Onora il padre – Giancarlo De Cataldo

Incipit Onora il padre

Nonostante il riscaldamento, il gelo umido della notte è riuscito a infilarsi nel piano alto di questo vecchio albergo che nasconde dietro stucchi pretenziosi il suo inevitabile decadimento. Il mare è una tavola nera lacerata da una lama di luna giallognola. La grande spiaggia è bianca, deserta. Niente ombrelloni, niente sdraio. Adoro l’inverno. Nel freddo Rimini diventa persino sopportabile. Il freddo parla al mio cuore. Scosto la tenda di fine, robusta stoffa color cremisi e socchiudo con cautela i battenti della finestra, spinto da un improvviso desiderio di ascoltare il confortevole ritmo della risacca. Ma la musica alle mie spalle sembra voler combattere contro il dolce suono. Vagamente risentito, mi affretto a spegnere il Cd. E subito lei lascia partire una specie di singhiozzo contenuto. Brandisco il martello che sul manico poroso ha trattenuto rade goccioline di sangue e lo agito su quella massa informe che non cessa di contorcersi. Il singhiozzo si sta rapidamente mutando in una sorta di ululato bestiale.

Incipit tratto da:

Bibliografia Giancarlo De Cataldo

Onora il padre di Giancarlo De Cataldo

Quarta di copertina / Trama
Perché, uccidendo le sue vittime, l’assassino che i giornali chiamano «il Figlio dei fiori» ascolta sempre un dimenticato brano psichedelico del 1972? Che cosa sono il Giusto Ritmo e la Legge? Che cosa nasconde la tranquilla Casa di riposo Giovanni Pascoli, dove vegetano anziani con gli acciacchi più diversi? Ce la farà il giovane e intuitivo Matteo Colonna, che cerca di immedesimarsi nell’assassino, a resistere all’orrore di ciò che sarà costretto a scoprire?
Torna in libreria il romanzo che ha esplorato il cuore criminale dei rapporti familiari, il tradimento, e il desiderio di ordine che torna ad affacciarsi ovunque.
(Ed. Einaudi: Stile libero Big)

Bibliografia Giancarlo De Cataldo