Guardami negli occhi – Giovanni Montanaro

Ghita, la Fornarina, veniva al Pantheon tutti i giorni.

Incipit Guardami negli occhi

Ghita, la Fornarina, veniva al Pantheon tutti i giorni.
Passava in mezzo ai cenci della gente di Roma, tra i carri e la polvere, i cani e le fogne, schivando briganti e magnaccia, coltelli e rovine. Veniva fin qui da Trastevere, attraverso ponte Sisto, indossava calzari lussuosi, di cuoio, con le zeppe, le unghie dei piedi e delle mani smaltate, come un’antica romana. Portava gioielli, un grosso bracciale a forma di serpente e una collana da cui pendeva una perla scaramazza, quella che le aveva regalato lui. Aveva una camiciola di seta, rossa, senza lutto, come nessun’altra ragazza di Trastevere poteva permettersi, anche se lei non era nemmeno trasteverina.
Era bella, Ghita, anche se a qualcuno poteva non piacere, per il mento, il naso un poco pronunciato, quel viso certo non da nobildonna, gli occhi furbi di una ragazza che capita di incontrare per strada, con cui si scambia un sorriso senza conoscersi.
Raffaello l’amava perdutamente, come si sarebbe detto a quel tempo; ne amava il carattere, il corpo, la forza, l’incantesimo che solo certe donne hanno in sorte.
E Ghita ogni giorno si faceva bella per lui, anche se lui non c’era più. Era la primavera del 1520, il pittore era morto di Venerdì Santo, lei aveva poco più di vent’anni e tutto era finito.

Incipit tratto da:
Titolo: Guardami negli occhi
Autore: Giovanni Montanaro
Casa editrice: Feltrinelli

Bibliografia Giovanni Montanaro

Copertina di Guardami negli occhi di Giovanni Montanaro
Quarta di copertina / Trama

Nessuno ci fa caso. È un anello piccolo, d’oro, con un lapislazzuli. Quasi non lo si vede, quando si guarda la Fornarina di Raffaello. Eppure quell’anello seminascosto, nella parte bassa del dipinto, racchiude una storia che da secoli affascina e incuriosisce. Nessuno ne ha mai davvero svelato il segreto.
Margherita detta Ghita, la figlia del fornaio, la ragazzina appena adolescente che sta a Trastevere, gli occhi scuri, le mani piene di farina, e Raffaello, giovane anche lui, il pittore più grande, prediletto dai papi, pieno di grazia e di talento. Una storia d’amore irripetibile, una delle più grandi di tutti i tempi, che sboccia tra povertà e ricchezza, tra la frenesia degli umili e il potere dei papi e dei cardinali, che deve passare attraverso il fidanzamento quasi obbligato di Raffaello con Maria Dovizi, che cresce e continua a fiorire a dispetto di calunnie e avidità.
Sullo sfondo, la bottega di Raffaello e di Giulio Romano. La voce di Ghita, da dietro le grate del convento di Sant’Apollonia, racconta di quella Roma disabitata che all’inizio del Cinquecento comincia la gloria del suo Rinascimento, e di tutte le fatiche, le lotte e le violenze, di quel loro amore che nessuno vuole, a cui nessuno crede, che viene negato, scacciato, irriso, ma che in fondo è l’unica cosa che resta. Grazie a quel dipinto di formidabile sensualità. Che è l’ultima cosa che Raffaello ha fatto su questa terra, l’unica che ha fatto per lei soltanto, quando le ha detto, per l’ultima volta: “Guardami negli occhi”.
Giovanni Montanaro entra con passo sicuro e sguardo partecipe, appassionato, nel mondo di uno dei pittori più grandi e più amati, conducendoci nel cuore di un mistero. E della bellezza.
Voleva dipingere come nessun altro aveva dipinto prima di lui. Voleva fare la vita, e salvarla. E per riuscirci aveva bisogno di me.
(Ed. Feltrinelli)

Indice cronologico opere Giovanni Montanaro

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Pubblicato da Incipitmania su Mercoledì 23 gennaio 2019