L’inquilino – Marco Vichi

Avevo messo l’annuncio in un momento di paura.

Incipit L’inquilino

Avevo messo l’annuncio in un momento di paura. L’idea di rimanere senza soldi mi rendeva pazzo. Dopo una settimana non aveva ancora telefonato nessuno. Quando sentii suonare alla porta ero davanti allo specchio del bagno, smisi di farmi la barba e col rasoio in mano andai ad aprire. Sulla porta c’era un tipo col giubbotto strizzato addosso, la faccia legnosa da montanaro, due grinze da incazzato sulla fronte.
«Sì?» chiedo più gentile che posso.
«L’annuncio» dice lui, e fa un passo dentro casa senza sfilare le mani dalle tasche.
«Non avevo scritto l’indirizzo» dico.
Lui fa una mossa del corpo come per dire che va tutto bene, ho la schiuma sul viso ma faccio come se non l’avessi.
«Studente?» chiedo, anche se mi pareva troppo vecchio per quello. Lui si raggrinzisce.
«La camera dov’è?» chiede un po’ schifato, guardando in giro con gli occhi semichiusi e il naso arricciato. Fu la prima volta che mi venne voglia di dargli un pugno in faccia.
«È quella» dico io. Gli apro la porta e resto di qua dalla soglia, come se la stanza fosse già così sua da non poterci entrare. Speravo capisse il lato polemico, lui invece ci si infilò disinvolto, annusando l’aria come un cane.

Incipit tratto da:
Titolo: L'inquilino
Autore: Marco Vichi
Casa editrice: Guanda

Bibliografia Marco Vichi

Copertine di L'inquilino di Marco Vichi

Quarta di copertina / Trama

È orribile invidiare qualcuno che si detesta, ma a volte può accadere. Questo è quanto accade a Carlo, un traduttore in difficoltà economiche che vive alla periferia di Firenze, quando decide di prendersi in casa un inquilino per dividere le spese. Alla sua porta si presenta Fred – abbigliamento stravagante, modi irritanti e fare invadente –, ed è chiaro fin da subito che sarà una «convivenza impossibile» e che invece di risolvere un problema ne creerà infiniti altri. Fred – disordinato, rumoroso, indiscreto – è tutt’altro che un inquilino modello, ma il fascino «maligno» che esercita è irresistibile, come pure la semplice naturalezza con cui attraversa i casi della vita: sa muoversi con disinvoltura nelle situazioni difficili, ha sempre la battuta pronta, riesce a volgere le cose continuamente a proprio favore, e soprattutto ha uno strepitoso successo con le donne. Insomma, l’esatto opposto di Carlo, o meglio, forse proprio quello che lui vorrebbe essere.
La storia, fin qui tragicomica, prende però una piega decisamente più seria quando si profila sulla scena l’inquietante figura di un misterioso assassino, e i sospetti degli inquirenti cadono proprio sulla casa del povero traduttore e del suo strano ospite…
(Ed. Guanda)

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