Commesse di Treviso – Fulvio Ervas

Antimama…

Incipit Commesse di Treviso

Antimama…” sospirò l’ispettore Stucky, sforzandosi di prestare attenzione alle parole della giovane commessa. La mattina prima aveva seppellito Martini e ora aveva già questo fastidio.
Lasciò che la donna raccontasse del tribolato tragitto per recarsi al lavoro, lei che odiava guidare, e della serranda che era costretta, ogni giorno, ad alzare e abbassare; lasciò che si lagnasse dell’accaduto e di come, invece, mettesse tutta se stessa nelle mansioni che svolgeva; lasciò che narrasse del negozio di oggettistica, delle caraffe di plastica azzurra, dei pettini per labrador, dei sottobicchieri in carbonio, dei post- it con i pesciolini che si baciano, perché molti di quegli scacciapensieri li disegnava il suo fidanzato, un art-qualcosa, un creativo emergente che il sabato l’accompagnava al lavoro e posteggiava in piazza della Vittoria – in piazza della Vittoria, davvero? provò a fermarla a Stucky – per farsi un giro in centro, magari venderla al lavoro, attraverso la vetrina; lasciò, infine, che lo educasse al valore di ciò che andava vendendo, le mille piccole cose di fragile utilità, perché il superfluo è rassicurante, capace di mostrare quanta strada sia stata percorsa tra il sapere di non avere nulla e il credere di possedere molto.

Incipit tratto da:
Titolo: Commesse di Treviso
Autore: Fulvio Ervas
Casa editrice: Marcos y marcos

Bibliografia Fulvio Ervas

Copertine di Commesse di Treviso di Fulvio Ervas
Quarta di copertina / Trama

È Natale, e un maniaco insidia le bellissime commesse di Treviso, turbando pericolosamente la serenità degli acquisti. L’ispettore Stucky deve intervenire al più presto, ma tende a smarrirsi tra risotti al radicchio e magnifiche calli. Nel frattempo Max Pierini, sul lettino dello psicanalista, racconta la sua epopea tragicomica di eroe dei rifiuti solidi urbani, fondatore di una discarica di campagna a conduzione famigliare.
(Ed. marcos y marcos)

Indice cronologico opere Fulvio Ervas