La ballata di Adam Henry – Ian McEwan

Incipit La ballata di Adam Henry

Londra. Giugno. Una settimana dall’inizio del Trinity Term. Tempo inclemente. Quella domenica sera Fiona Maye, giudice dell’alta corte, era a casa, sdraiata su una chaise longue a fissare in fondo alla stanza, oltre i propri piedi scalzi, lo scorcio di una libreria a incasso accanto al camino e, sul lato di una vetrata alta, la piccola litografia di bagnante, a firma Renoir, acquistata trent’anni prima per cinquanta sterline. Un falso, probabilmente. Poco sotto, al centro di un tavolo rotondo in legno di noce, un vaso azzurro. Scomparsa ogni memoria di come ne fosse venuta in possesso. Come pure dell’ultima volta che ci aveva messo a bagno dei fiori. Il camino era spento da un anno. Gocce di pioggia annerite precipitavano sulla grata colpendo fogli appallottolati di carta di giornale ingiallita. Tappeto bukara sul palchetto a listato tirato a cera. Ai margini del campo visivo, un pianoforte a mezza coda sul cui lucido smalto nero poggiava foto di famiglia in cornice d’argento. A terra, a portata di mano della chaise longue, la bozza di una sentenza. E Fiona sdraiata immobile, col solo desiderio che tutto questo potesse sparire al fondo del mare.

Incipit tratto da:

La ballata di Adam Henry - Ian McEwan

Incipit The Children Act

London. Trinity term one week old. Implacable June weather. Fiona Maye, a High Court judge, at home on Sunday evening, supine on a chaise longue, staring past her stockinged feet towards the end of the room, towards a partial view of recessed bookshelves by the fireplace and, to one side, by a tall window, a tiny Renoir lithograph of a bather, bought by her thirty years ago for fifty pounds. Probably a fake. Below it, centred on a round walnut table, a blue vase. No memory of how she came by it. Nor when she last put flowers in it. The fireplace not lit in a year. Blackened raindrops falling irregularly into the grate with a ticking sound against balled-up yellowing newsprint. A Bokhara rug spread on wide polished floorboards. Looming at the edge of vision, a baby grand piano bearing silver-framed family photos on its deep black shine. On the floor by the chaise longue, within her reach, the draft of a judgment. And Fiona was on her back, wishing all this stuff at the bottom of the sea.

Incipit tratto da:

  • Title: The Children Act
  • Author: Ian McEwan
  • Publisher: Random House
  • Language: English

Quarta di copertina / Trama
«Divino distacco, diabolica perspicacia»: cosí si mormora negli ambienti giudiziari londinesi a proposito di Fiona Maye, giudice dell’Alta Corte britannica in servizio presso la litigiosa Sezione Famiglia. Sposata da trentacinque anni con lo stesso uomo e senza figli, il giudice Maye ha dedicato tutta la sua carriera alla composizione di dissidi sanguinosi spesso giocati nella carne di chi un tempo si è amato. Battaglie feroci per l’affidamento di figli non piú condivisi, baruffe patrimoniali, esplosioni d’irrazionalità cui il giudice Maye oppone un paziente esercizio di misura e sobrietà nella convinzione di «poter restituire ragionevolezza a situazioni senza speranza». I casi su cui è chiamata a pronunciarsi popolano i giorni e ossessionano le notti di Fiona, calcandone la coscienza. Forse la rendono piú sfuggente, distratta. Sarà dunque a questo che si deve l’oltraggiosa richiesta di suo marito Jack? «Ho bisogno di una bella storia passionale», un «ultimo giro» extraconiugale con la ventottenne Melanie, esperta di statistica. Umiliata, ferita, «abbandonata agli albori della vecchiaia», Fiona cerca rifugio, come d’abitudine, nel caso successivo. È quello di Adam Henry, violinista dilettante, poeta in erba, diciassette anni e nove mesi, troppo pochi per decidere autonomamente della propria vita o della propria morte. Adam è affetto da una forma aggressiva di leucemia che richiede trattamento immediato. I genitori del ragazzo e il minore stesso, Testimoni di Geova, si oppongono alla trasfusione di sangue che lo salverebbe. Del suo futuro deve decidere la corte, il giudice Maye, che, in deroga all’ortodossia, sceglie di stabilire un contatto diretto. E incontrando il ragazzo reale che si cela dietro il nome Adam Henry, scopre un essere sul ciglio dell’abisso e però sorprendentemente appassionato della vita.
(Ed. Einaudi; Supercoralli)

Bibliografia Ian McEwan