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Un amore di zitella – Andrea Vitali

Incipit Un amore di zitella

Iole Vergara era appiccicata da quasi un’ora al vetro della finestra della sua casa al secondo piano di un condominio con vistalago lungo la statale 36. Guardava il paesaggio affascinata e sbalordita, senza nessun pensiero particolare, immersa nel buio del tinello mentre dalla cucina veniva l’indistinto gracchiare di una radiolina.
Il gennaio del 1962 era cominciato all’insegna del gelo. L’intero lago di Como per qualche giorno era sembrato appartenere a un pianeta di ghiaccio, ibernati persino i rumori e le scarse parole che la gente si era scambiata per strada. Poi era arrivato il phon e aveva squassato quell’irreale immobilità: aveva soffiato tre giorni, continuo e violento. Infine, la sera del terzo, si era acquietato. Dalla superficie del lago era scomparsa la cresta spumosa dell’acqua sollevata dal vento. Ne aveva preso il posto un’onda continua, lunga e morbida, che si frangeva sulla riva con poco rumore. La monotonia inerte dell’inverno era ritornata. Tutti, uomini e cose, potevano tirare un respiro di sollievo.

Incipit tratto da:

Un amore di zitella - Andrea Vitali

Risvolto di copertina / Trama

Iole Vergara è la zitella del paese. Lavora come dattilografa presso il Comune, abita in un condominio affacciato sul lago e la sera cena con una tazza di caffellatte. È un’esistenza fatta di abitudini, grigia e monotona, se non fosse per le chiacchiere con la collega Iride sulla prostata del segretario comunale, o per i mille pettegolezzi che s’inseguono in paese, mentre in sottofondo si sentono i commenti degli uomini alle prese con la «Gazzetta dello Sport» e le note di Quando, quando, quando, il cavallo di battaglia di Tony Renis al Festival di San Remo.
Ma persino la timida e solitaria Iole ha un segreto, come scoprirà Iride nel ricevere il regalo di nozze della collega: si chiama Dante, e per qualche tempo al centro dei pettegolezzi ci sarà proprio il misterioso amico della dattilografa comunale.
Un amore di zitella, pubblicato originariamente nel 1996, ha segnato la conferma del talento narrativo di Andrea Vitali. A caratterizzare le sue opere è prima di tutto la capacità di creare e far vivere un intero mondo, quello di Bellano, dove sono ambientati tutti i suoi racconti e romanzi. Lo popolano personaggi ben caratterizzati, osservati nei loro comportamenti, tra mille aneddoti divertenti e rivelatori, con una vena di partecipe umorismo.
A scandire le loro vicende sono brevi capitoli dal ritmo narrativo gradevole e ricco di sorprese, che permettono il dipanarsi di intrighi scatenati e avvincenti, magari con una punta di giallo, o almeno un piccolo mistero. Così nel microcosmo dei romanzi di Vitali si rispecchia la provincia italiana, in apparenza addormentata e in realtà ribollente di inquietudini e sogni.
(Ed. Garzanti 2004)

Bibliografia Andrea Vitali

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