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Afrodita – Isabel Allende

Incipit  Afrodita

I cinquant’anni sono come
L’ultima ora del pomeriggio,
quando il sole tramontato
ci dispone spontaneamente alla riflessione.
Nel mio caso, tuttavia,
il crepuscolo mi induce al peccato.
Forse per questo,
arrivata alla cinquantina,
medito sul mio rapporto
con il cibo e l’erotismo,
le debolezze della carne,
che più mi tentano,
anche se, a ben guardare, non sono quelle
che più ho praticato.

Incipit tratto da:

    • Titolo: Afrodita
    • Sottotitolo: Racconti, ricette e altri afrodisiaci
    • Autrice: Isabel Allende
    • Traduzione: Elena Liverani e Simona Geroldi
    • Titolo originale: Afrodita. Cuentos, Recetas y Otros Afrodisiacos
    • Casa editrice: Feltrinelli

Bibliografia di Isabel Allende

Afrodita di Isabel Allende
Quarta di copertina / Trama
Incipit Afrodita

cincuenta años son como
última hora de la tarde,
cuando el sol se ha
puesto y uno se inclina
hacia la reflexión.
mi caso, sin embargo,
el crepúsculo me induce
pecar y, tal vez por eso,
la cincuentena reflexiono
sobre mi relación con
comida y el erotismo,
las debilidades
la carne que más me
aunque, hélas, no son las
más he practicado.

Incipit tratto da:

    • Título : Afrodita
    • Lengua : Español

Bibliografia di Isabel Allende

Isabel Allende conosce il gusto lieve e giocoso della vita. La troviamo alle prese con il mondo della cucina, tempio del piacere dei sensi e anticamera del “piacere dei piaceri”. Dalla salsa corallina alle pere ubriache, dall’habanera di gamberi all’insalata delle odalische, dalla zuppa scacciapensieri alle ciliegie civettuole: un patrimonio di ricette piccanti e spiritose condite con le spezie dell’ironia.
“Dopo aver fatto un paio di giri completi nel mondo degli afrodisiaci, scopro che l’unica cosa che davvero mi eccita è l’amore. E allora dedico queste divagazioni erotiche agli amanti che giocano e, perché no?, anche agli uomini spaventati e alle donne malinconiche… Mi pento delle diete, dei piatti prelibati rifiutati per vanità, come mi rammarico di tutte le occasioni di fare l’amore che ho lasciato correre… Non posso separare l’erotismo dal cibo e non vedo nessun buon motivo per farlo; al contrario, ho intenzione di continuare a godere di entrambi fino a quando le forze e il buon umore me lo consentiranno. Da qui nasce l’idea di questo libro, un viaggio senza carta geografica attraverso le regioni della memoria sensuale, là dove i confini tra l’amore e l’appetito a volte sono talmente labili da confondersi completamente.”
(Ed. Universale Economica Feltrinelli)

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