Febbre gialla – Carlo Lucarelli

Incipit Febbre gialla

I bambini erano quindici, seduti l’uno accanto all’altro su quindici sgabelli tutti uguali, davanti a quindici banchi tutti uguali, rotondi e di legno nero. La stanza era stretta e lunga, illuminata da un neon che correva bianco e abbagliante lungo la parete. L’odore di cuoio era fortissimo e quasi insopportabile perché c’era una sola finestra, in alto, sempre aperta d’estate o d’inverno ma piccola come la finestra di una cantina. Niente di strano, dal momento che era proprio quello, la stanza lunga: una cantina.
Nella cantina i quindici bambini seduti ai banchi rotondi cucivano borse di pelle, tutte uguali anche loro. Anche i bambini sembravano uguali, tutti tra gli otto e i dodici anni, tutti cinesi, tutti in calzoncini, canottiera a righe bianche e blu e sandali di gomma, tutti in silenzio, lavoravano e basta, con gli occhi bassi sulla pelle da forare, cucire, puntare e ribattere. Con le palpebre socchiuse, un po’ perché erano cinesi e avevano gli occhi a mandorla, un po’ perché con quella luce bianca e fredda ci si vedeva male. Con le dita indolenzite, un po’ perché erano dita piccole, da bambini, troppo piccole per quegli aghi grossi da pelletteria e un po’ perché dovevano cucire sempre, tutto il giorno, fermandosi solo ogni tanto per mangiare un po’, dormire un po’ e fare i bisogni in un secchio coperto da un’asse, in fondo alla stanza.
L’unico che non era un bambino, che non cuciva e che indossava calzoni, camicia e scarpe, era un uomo dalla testa così rasata da luccicare sotto ai riflessi del neon.

(Prefazione)

Incipit tratto da:

Bibliografia Carlo Lucarelli

Febbre gialla di Carlo Lucarelli

Quarta di copertina / Trama
Ho è cinese, ha otto anni, lavora in silenzio in mezzo ad altri bambini schiavi come lui, e aspetta l’occasione giusta. L’occasione arriva: un salto da acrobata, una Lambretta stile Old Sixties e uno scontro terribile contro la 2CV di Vittorio, poliziotto al primo giorno di servizio, vent’anni, capelli rasati sulle tempie, walkman e anfibi. La fuga riprende e il duro dal cuore tenero si lancia all’inseguimento. Comincia una corsa folle, febbricitante, disperata, una discesa in un mondo oscuro e sotterraneo, eppure vicinissimo alle strade di una città italiana. Un mondo di schiavi e padroni, dove la libertà è ancora un sogno e per ottenere giustizia si deve lottare senza tregua.
(Edizioni EL)

Bibliografia Carlo Lucarelli