Behave – Valeria Parrella

Incipit Behave

Non c’è scritto «welcome», da nessuna parte, neppure uno zerbino, nel locale dove mangia mio figlio. Bensì: «Non sono graditi i bambini» e «Non si distribuisce alcol a persone minorenni». Lo trovo ragionevole e molto, molto onesto – “questa è gente che dice quel che pensa” penso. E quel che questa gente pensa è: “Non mi dovete rompere le palle”. Almeno il proprietario lo pensa. Non riesco a credere che lo pensa pure quella barista là, che è così dolce e ha le tette così belle e non puzza mai di sudore e non sbaglia mai a dare il resto. E sente una comanda anche oltre tre spalle di ubriachi. Ma se lavora in questo posto, penso, se quel vecchio fegatoso di Gorge l’ha assunta, lo pensa anche lei: “Non mi dovete rompere le palle”, e quindi, soprattutto, anche lei non gradisce i bambini.
Trovo onesto dire ciò che si pensa.
Non è garbato, non è carino direbbe l’assistente sociale. L’assistente sociale non è una che dice quello che pensa. È una fessa morta.

Incipit tratto da:
Titolo: Behave
Autrice: Valeria Parrella
Casa editrice: Corriere della Sera

Bibliografia Valeria Parrella

Copertine di Behave di Valeria Parrella

Quarta di copertina / Trama

Quando perdi l’orientamento – diceva un saggio marinaio – è inutile guardare lontano: davanti hai la prua e dietro la poppa, cielo sopra e mare sotto, e tu stai nel mezzo, altro non ti serve sapere. E’ la sensazione che prova Buddy, smarrito nell’oceano della sua esistenza. Vede un ragazzone immobile fra i tavoli del Behave, con la mandibola cascante e la lingua tra i denti, in pervicace attesa di un posto libero, e pensa: Dio, quello è mio figlio, che posso fare? Buddy ha accanto la donna più bella del mondo, la madre di suo figlio, e amandola profondamente pensa: Dio, fammi morire prima, non potrei vivere senza di lei, senza la mia Jude. Buddy ha ragione, la morte è una gran fregatura, ti porta via una persona prima che tu abbia potuto dirle tante cose, ma è così facile arrivare in ritardo se non conosci la strada… Allora, quando perdi l’orientamento, ricorda le parole di quel saggio uomo di mare. Perché nella vita, come al Behave, non c’è scritto da nessuna parte.
(Corriere della Sera; Inediti d’autore)

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