La notte di Roma – Giancarlo De Cataldo

Incipit La notte di Roma

12 marzo 2015, giovedì
san Gregorio I

VIA SANNIO. BASILICA DI SAN GIOVANNI. ORE 6.00 .
Il cartello recitava: «Stazione appaltante Società Roma Metropolitane. Impresa appaltatrice Mariani Costruzioni s.p.a. del Consorzio Metro C. Lavori per la realizzazione della linea C. Lotto T3. Tratta San Giovanni-Fori Imperiali». L’uomo si calò lo zuccotto di lana sulle orecchie, si strinse nel bomber nero lucido e osservò impaziente i semafori lampeggianti che illuminavano il deserto di piazza San Giovanni. Accanto a lui, il compare, una montagna di muscoli dal collo incassato nelle spalle, scosse la testa. Sfilò dal giaccone lo smartphone, guardò l’ora. Le 6.00. Dello stronzo non si sentiva ancora neppure la puzza. Almeno aveva smesso di piovere.

Incipit tratto da:

Bibliografia Giancarlo De Cataldo

La notte di Roma di Giancarlo De Cataldo
Quarta di copertina / Trama
Dove è Suburra, comincia la notte di Roma. Il giovane Sebastiano ci prova, a reggere le fila di un regno del crimine. Ma se il re è lontano, gli incidenti capitano. E il Samurai è molto lontano. Chiara ci prova, a ben governare. Ma se il cuore è troppo scoperto, magari ti innamori di chi nemmeno vorresti guardare in faccia. E gli incidenti capitano. Adriano Polimeni ci prova, con un monsignore di buona volontà, a guardare in faccia il pericolo. Troppo da vicino, forse. Si accende la guerra che tutti vedono, continua quella che non vede nessuno, la piú feroce. La lotta stavolta è per salvare l’anima.
(Ed. Einaudi, Stile Libero Big)

Bibliografia Giancarlo De Cataldo