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Castelli di rabbia – Alessandro Baricco

Incipit Castelli di rabbia

– Allora, non c’è nessuno qui?… BRATH!… Ma che canchero, sono diventati tutti sordi quaggiù… BRATH!
– Non strillare, ti fa male strillare, Arold.
– Dove diavolo ti eri cacciato… è un’ora che sto qui a…
– Il tuo calesse è a pezzi, Arold, non dovresti andare in giro così…
– Lascia perdere il calesse e prendi ‘sta roba piuttosto…
– Cos’è?
– Non lo so cos’è, Brath… che ne so io… è un pacco per la signora Rail…

Incipit tratto da:

Bibliografia di Alessandro Baricco

Castelli di rabbia di Alessandro Baricco

Quarta di copertina
Un’angolo d’Europa dell’Ottocento, Una piccola città immaginaria e verosimile. I sogni del signor Rail e le labbra della signora Rail. La favola dei primi treni. Un uomo che sente l’infinito. Un bambino che si porta addosso il suo destino. La magia del Crystal Palace, immane costruzione di vetro. La singolare vita di Hector Horeau, architetto geniale e perduto. Quello che assiste all’asta dei suoi beni, quello che uccide per stanchezza, quello che cantano una nota sola per tutta la vita, quella che ha sposato un uomo che non esiste più , quello che morì di meraviglia, quello che ogni giorno imparava una cosa e una sola. Schegge di Storia e fiumi di storie. Tutto in un libro costruito con una struttura e una scrittura spettacolari. Un libro che restituisce il piacere di ascolatare Grandi Racconti e la fiducia di poterli raccontare ancora. Il romanzo che nel 1991 ha segnato l’esordio di Alessandro Baricco.
(Ed. Rizzoli)

Bibliografia di Alessandro Baricco

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