Nel mio paese è successo un fatto strano – Andrea Vitali

Incipit Nel mio paese è successo un fatto strano

Dalle mie parti una volta capitò un fatto strano di cui fui proprio io ad accorgermi per primo e il bello è che all’inizio né la mia mamma né il mio papà vollero credermi.
Forse fu perché dalle mie parti era ormai diventata un’abitudine non accorgersi più di niente, e quando dico niente voglio dire proprio niente niente. I giorni passavano tutti uguali uno all’altro, senza nessuna differenza. Si considerava talmente normale andare a scuola o a lavorare, ma anche bere, mangiare, giocare o dormire, che nessuno trovava più alcuna gioia nel fare ciascuna di queste cose e tante altre.
Era normale, appunto. Così non si faceva più caso a niente. Come le stagioni che passavano, per esempio, normali anche loro.
Se nevicava, era normale.
Se c’era un bel sole, era normale.
Se era domenica era normale, visto che il giorno prima era sabato e poi sarebbe arrivato il lunedì.
Se facevi notare qualcosa a qualcuno, come ad esempio un bell’albero che si stava colorando d’autunno, ti rispondeva con un colpo di spalle.
«È autunno, è normale».
Nascere era normale.

Incipit tratto da:
Titolo: Nel mio paese è successo un fatto strano
Autore: Andrea Vitali
Casa editrice: Salani

Bibliografia Andrea Vitali

Copertina di Nel mio paese è successo un fatto strano di Andrea Vitali
Quarta di copertina / Trama

Le cose normali sono belle: è bello sapere che dopo l’estate viene l’autunno, dopo la domenica viene il lunedì, che si nasce, si cresce e si va a scuola. Ma la troppa normalità e l’abitudine rischiano di avvolgere il mondo nell’indifferenza – una nebbia dove nessuno più si accorge della meravigliosa diversità che palpita attorno a noi: colori, sapori, profumi, emozioni…
Ma in una piccola e uggiosa cittadina, dove la quotidianità rischia di annegare le vite in un tedioso grigiore, qualcosa di imprevisto sta per fare breccia nella monotonia. Un bel giorno, come per incanto, tutti i calendari si svuotano e gli orologi cessano di funzionare. I paesani reagiscono come possono, tentando di riordinare ciò che è divenuto caotico, e di ristabilire quel che tutti davano ormai per scontato: la cognizione del tempo.
Un libro divertentissimo e visionario, arguto e saggio per insegnarci a guardare sempre il mondo con ironia ed entusiasmo, con lo sguardo fresco di un bambino: un invito a scuoterci, a ribellarci, a non farci sommergere dalla passività nei confronti della vita. A riscoprire, soprattutto, la meraviglia verso ciò che circonda.
(Ed. Salani)

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