Another world Il regno 4 – Banana Yoshimoto

Quando a Mykonos vidi per la prima volta Kino su una scalinata di pietra, pensai di essere vittima di uno scherzo degli dèi.

Incipit Another world Il regno 4

Quando a Mykonos vidi per la prima volta Kino su una scalinata di pietra, pensai di essere vittima di uno scherzo degli dèi.
Perché tutto il tempo che avevo perduto mi veniva restituito in un istante, nella forma più evidente, e una dolce nostalgia mi riportava il sorriso sulle labbra. O magari solo per prendere in giro me e quella nostalgia che avevo provato ritrovandomi dopo tanto tempo lì a Mykonos.
La postura di Kino, il fatto che portasse occhiali da sole e un bastone, la schiena leggermente curva e il viso da ragazzino schizzinoso mi ricordarono il mio papà.
L’aria testarda, la T-shirt in cotone griffata e dai colori delicati abbinata ai chinos di buona fattura lo facevano somigliare a colui che secondo la legge era il mio papà.
Avere due papà potrà sembrare strano, ma la mia vita è sempre stata così, quindi per me è naturale.

Titolo: Another world Il regno 4
Autrice: Banana Yoshimoto
Traduzione: Gala Maria Follaco
Titolo originale traslitterato: Anaza warudo
Casa editrice: Feltrinelli

Bibliografia Banana Yoshimoto

Another World - Banana Yoscimoto
Quarta di copertina / Trama

Kataoka Noni è la figlia di Shizukuishi e ha due papà, Kaede e Kataoka. In Another World, capitolo conclusivo della quadrilogia Il Regno, il percorso di crescita di Noni è ormai compiuto. Kaede è morto e Kataoka è un padre, a modo suo, amorevole. Ambientata tra Mykonos, Okinawa e Tokyo, la storia di Noni è la chiusura di un cerchio: torna la forza delle piante e delle pietre, l’amore della natura e quello, complesso e ingovernabile, tra gli esseri umani, il confronto con la morte e l’abbandono. Un libro che è un invito a leggere il mondo oltre i confini e le gerarchie, a riconoscerci come parte di un unico sistema dove conta soltanto la verità delle sensazioni.
“C’era in mia madre un flusso di vita scintillante, e ogni volta che la osservavo mi sembrava di vedere un fiume. Un fiume che scorre, che luccica e non si ferma mai.”
(Ed. Feltrinelli)

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