Caddi e rimase la mia carne sola – Laura Pariani

Donne di La Higuera!

Incipit Caddi e rimase la mia carne sola

Donne di La Higuera! La patria ha bisogno di pace, non
di ribelli comunisti… Lo sapete voi chi è questo subversivo, questo Guevara che infesta le vostre montagne? Un bastardo di argentino che non crede né in Dio, né nella Vergine del Rosario che oggi voi tutte state festeggiando, e neppure nella sacrosanta proprietà della terra. Mettetevelo in zucca: i guerriglieri sono banditi e assassini, gente diabolica dalla testa fino alle unghie dei piedi: ammazzano, rubano, violentano donne e bambine.
E per chi, venendo per caso in contatto con loro, non ne avverta le autorità, c’è il carcere, siete avvisate.
Epperciò siate grate all’esercito che ha occupato il paese: i soldati sono qui per proteggere voi donne, i vostri figli, i vostri vecchi. E io vi prometto: gli toglieremo la pelle a quell’anticristo. Come il gheppio quando fa a pezzi la sua preda in aria.
Schifiltosissimo di contatti maleodoranti, il colonnello Zenteno, si allontana dal gruppetto di campesinas. Avranno inteso il suo discorso?… Si gira a guardarle: ste vecchie mezzeindie gli sembrano tutte più di mente trasognata che pronte di comprendonio. Sbuffa.

Incipit tratto da:
Titolo: Caddi e rimase la mia carne sola
Autrice: Laura Pariani
Casa editrice: Effige

Bibliografia Laura Pariani

Copertina di Caddi e rimase la mia carne sola di Laura Pariani
Quarta di copertina / Trama

Il 7 ottobre 1967 Ernesto Che Guevara resta imbottigliato con un piccolo gruppo di guerriglieri in una quebrada della foresta. Consegnatosi ai soldati, il Che viene trasportato nel vicino paesino di La Higuera dove è rinchiuso nel locale della scuola. Il 9 ottobre a un soldato scelto a sorte tocca il compito di uccidere il ferito, il cui cadavere viene trasportato all’ospedale di Vallegrande per essere mostrato a fotografi e giornalisti. Questi fatti della Grande Storia sono qui raccontati attraverso le parole degli abitanti di una delle zone più povere del mondo: i vecchi impauriti dalla propaganda della radio che dipinge i guerriglieri come violenti “senza Dio”; i soldati contadini che si aspettano il premio per la cattura del “gringo importante”; la maestra che frequenta poco i libri; il telegrafista che non ha mai avuto così tanto lavoro; la curandera che cerca di accompagnare il prigioniero nel suo viaggio verso il mondo dei morti. Da quel momento nell’immaginario popolare è fiorito il culto di Sant’Ernesto di La Higuera, con tanto di preghiere, ex-voto per i miracoli compiuti e leggende (tra cui quelle della vendetta divina che ha colpito tutti coloro che furono implicati nella morte del Che).
(Ed.Effige)

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