Il bosco delle streghe – Marco Vichi

Incipit
Il bosco delle streghe

Incipit Il bosco delle streghe

L’avevo conosciuta a una festa. Bella, con gli occhi frizzanti. Una bella ragazza piena di vita. Mi erano sempre piaciuti i capelli lunghi e neri, e lei li aveva lunghi e biondi. Ma mi piaceva lo stesso, mi piaceva molto. Quando rideva era come se si accendesse una luce nella stanza. E io la facevo ridere spesso. Vedevo quella luce e sentivo il desiderio di tuffarmici dentro. Non voglio farla lunga. La invitai a cena. Accettò. Bel ristorante. Caro. Pagai io. Poi andammo a bere qualcosa in un bar. Uscimmo quasi ubriachi. Sotto casa sua lei mi disse: «Sali un attimo o sei stanco?» Dieci minuti dopo eravamo a letto. Una notte magnifica. Lei era bellissima. Se avessi dovuto inventare una donna, avrei inventato lei. La sua libertà mi eccitava e mi spaventava. Ci addormentammo sudati, abbracciati come bambini. Mi svegliai la mattina dopo con il sole che mi batteva sugli occhi. Lei non c’era. Le undici. Era domenica. Rividi nella mente alcune scene di quella notte. Un sogno. Mi alzai, m’infilai le mutande e andai in cerca di lei. Sbirciavo nelle stanze per vedere se c’era. La casa era grande. Sentii dei rumori e mi avvicinai a una porta aperta. Mi affacciai dentro. Lei era seduta al tavolo di cucina, aveva addosso solo una maglietta nera. Stava bevendo un caffè. Quando mi vide si alzò e mi venne incontro.
«Finalmente» disse, abbracciandomi.

Incipit tratto da:
Titolo: Il bosco delle streghe
Autore: Marco Vichi
editrice: Guanda

Bibliografia Marco Vichi

Copertina di Il bosco delle streghe di Marco Vichi

Quarta di copertina / Trama

Un uomo ormai adulto che rimane legato alla casa della sua infanzia tra i boschi, lasciata misteriosamente in tutta fretta un Natale di tanti anni prima; il tormento del Sommo Poeta, alle prese con l’amore impossibile tra Paolo e Francesca e con la disperata ricerca delle parole giuste per immortalare la loro storia; la strana eredità di una zia mai conosciuta, che porta il protagonista nella profonda campagna toscana; Dino Campana all’alba del giorno in cui vengono stampati i Canti Orfici; e poi ancora un vecchio mercante in un villaggio ai margini del deserto, a cui una fanciulla si rivolge per avere consolazione del proprio amore puro, sincero e sfortunato; un uomo che torna di nascosto nel ventre medievale di Firenze, prima che venga distrutta per far posto a una piazza… Sono tante le vicende che si intrecciano in queste pagine. Racconti fantastici, drammatici, oscuri, divertenti, delicati, che esplorano gli infiniti angoli dell’animo umano seguendo sentieri narrativi diversi, accomunati da una grande passione per le storie e dalla voglia inesauribile di raccontare.
(Ed. Guanda)

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