizzoli; La scala)

Bibliografia Massimo Carlotto