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Caro Bogart – Jonathan Coe

Incipit Caro Bogart

Humphrey Bogart è storia antica. Lo è in termini cinematografici, almeno, dato che l’industria filmica esiste solo da novant’anni circa e lui è morto da più di un terzo di quel periodo. La venerazione dei suoi film e della sua personalità come un “cult” è sempre meno diffusa (ha raggiunto il suo picco a metà degli anni sessanta) e le vagonate di libri che erano comparsi seguendone la scia sono finiti pian piano fuori catalogo. Siamo quasi arrivati a un punto in cui, in effetti, possiamo cominciare a pensare alla sua carriera in modo più obiettivo.

Incipit tratto da:

    • Titolo: Caro Bogart
    • Sottotitolo: Una biografia
    • Autore: Jonathan Coe
    • Traduzione: Anna Mioni
    • Titolo originale: Humphrey Bogart: Take It and Like It
    • Casa editrice: Feltrinelli

Bibliografia Jonathan Coe

Caro Bogart di Jonathan Coe

Quarta di copertina / Trama
La biografia, la carriera, il mito di Humphrey Bogart attraverso la scrittura innamorata di un grande romanziere. Jonathan Coe ripercorre la carriera di Bogie dagli esordi teatrali ai grandi film della maturità e lascia emergere la formazione di quel personaggio cinico e sentimentale, capace di passare dalle atmosfere oblique del giallo (Il grande sonno) alla commedia (Sabrina), dall’avventura (Il tesoro della Sierra Madre) al dramma romantico (Casablanca). Il Bogart di Coe, prima ancora che un interprete, è il portatore di un’umanità, di una virilità, di un modo di essere a cui scrittori, sceneggiatori e registi attingono cercando di arrivare al “vero” Bogart. La verità del personaggio si moltiplica, in realtà, in un gioco in cui agiscono il suo sorriso sospettoso e disarmante, la sua aggressività, la sua rabbia alcolica, l’amore tempestoso per le donne che, all’apparire di Lauren Bacall, sembra sedarsi in dolcezza e protettività. Coe scava fra immagine cinematografica e biografia, senza confondere i piani, cercando anzi dietro il suo successo un complesso e ricchissimo incastro di frequentazioni, di influenze, di messe a fuoco, quasi a dimostrazione che, dietro al protervo individualismo dei suoi personaggi, Bogart è stato un uomo permeabile, sensibile, capace di modellare e di farsi modellare. Nella lunga lista di film interpretati, ce ne sono orribili. E ci sono dei capolavori. Ma il vero capolavoro è il resistere nel tempo di quel “far buon viso a cattivo gioco” di cui il suo volto è ancora manifesto.
(Ed. Feltrinelli; Super UE)

Bibliografia Jonathan Coe

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